Studi e ricerche

OPG…OPG… La disumanizzazione dell’essere umano

Giovanni Giusto
15 Novembre 2013
2 commenti
OPG…OPG… La disumanizzazione dell’essere umano

2.3 LA PERICOLOSITÀ SOCIALE

 

L’art. 203 c.p. – PERICOLOSITÁ SOCIALE –

“È socialmente pericolosa la persona, anche se non imputabile o non punibile, la quale ha commesso un reato e lascia prevedere la possibilità di commetterne altri”.

La pericolosità sociale è desunta dalle circostanze indicate nell’art. 133 c.p.[3]., utilizzate anche per la valutazione della gravità del reato e dunque ai fini della graduazione della pena. La pericolosità sociale comporta l’applicazione delle misure di sicurezza.

Art. 202 c.p. – APPLICABILITÁ DELLE MISURE DI SICUREZZA-

Le misure di sicurezza possono essere applicate soltanto alle persone socialmente pericolose (art. 203 c.p.), che abbiano commesso un fatto preveduto dalla legge come reato.

La legge penale determina i casi nei quali a persone socialmente pericolose possono essere applicate misure di sicurezza per un fatto preveduto dalla legge come reato”.

Art. 215 c.p. – SPECIE –

“Le misure di sicurezza personali si distinguono in detentive e non detentive.

Sono misure di sicurezza detentive:

  1. l’ assegnazione a una colonia agricola o ad una casa di lavoro;
  2. il ricovero in una casa di cura e di custodia;
  3. il ricovero in un ospedale psichiatrico giudiziario.

Omissis…

Art. 222 c.p. – RICOVERO IN UN OSPEDALE PSICHIATRICO GIUDIZIARIO –

“Nel caso di proscioglimento per infermità psichica …, è sempre ordinato il ricovero dell’imputato in un ospedale psichiatrico giudiziario…

Omissis…

L’art. 222 c.p. è stato modificato dall’ultima legge di riforma penitenziaria, la legge denominata “legge Gaslini” che stabilisce : “Le misure di sicurezza personale sono ordinate previo accertamento che colui che ha commesso il fatto sia persona socialmente pericolosa”.

La pericolosità sociale non è mai presunta e deve essere accertata dal perito psichiatra al momento dell’esecuzione della misura di sicurezza. Questo significa che chi ha commesso un reato in stato di infermità mentale verrà sottoposto alla specifica misura di sicurezza solo se la pericolosità è accertata e non verrà inviato in OPG per presunzione di pericolosità, come indicava l’art. 222 c.p. (Piccione, 1995).

Se consideriamo le statistiche ufficiali, possiamo notare una riduzione nella applicazione delle misure di sicurezza personali, che costituiscono un ramo secco del nostro ordinamento penale.

L’accertamento in concreto della pericolosità ha svolto un importante funzione di filtro, riducendo drasticamente il loro ambito di applicazione (Pelissero, 2008).

Gli esiti dell’accertamento sull’imputabilità e sulla pericolosità sociale sono(Fornari, 2008):

  • VIZIO TOTALE DI MENTE + PERICOLOSITÁ SOCIALE

–    Se elevata  = proscioglimento e internamento OPG

–   Se attenuata  =  libertà vigilata

Entrambe durano fino a quando persiste la pericolosità sociale psichiatrica del prosciolto.

  • VIZIO TOTALE DI MENTE E ASSENZA DI PERICOLOSITÁ SOCIALE PSICHIATRICA

–    Proscioglimento e archiviazione del caso; se il prosciolto era sottoposto ad una misura cautelare, ne viene ordinata la cessazione

  • VIZIO PARZIALE DI MENTE + PERICOLOSITÁ SOCIALE

–    Pena diminuita di un terzo, cui segue l’internamento in casa di cura e custodia, in presenza e in persistenza di pericolosità sociale psichiatrica elevata; oppure libertà vigilata, in caso di pericolosità sociale attenuata

  • VIZIO PARZIALE DI MENTE E ASSENZA DI PERICOLOSITÁ SOCIALE

–    Pena ridotta di un terzo e nessuna applicazione della misura di sicurezza psichiatrica.

La persona con disturbo mentale socialmente non pericolosa non è soggetto alla misura di sicurezza psichiatrica. Il soggetto viene prosciolto ed esce a tutti gli effetti dal circuito giudiziario, senza possibilità alcuna di intervento e controllo sull’evoluzione della patologia mentale da parte del sistema della giustizia. In molti casi, invece, sarebbe auspicabile formalizzare una segnalazione ai servizi psichiatrici di zona (Fornari, 2008).

La pericolosità nei suoi fattori costituenti essenziali è un giudizio prognostico sulla capacità e probabilità dell’individuo di commettere nuovi reati (persistere nel crimine), risultando quindi, da un lato, una caratteristica o meglio un modo di essere dell’individuo delinquente e dall’altro il centro di imputazione di un giudizio, non fondato sul rimprovero per la colpevolezza  di un fatto – reato (azione), ma sulla necessità di prevenzione e controllo della commissione di probabili, ulteriori, eventi criminosi (Tagliarini, 1983).

Si tratta infatti di una valutazione essenzialmente prognostica, nel senso che anche se l’accertamento si riferisce a determinati elementi concreti che assumono valore indiziante, la loro valutazione è orientata prospetticamente in funzione di un dato sconosciuto, probabilistico: l’evoluzione della condotta dell’individuo, che potrebbe essere o non essere criminosa (Zara, 2005).


Pagine: Page 1 Page 2 Page 3 Page 4 Page 5 Page 6 Page 7 Page 8 Page 9 Page 10 Page 11 Page 12 Page 13 Page 14 Page 15 Page 16 Page 17 Page 18 Page 19 Page 20 Page 21 Page 22 Page 23 Page 24 Page 25 Page 26 Page 27 Page 28 Page 29 Page 30 Page 31 Page 32 Page 33 Page 34 Page 35 Page 36 Page 37 Page 38 Page 39 Page 40 Page 41 Page 42 Page 43


2 risposte.

  1. Alfio ha detto:

    Soffro di disturbi bipolari e a causa di questi disturbi sono stato denunciato per atti persecutori e lesioni personali. Io non ricordo la vicenda ma cosa può accadere in fase processuale?

Aggiungi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Scopri come vengono trattati i tuoi dati