Il Rapporto Salute Mentale 2024 del Ministero della Salute (di seguito Rapporto) fornisce dati importanti per comprendere la situazione della salute mentale nel nostro Paese e nelle diverse Regioni. Nel presente contributo vengono messi a confronto alcuni dati per cogliere le principali variazioni intervenute nel 2024 rispetto al 2023 e per meglio rappresentare l’andamento nel tempo sono riportati anche alcuni dati degli anni precedenti.
Tab. N.1: attività territoriale
| Dato | 2016 | 2021 | 2022 | 2023 | 2024 | 2024 vs 2023 |
| Utenti N. | 807.035 | 778.737 | 776.829 | 854.040 | 845.516 | -8.524 |
| Tasso per 10mila adulti | 160,9 | 158 | 154,2 | 169,5 | 171,9 | +2,4 |
| I contatto N. | 349.176 | 289.871 | 285.101 | 273.172 | 272.497 | -672 |
| I contatto First ever | 310.031 | 274.804 | 269.273 | 258.694 | 258.999 | +305 |
| Sesso femminile sul tot. | 54% | 53,6% | 54% | 54% | 55,9% | +1,9% |
| Persone con >45 a/tot | 66,9% | 67,3% | 67,2% | 67,3% | 66,3% | -1% |
| N. Servizi Territoriali | 1.460 | 1.245 | 1.222 | 1.248 | 1236 | -12 |
Nel 2024 l’utenza complessiva (845.516 persone), rispetto al 2023, segna un lieve decremento 8.524 unità (-1%). Gli utenti in carico sono 171,9 per 10mila adulti. Come nei precedenti Rapporti vi sono ampie variazioni regionali e si va da 119,1 per 10.000 abitanti adulti delle Marche fino a 447,2 della Liguria. Stabili i primi contatti e first ever. Nella fascia 18-24 anni i tassi sono 74,2 per 10.000 ab. nei maschi e 98,6 per 10.000 ab. nelle femmine.
Gli utenti sono di sesso femminile nel 55,9% dei casi, mentre la composizione per età riflette l’invecchiamento della popolazione generale, con un’ampia percentuale di pazienti al di sopra dei 45 anni (66,3%).
Gli stranieri rappresentano il 5,5% dell’utenza seguita (con ampie differenze regionali), 104,4 per 10 mila se rapportati alla popolazione straniera residente.
I servizi territoriali nel 2024 rispetto al 2023 sono diminuiti di 12 unità con un decremento rispetto al 2016 di 224 unità (-15,3%).
Le patologie più frequenti nei servizi territoriali sono la depressione con un tasso del 31,9 per 10.000 abitanti, la schizofrenia e le altre psicosi funzionali (29,6 per 10.000 abitanti), le sindromi nevrotiche e somatoformi (18,2 per 10.000 abitanti), la mania e i disturbi affettivi bipolari (11,8 per 10.000 ab).
La continuità di cura dopo un ricovero ospedaliero vede la visita psichiatrica entro 14 gg dalla dimissione nel 36,5% dei casi ed entro 30 giorni nel 43,5%. Va un po’meglio per i più giovani con percentuali del 42,6% a 14 giorni e 47,6% a 30 giorni. I dati sul numero di prestazioni per i nuovi pazienti con diagnosi “gravi” e i tempi di presa in cura dopo un ricovero sono preoccupanti.
Per i farmaci, in totale vengono spesi circa 596,36 milioni di Euro, di cui 422,8 milioni di Euro per antidepressivi, 169 per antipsicotici e 4,56 per il litio.
Purtroppo le condizioni sociali e familiari degli utenti è conosciuta in modo molto parziale il che testimonia una scarsa attenzione ai determinanti sociali della salute mentale. Non è rilevato/noto: titolo di studio nel 35,6%, condizione abitativa e familiare (59%), occupazione (27%). Tenendo conto di questo per quanto attiene ai titoli di studio: nessun titolo 6,4%, licenza elementare 9,1%, media inferiore 19,9%, qualifica professionale 5,3%, diploma 16,1%, laurea 6,2%. Occupazione: ha un lavoro il 29%, mentre è disoccupato il 14,2% e i pensionati sono l’8,4%. Vive con la famiglia di origine il17,6%, con la famiglia acquisita il 21,4%, solo il 9,1%, con altre persone 6,3%. Vista la rilevanza per la salute mentale sarebbe importante definire quale sia il livello di reddito (povertà).
Tab. N.2: attività residenziale e semiresidenziale
| Dato | 2016 | 2021 | 2022 | 2023 | 2024 |
| Residenze n. | 2.282 | 1983 | 2.001 | 1.833 | 1.919 |
| Utenti n. | 31.593 | 27.813 | 28.738 | 27.768 | 29.258 |
| Durata media trattamento in gg | 673,9 | 1.124 | 1.086,3 | 1.097,9 | 1.236,9 |
| Ammissioni | 16.904 | 10.794 | 12.213 | 12.107 | 12.023 |
| Dimissioni | 16.931 | 9.927 | 11.980 | 12.280 | 12.707 |
| Dimissioni/ utenti tot | 53% | 35,6% | 41,6% | 44,2% | 43,4% |
| Dimissioni/Residenze | 7,1 | 3,8 | 5,9 | 6,7 | 6,9 |
| Semiresidenze n. | 898 | 742 | 776 | 689 | 800 |
| Utenti n. | 28.239 | 21.352 | 22.196 | 19.052 | 22.325 |
Il numero delle strutture residenziali registra un aumento (+86) e lo stesso il numero degli utenti (+5,3%) sulla base di una dotazione in valore assoluto di 26.062 posti. La dotazione è di 5,2 posti residenziali per 10.000 abitanti adulti. Visto che gli ospiti complessivi sono stati 29.258 il turnover per posto è di 1,12.
I pazienti con diagnosi di schizofrenia e altre psicosi funzionali (14.690 unità) rappresentano la metà dell’utenza delle strutture residenziali (50,2%) ed appartengono soprattutto alle fasce di età 45-64 anni.
La durata media dei trattamenti è fortemente aumentata dal 2016 ed anche nel 2024 rispetto al 2023 è cresciuta ulteriormente (+12,6%).
La durata dei trattamenti aumenta in funzione dell’età e passa da 298,7 giorni per la fascia 18-24 anni e 677,7 per quella 25-34 anni a 2266,2 giorni nella fascia 65-74 anni e 3.739,9 giorni per le persone con più di 75 anni.
Il turnover vede 12.023 inserimenti e 12.707 dimissioni ed è in miglioramento dal 2021 pur restando ben al di sotto del valore del 2016. Gli inserimenti sono soprattutto nelle Residenze Intensive 5.655 (in aumento rispetto a 5.068 dell’anno precedente), Estensive (1145 vs 942) e SRP3 con assistenza nelle 24 ore (4.344 in calo rispetto ai 4.789 del 2023).
Tab. N.3: attività residenziale 2024
| Strutture Residenziali | Ospiti | Ammessi | Dimessi | Rapporto ammessi/ospiti |
| Presso CSM | 583 | 123 | 61 | 21% |
| SRP1 (intensivo) | 8.151 | 5.655 | 5883 | 69,3% |
| SRP2 (estensivo) | 4.263 | 1.115 | 1.409 | 26,1% |
| SRP3 (6 ore ass.) | 1.196 | 249 | 189 | 20,8% |
| SRP 3 (12 ore) | 2745 | 940 | 821 | 34,4% |
| SRP 3 (24 ore) | 12.320 | 3901 | 4.344 | 31,6% |
| Tot. | 29.258 | 12.023 | 12.707 | 41% |
Le dotazioni del segmento Residenziale sono molto variegate tra le regioni (per 10.000 ab. residenti adulti Liguria 15,8; Marche 12,2; Campania 2,1; Calabria 2,3).
I dati richiederebbero un’analisi di dettaglio per capire se il segmento residenziale sia realmente in grado di offrire risposte riabilitative precoci e di relativamente breve durata volte alla recovery e all’inclusione sociale. Certamente su di esso vi è stato un significativo impatto dell’applicazione della legge 81/2014 tanto che si stimano in circa 4.800 persone gli ospiti con provvedimenti giudiziari. Le Residenze svolgono anche funzioni assistenziali a lungo termine in relazione alla cronicità, all’età dei pazienti e ai differenti bisogni sanitari e sociali (mancanza di casa, reddito, assistenza) ai quali la residenza sembra l’unica risposta per evitare l’abbandono. A partire da questo si può prevedere la qualificazione delle Residenze sanitarie nell’ambito dei PDTA mentre per la lungo assistenza si possono applicare approcci come il Budget di Salute e modelli tipo co-housing favorendo la trasformazione in Servizi di Comunità e Prossimità per i progetti di vita nell’ambito di un innovato welfare di comunità. Per quanto attiene alle semiresidenze è significativo l’aumento del numero di strutture e degli utenti (+17%) ma ancora distanti rispetto ai livelli del 2016.
Tab. N. 4: servizi di diagnosi e cura
| Dato | 2016 | 2021 | 2022 | 2023 | 2024 |
| SPDC n. strutture | 285 | 329 | 323 | 315 | 307 |
| Posti letto | 3.623 | 4.039 | 3.897 | 3.786 | 3.762 |
| Dimissioni ospedaliere | 108.847 | 78.950 | 83.183 | 85.615 | 85.733 |
| TSO n; % sul tot ricoveri | 7.963 (8,1%) | 5.538 (7%) | 5.118 (6,2%) | 4.879 (5,6%) | 4.586(5,3%) |
| Riammissioni < 30 gg/tot dimissioni | 17,7% | 14% | 14,6% | 14,8% | 14,3% |
| Riammissioni < 7 gg/tot dimissioni | 7,8% | 7,7% | 8,3% | 8,4% | 5,3% |
| DH n. posti | 244 | 294 | 282 | 281 | 298 |
Nel 2024 rispetto al 2023 il numero di SPDC si è ridotto leggermente (-8) e lo stesso i posti letto (-24). Stabili le dimissioni ospedaliere (+5,3%); il numero dei TSO continua a scendere in modo significativo mentre, pur lievemente diminuite, restano relativamente elevate le riammissioni.
Tab. N. 5: strutture ospedaliere convenzionate
| Dato | 2016 | 2021 | 2022 | 2023 | 2024 |
| Strutture Ospedaliere in convenzione | 22 | 18 | 17 | 17 | 19 |
| Posti letto | 1.148 | 764 | 749 | 623 | 543 |
| DH | 19 | 2 | 2 | 2 | 13 |
Nel 2024 rispetto al 2023, nelle strutture ospedaliere convenzionate pur aumentando di numero, diminuisce la disponibilità di posti letto.
La dotazione di posti ospedalieri complessivi (pubblico più convenzionato) passa dai 4.803 del 2021 a 4.646 posti letto 2022 a 4.409 del 2023 e 4.318 con una riduzione in un anno di 91 posti (-2%) e pertanto la dotazione di posti ospedalieri per 100mila adulti è circa 9.
Nel segmento ospedaliero la gestione pubblica è del 83,8% rispetto all’ 84% del 2021 e al 75% del 2016.
Tab. 6: consulenze psichiatriche in Pronto Soccorso
| Dato | 2016 | 2021 | 2022 | 2023 | 2024 |
| Consulenze Psichiatriche Pronto Soccorso n. | 575.416 | 479.276 | 547.477 | 573.663 | 636.113 |
| Consulenze psichiatriche/Tot accessi | 2,8% | 3,3% | 3,2% | 3,1% | 3,3% |
In termini assoluti, nel 2024 rispetto al 2023 le consulenze psichiatriche in Pronto Soccorso sono aumentate di 62.450 (+10,8%). Esita in ricovero il 12,1% delle consulenze psichiatriche.
La Tab. N. 7 riporta la situazione del personale nel periodo 2015-2022 mentre la Tab. N. 8 il confronto 2023-2015
Tab. N. 7: personale

Tab. N. 8: personale DSM 2023 vs 2015
| Dato | 2015 | 2023 | Confronto 2023 vs 2015 |
| Personale n. | 35.030 | 33.142 | -5.3% |
| Medici Psichiatri | 18,6% | 14,5% | – 4,1% |
| Psicologi | 6,7% | 7% | +0,3% |
| Infermieri | 44% | 37% | -7% |
| OTA/OSS | 9,4% | 11,4% | +2% |
| ED/TRP | 6% | 8,2% | +2,2% |
| Ass.soc. | 4,3% | 3,5% | -0,8% |
Fonte: Conto Annuale – Tabella 1D e Tabella 1Dbis al 31/12/2023
In base ai dati del Conto Annuale nel 2023 rispetto al 2022 il dato sul personale pubblico segnala un aumento (+775 unità, +2,3%). Va tenuto conto che il 70% del personale è di genere femminile, il 5,5% è part time e 4,4% è convenzionato.
Il personale che opera nelle strutture convenzionate con i DSM nel 2023 è stato di 10.732 unità.
Complessivamente, tra pubblico e privato convenzionato, nel 2023 è di 43.874 unità.
Tab. N. 9: costi
| Dato | 2016 | 2021 | 2022 | 2024 |
| Costi tot. in Euro migliaia | 3.605.794 | 3.299.709 | 3.395.179 | 3.572.433 |
| Costi Att. Ambulatoriale e domiciliare in Euro migliaia | 1.725.712(47,8%) | 1.440.081 (43,6%) | 1.464.660(43,1%) | 1.572.870(44%) |
| Costi Semiresidenze in Euro migliaia | 472.217 | 410.519 | 397.467 | 404.216 |
| Costi Residenze in Euro migliaia | 1.407.865 (39%) | 1.449.199 (43,9%) | 1.533.051 (45,1%) | 1.595.347(44,6%) |
| Costi Strutture Ospedaliere in Euro migliaia | 218.899 | 179.215 | 194.056 | 192.018 |
| Costo medio pro capite in Euro | 75,5 | 69,8 | 71,9 | 75,2 |
Il Rapporto Salute Mentale 2024 segna un incremento rispetto al dato precedente (+5,2%). Tuttavia in termini assoluti i costi restano inferiori a quelli del 2016. Va tenuto conto che nel periodo 2016-2024 l’inflazione è stata del 18,8% e che il Fondo sanitario nazionale (FSN) è passato da 111 a 138 miliardi. Quindi il tema del mancato incremento delle risorse chiama in causa responsabilità nazionali e regionali rispettivamente, nella determinazione del FSN e nella sua allocazione che determina forti differenze regionali sulle quali interrogarsi (Tab. 10) da 115,2 Euro pro capite della PA di Bolzano e i 37,7 della Campania.
Tab. N.10: costo pro capite (territoriale e ospedaliera) per salute mentale 2024
| Spesa pro capite | |
| Italia | 75,2 Euro |
| PA Bolzano | 115,2 |
| PA Trento | 104,4 |
| Liguria | 101,0 |
| Sicilia | 98,4 |
| Sardegna | 98,1 |
| Umbria | 90,7 |
| Puglia | 89,4 |
| Toscana | 89,2 |
| Friuli Venezia Giulia | 86,4 |
| Emilia Romagna | 85,1 |
| Marche | 77 |
| Piemonte | 72,7 |
| Lazio | 71,4 |
| Abruzzo | 71,2 |
| Molise | 67,5 |
| Lombardia | 67,3 |
| Calabria | 66 |
| Veneto | 64,6 |
| Basilicata | 60 |
| Valle D’Aosta | 55,4 |
| Campania | 37,7 |
La spesa sanitaria pubblica pro-capite risulta massima nella P.A. di Bolzano e in Valle d’Aosta (rispettivamente € 2.789,6 e € 2.676,7 procapite), seguite dalla P.A. di Trento (€ 2.610,5) e dalla Liguria (€ 2.403,8); all’estremo opposto si collocano Campania (€ 2.062,5) e Lazio (€ 2.038,8).
Alla complessiva scarsità di risorse dedicate alla salute mentale si assommano forti differenze regionali che portano a discriminazioni nella cura e nell’assistenza alle persone affette da disturbi mentali.
I costi per le Residenze aumentano (+5,9%). In termini percentuali utilizzano il 44,6% dell’intero investimento in salute mentale superando in termini assoluti, i costi per le attività ambulatoriali e domiciliari. Inflazione e rinnovi contrattuali del personale hanno contribuito a determinare un aumento dei costi che per ogni ospite in Residenza è, in media di 54.526 euro/anno. In semiresidenza il costo per utente è 18.105 euro/anno mentre è di 1.887 euro anno sul territorio.
Conclusioni
Dal Report Salute Mentale 2024 emergono dati che confermano un carico complessivo del servizio pubblico con livelli sovrapponibili a quelli del 2023. Vi sono forti differenze regionali ed il dato nazionale pur utile va poi visto a livello regionale dove vi sono importanti scostamenti. L’utenza andrebbe molto meglio conosciuta sul piano sociale al fine di poter meglio affrontare i determinanti sociali, ambientali economici della salute.
Si segnala un preoccupante aumento (+10%) delle consulenze psichiatriche in Pronto Soccorso che va approfondita per comprendere se indica difficoltà negli accessi ai servizi territoriale e/o nella continuità della presa in cura anche per l’aumento dei problemi comportamentali e l’uso di sostanze, stranieri non regolari per diverse ragioni non fruiscono dei CSM.
Il numero di servizi territoriali (ambulatoriali, domiciliari e le semiresidenze) registra una lievissima riduzione. Il dato positivo è l’aumento del personale pubblico (+2,3%) che tuttavia è ancora distante sia rispetto al livello del 2015 (-5,3%) che ai parametri Agenas (2021): mancano circa 9 mila unità.
La residenzialità utilizza il 44,6% dell’intero budget e preoccupa l’aumento la durata media dei trattamenti (1236 giorni). Un dato che assomma interventi più brevi orientati all’inclusione e alla recovery specie nei giovani ed altri con di natura lungoassistenziale anche per motivi giudiziari e sociali, talora “sine die”. Un’evoluzione della residenzialità può avvenire con lo sviluppo di interventi nell’ambito dei PDTA e la sperimentazione di diversi modelli per la lungo assistenza promuovendo i progetti di vita mediante la creazione di Servizi di Comunità e Prossimità e l’abitare indipendente.
Il segmento ospedaliero è sostanzialmente stabile e migliorano seppure di poco i dati sui reingressi. Continua la riduzione dei TSO da leggere come una migliorata capacità di interventi precoci e di engagement o anche come una difficoltà di un sistema affaticato ma comunque resiliente. Per il futuro sarebbe utile, magari con studi specifici, avere dati sulle contenzioni meccaniche, sui sistemi di qualità, gestione del rischio e valutazione degli esiti, la partecipazione degli utenti (ESP) e le garanzie alla luce della sentenza 76/2025 sui TSO.
La psichiatria italiana, pur con le scarse risorse a sua disposizione garantisce, una rete dei servizi nei quali le competenze professionali e le motivazioni umane ed etiche degli operatori costituiscono un importante patrimonio, un bene comune che può essere arricchito dalla partecipazione di utenti, familiari e comunità.
L’elemento cruciale, da affrontare con urgenza, è quello delle risorse, in particolare del personale per il quale vi è un primo timido segnale positivo, la dotazione e le qualifiche, la composizione, il rapporto e i tempi di lavoro, retribuzioni, motivazioni e competenze. Al contempo vanno sviluppate linee per costruire, dopo la chiusura di OP e OPG, un welfare di comunità. Per questo bisogna constatare “l’impossibilità di proporre soluzioni puramente tecniche all’interno di un sistema che esige risposte e azioni politiche” (Basaglia).



