La pseudologia fantastica è un fenomeno psicologico e comportamentale caratterizzato da una produzione di menzogne molto elevata e spesso priva di una motivazione apparente. Pur essendo ampliamente diffusa, riceve scarsa attenzione in ambito clinico, anche a causa della rarità delle diagnosi e della confusione o inclusione all’interno di altri quadri psicopatologici.
Origini storiche e distinzione tra menzogna normale e patologica
È un tema che pone le sue radici negli studi di Anton Delbrück (1891), in cui avvia la distinzione tra menzogna normale e menzogna patologica. Si tratta di una riflessione fondamentale, poiché spesso vi sono ambiguità e viene sottovalutato il problema. Vi sono persone che mentono continuamente, sulla propria vita, sulle esperienze vissute e su ciò che pensa o vede negli altri. È una questione che richiede una particolare attenzione perché può causare difficoltà e problemi nelle interazioni sociali e le vittime sono proprio coloro che simulano di non vedere la finzione e accettano determinate condizioni solo per il bene dell’altro; o, ciò che può accadere è che terze persone provino a comunicare il disagio percepito ma la risposta è l’annullamento di queste opinioni attraverso giustificazioni molto dettagliate che potrebbero comunque essere smentite.
Consapevolezza, vergogna e impatto relazionale
Aspetto centrale di questa condizione è che i pazienti non si rendono conto del problema finché non gli viene dimostrato in modo esplicito e, successivamente, provano un incombente senso di vergogna e umiliazione nella presa di coscienza. Quindi, si tratta di un disagio che coinvolge non solo chi viene ingannato, ma anche chi proferisce le menzogne.
Pseudologia patologica e “fisiologica”: una lettura psicodinamica
Da un punto di vista psicodinamico, si può interpretare la Pseudologia nella sua declinazione patologica ma anche come modalità fisiologica di funzionamento psichico. Ma cosa si intende per Pseudologia “fisiologica”? È sufficiente osservare la propria esperienza per riconoscere come ciascun soggetto costruisca una rappresentazione di sé che non coincide con la realtà oggettiva.
Il bisogno di conferme e la costruzione di una realtà “abitabile”
Tale processo risponde al bisogno di conferme che il mondo esterno non sempre è in grado di offrire. Ciascuno vive nella propria visione, positiva o negativa, ma mai imparziale. In questa prospettiva, il soggetto può scindere determinati eventi dalla realtà, introducendo elementi di rielaborazione dell’esperienza o una falsificazione della propria identità.
Quanti di noi hanno mai agito in modo incoerente con la concezione che hanno di se stessi? In quanti hanno affermato una caratteristica di sé e successivamente agito in modo non conforme ad essa, provando a giustificarla in ogni modo?
Autoinganno, equilibrio interiore e adattamento
In questo senso, ciascuno costruisce una realtà resa “abitabile”, immaginaria e modellata sull’ottica che si sceglie di adottare, poiché molti aspetti della vita potrebbero non fornire le soddisfazioni richieste e si sente il bisogno di tollerare l’esistenza attraverso questa modalità plasmata di pensiero, così da raggiungere uno stato di equilibrio interiore e vivere con armonia e coerenza interna.
Alla luce di queste osservazioni, non si può condannare il soggetto che vive di menzogna in modo patologico, poiché in tanti osservano la realtà attraverso una forma di autoinganno, in modo inconsapevole. Nella Pseudologia si verificano dinamiche sfavorevoli nelle interazioni con gli altri, ed è quindi una configurazione disfunzionale, ma in quella fisiologica si ha una configurazione adattiva e la sua manifestazione patogena è solo una forma di estremizzazione di essa. Si tratta di meccanismi di difesa quali la fantasia autistica, idealizzazione, onnipotenza, svalutazione e scissione, che concorrono a sostenere bisogni di sicurezza, egocentrismo e confronto, tanto con gli altri quanto con se stessi.
Conclusioni: tra strategia difensiva e distorsione patologica
Comprendere la Pseudologia fantastica significa accettare le ambiguità della menzogna, interpretata come strategia difensiva o distorsione patologica. Si tratta di un fenomeno che invita a riflettere sulle modalità di percezione e interpretazione della realtà e su come le narrazioni soggettive contribuiscano a plasmare l’identità.




un bell’esempio in letteratura è “Le avventure del Barone di Munchausen”, con il protagonista autore di stravaganti pseudologie fantastiche. La psichjatria ne ha tratto una versione ridotta, limitata alla sistematica simulazione consapevole di malattia: la sindrome di Munchausen