Studi e ricerche

OPG…OPG… La disumanizzazione dell’essere umano

Giovanni Giusto
15 Novembre 2013
2 commenti
OPG…OPG… La disumanizzazione dell’essere umano

4.8 LA DONNA FIGLICIDA

 

In questo tipo di reato, quando non intervengono disturbi depressivi maggiori, sono stati chiamati in causa i disturbi di personalità in particolare il disturbo borderline di personalità, storie di abuso o di comportamenti tossicomanici, ma, soprattutto, un importante deficit della funzione materna.

Il deficit in questione può assumere nei casi più gravi, la forma definita “maternalità delirante” che va a sostituirsi a una “preoccupazione materna buona” (Fornari, 2008).

Nei casi meno gravi dal punto di vista psicopatologico, o nei quali una psicopatologia in senso stretto è assente, vi sarebbe, però, al fondo dell’agito figlicida almeno un sentimento inadeguato o conflittuale della maternità.

Si tratta di donne che hanno sperimentato la deprivazione affettiva da parte della loro madre e quindi non sono state in grado di adeguatamente identificarsi con una figura materna affettuosa.

In queste donne – bambine si costruisce, per un difetto di apprendimento, un importante deficit di identificazione con la figura materna, che a sua volta si traduce in un sentimento inadeguato della maternità, sentimento che costituisce un terreno di vulnerabilità che varie fonti stressanti o condizioni problematiche possono precipitare.

L’immaturità di queste donne che non sono capaci di affrontare gli impegni quotidiani e l’assunzione di responsabilità si unisce all’incapacità di far fronte ai compiti materni. Il “sentirsi” madri incapaci alimenta la loro confusione, i lori timori, la bassa autostima, nutre l’ambivalenza, il sentirsi inadeguate e inette .

Infine, un elemento di spiegazione psicologica da non trascurare, è quello della non presenza/accettazione dell’ambivalenza dell’amore e dell’odio che accompagna la maternità (Fornari, 2008).

Espriella Ricardo (2006), ha condotto un indagine qualitativa, tramite interviste semi-strutturate, su otto casi di donne figlicide analizzati dal 1997 al 2003 , con l’obiettivo principale di analizzare le storie delle donne e per determinare se vi è una caratterizzazione di questo gruppo. I risultati emersi hanno portato alla conclusione che non esiste un unico profilo di madre figlicida, di vittima e tipo di reato.


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2 risposte.

  1. Alfio ha detto:

    Soffro di disturbi bipolari e a causa di questi disturbi sono stato denunciato per atti persecutori e lesioni personali. Io non ricordo la vicenda ma cosa può accadere in fase processuale?

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