Vista la grande attenzione che il Vaso di Pandora dedica al tema dei femminicidi con pubblicazioni, presentazioni e un qualificato dibattito mi sembra utile porre all’attenzione dei lettori i dati recentemente pubblicati dal ministero dell’Interno con il titolo “Omicidi Volontari” (Report).
Dati
“Relativamente al 2025 sono stati registrati 286 omicidi, con 97 vittime donne, di cui 85 uccise in ambito familiare/affettivo; di queste, 62 hanno trovato la morte per mano del partner o ex partner. Analizzando l’andamento degli omicidi volontari consumati nel 2025 emerge, rispetto all’anno precedente, una diminuzione degli eventi che da 335 passano a 286 (- 15%), con un calo ancora più evidente delle vittime di genere femminile che da 118 scendono a 97 (-18%).”
Questi dati confermano un trend favorevole di riduzione, in un trend che vedeva l’Italia con un tasso di omicidi volontari di 0,54 per centomila ab. nel 2022. Nel 2025 passa a 0,48 rispetto ad una media europea di 2,1. Il confronto con i principali Paesi europei, il tasso annuale di omicidi per centomila ab. vede Francia (1,3), Germania (0,97), Regno Unito (1,14) e gli USA (5,74) conferma che l’Italia (0,48) ha un minore incidenza di omicidi volontari.
Un dato confortante che andrebbe valorizzato e analizzato cercando di comprendere ciò che lo rende possibile. Andrebbe capito come siamo passati da 611 omicidi/anno nel 2000 ai 286 del 2025 (-53%). Il dato è ancora più rilevante se si considera che il numero degli omicidi era di 1.633 nel 1990 e 526 nel 2012 (-67,8% tra il 1990 al 2012).
Le linee di approfondimento sono diverse e posso solo accennarne alcune: la lotta e i cambiamenti nella criminalità organizzata, le politiche giudiziarie, sociali e sanitarie, culturali. Andrebbe visto il ruolo delle migrazioni e delle nuove tecnologie. Per quanto riguarda la salute mentale vanno considerati gli esisti di leggi per la chiusura degli Ospedali Psichiatrici civili e giudiziari. Tutti cambiamenti molto significativi e talora portati come fattori correlati all’insicurezza (reale, percepita) e alla pericolosità ma che non sembrano correlare con il reato più grave (l’omicidio volontario) ma probabilmente con altre tipologie di condotte antigiuridiche.
Dai dati della Consiglio di Europa, la popolazione detenuta in Italia per 100mila abitanti (circa 103 in Italia), per quanto maggiore rispetto ad altri Paesi del Nord Europa e Germania (71), è in linea con la media Europea (105) e minore rispetto a Francia (112), a Regno Unito (143) e gli USA (698 detenuti per 100mila abitanti e per di più persistenza della pena di morte). Nonostante le preoccupazioni per l’aumento e la qualità della detenzione, nel nostro Paese la sicurezza pare centrata più che su istituzioni totali (detentive, psichiatriche, per migranti) su un sistema sociale e culturale di comunità che sembra l’ambito della cura, della prevenzione e dell’azione penale.
Il citato Report 2025 non riporta dati relativi alla cittadinanza di autori e vittime, alla distribuzione regionale degli omicidi e dei femminicidi, dei tentati omicidi, stupri e violenze. Dati rilevanti per avere una dettagliata lettura e l’andamento dei fenomeni. Da altre fonti risulta che “Gli autori italiani si attestano al 68% nel 2023 e al 73% nel 2024 mentre gli stranieri risultano autori del 32% degli omicidi nel 2023 e del 27% nel 2024. Netta la prevalenza delle vittime italiane, mediamente intorno al 75% in entrambi gli anni, mentre quelle con diversa cittadinanza raggiungono il 25%. A livello regionale anche nel 2024 Campania (55 omicidi), Lombardia (45) e Lazio (30) sono le regioni che fanno registrare i valori maggiori”.
Delitti in ambito familiare/affettivo
Il Report 2025 riporta che “i delitti commessi in ambito familiare/affettivo, fanno rilevare un decremento sia del numero degli eventi, che da 158 scendono a 128 (-19%), che delle vittime di genere femminile che da 101 passano a 85 (-16%).”
Un dato positivo che andrebbe approfondito per comprendere l’efficacia di norme come Codice Rosso (legge n. 69 del 2019), l’introduzione del reato di femminicidio (legge n. 181/2025), le attività di magistratura e forze dell’ordine, le molteplici azioni di formazione, sensibilizzazione, di sostegno psicologico, economico, sociale e giuridico alle donne. La legge n. 12 del 2023 ha previsto l’istituzione di una Commissione bicamerale d’inchiesta sul femminicidio e sarebbe necessario avere dati di dettaglio sulla situazione a livello regionale e locale promuovendo linee di ricerca e sperimentazione con la partecipazione di servizi, associazioni professionali, Scuole e Università, Enti del Terzo Settore, utenti, famiglie e volontariato. Vi sono notizie preoccupanti di ipotesi di chiusura di Sportelli antiviolenza Codice Rosa (ad esempio del Policlinico Umberto I) e Case di Accoglienza, viene segnalata la mancanza di servizi per Uomini violenti.
In un trend positivo il Report si chiude con un dato che purtroppo rimane stabile. “Infine, anche gli omicidi commessi dal partner o ex partner nel 2025 fanno registrare, rispetto all’anno precedente, un leggero decremento passando da 72 a 71 (-1%), mentre le relative vittime di genere femminile fanno rilevare lo stesso valore in entrambi gli anni a raffronto (62)”. Sembra quindi che l’ambito più intimo delle relazioni non sia ancora migliorato dagli interventi messi in atto facendo ipotizzare che altri siano quelli necessari, come l’educazione affettiva e sessuale, l’aumento delle forme di trattamento psicoterapico e rieducativo degli autori di violenze di genere, il miglioramento dell’aiuto (economico, lavorativo, abitativo, giuridico e psicologico) e della protezione delle vittime, il sostegno delle famiglie e dei minori, azioni per ridurre le povertà, mediazione dei conflitti, alle concezioni culturali nei rapporti di genere. Il sistema di welfare deve prestare maggiore attenzione alla cronicità, alle disabilità, alle malattie gravi e terminali, all’isolamento e abbandono assistenziale nel fine vita che culminano talora in (disperati) omicidi-suicidi.
Conclusioni
I dati del Ministero dell’Interno mostrano una diminuzione degli omicidi e dei femminicidi ma confermano al contempo la persistenza di violenze in ambito familiare e affettivo, soprattutto da parte di partner o ex partner.
Per incidere sul fenomeno serve l’attuazione concreta delle misure previste dalle leggi, il coordinamento tra le istituzioni coinvolte e la continuità delle politiche di prevenzione, educazione, formazione, cura e sostegno con adeguati investimenti e forme innovative.



