Nell’attuale psicoterapia ad orientamento psicodinamico, il concetto del Sé e i disturbi ad esso connessi, costituiscono il nodo centrale di interesse e di intervento sull’individuo.
Se da un lato la visione psichiatrica della patologia è incentrata sull’individuazione sintomatologica, dall’altro la visione psicodinamica è maggiormente orientata alla comprensione in termini di coesione o, al contrario, di frammentazione del Sé.
Risulta pertanto necessario individuare e analizzare quale sia il trattamento di elezione per pazienti affetti da gravi disturbi del Sé come il disturbo narcisistico e il disturbo borderline di personalità.
In entrambi i disturbi si evidenziano deficitarie capacità mentalizzanti, intese come incapacità da parte del soggetto affetto di riflettere e di comprendere i propri e altrui stati mentali, il che comporta una massiccia disregolazione emotiva e degli impulsi con presenza di tendenze manipolatorie che vengono messe in atto, in maniera evidente, nei rapporti interpersonali e relazionali e gravi mancanze interne relative alla strutturazione di un Sé sano e coeso, di conseguenza il trattamento di elezione si individua nella psicoterapia ad orientamento psicodinamico.
Il trattamento psicodinamico dei disturbi del Sé
La psicoterapia ad orientamento psicodinamico è di derivazione psicoanalitica dunque è incentrata sull’analisi degli aspetti più nascosti, reconditi e profondi della psiche umana (Lis A. et al., 2021).
Tra le psicoterapie ad orientamento psicodinamico, si evidenzia la terapia MBT o trattamento basato sulla mentalizzazione focalizzato sullo sviluppo dei processi mentalizzanti, altamente carenti nel caso del disturbo narcisistico di personalità e mirato sulla possibilità di sviluppare un comportamento maggiormente prosociale nel soggetto affetto (Drozek R. P. & Unruh B. T., 2020).
Analogamente, la terapia MBT è utilizzata e si riscontra efficace anche nel disturbo borderline di personalità, circa la riduzione sintomatologica quali ideazione suicidaria, atti autolesivi e calo farmacologico nel lungo termine (Bateman A. & Fonagy P.,2008).
Un ulteriore trattamento che si dimostra valido per entrambi i disturbi è la terapia focalizzata sul transfert o TFP che, per quanto riguarda il disturbo narcisistico di personalità, va ad agire sulla riduzione dei meccanismi difensivi sottostanti (Diamond D. et al., 2021), mentre per quanto concerne il disturbo borderline di personalità va a migliorare lo stile di attaccamento favorendo in questo modo, la diminuzione delle distorsioni causate da un attaccamento errato con particolare cura rivolta alle traslazioni transferali (Levy K. N. et al., 2006).
Infine si evidenzia la terapia dinamica decostruttiva o DDP per il disturbo borderline, circa l’interconnessione del disturbo con l’abuso di sostanze (Gregory R. J. et al., 2008).
Il ruolo della tecnica ipnotica nei disturbi del Sé
In aggiunta alle tecniche menzionate, si rende necessario evidenziare la tecnica ipnotica, da sempre utilizzata nella psicoanalisi classica a partire da Charcot e Breuer e successivamente impiegata da Sigmund Freud per la cura dell’isteria.
Ad oggi, essa può essere impiegata e risulta efficace in associazione alle tecniche psicoterapeutiche sopra citate, come metodo per favorire la traslazione transferale, l’analisi e lo sviluppo dei processi mentalizzanti e per evitare i comportamenti impulsivi tipici di entrambi i disturbi (Fromm, 1972).
Nello specifico, per il disturbo narcisistico risulta valida per rendere accessibile il processo di rispecchiamento emotivo e per facilitare la creazione dell’alleanza terapeutica altrimenti difficile da raggiungere con questa tipologia di pazienti (Baker, 1987).
Inoltre si dimostra efficace anche nel disturbo borderline, differentemente da quanto si pensava in precedenza, per l’integrazione delle parti scisse della personalità, con conseguente calo degli impulsi disfunzionali caratteristici di tale disturbo (Barabasz A. & Watkins J. G., 2005).
Test di Rorschach e valutazione psicodinamica dei disturbi del Sé
Oltre ciò, emerge che la tecnica ipnotica aiuta il paziente ad osservare e a partecipare ai meccanismi del suo mondo intrapsichico anche mediante l’utilizzo di test proiettivi come il test di Rorschach, che si configura un prezioso strumento per l’individuazione di caratteristiche analizzate dalle psicoterapie ad orientamento psicodinamico per esempio per l’identificazione dei meccanismi difensivi utilizzati dal paziente, per il riconoscimento delle relazioni oggettuali che prefigurano l’eventuale sviluppo dell’alleanza terapeutica e del transfert e la valutazione delle dinamiche inconsce (Meyer G. J. & Viglione D. J., 2011).



