relazioni


Prendersi cura delle parole

La parola ha smesso da tempo di essere – se mai lo è stata – l’indiscusso intervento di elezione, o addirittura esclusivo, nelle terapie relazionali, specialmente se rivolte a pazienti psicotici; e tuttavia mantiene il suo senso e valore, considerando anche che accanto alla più evidente dimensione “digitale” ne conserva una analogica. Per questo mi ha interessato il numero monotematico di questa rivista “Prendersi cura delle parole”. I contributi più rilevanti per la nostra disciplina mi sono parsi quello dei filosofi Pier Aldo Rovatti e Annarosa Buttarelli.