Vaso di Pandora

Il piano di azione per la promozione dei diritti e l‘inclusione delle persone con disabilità: un commento

A dicembre 2025 l’Osservatorio Nazionale sulla Disabilità ha approvato la bozza del “Terzo Piano di Azione per la promozione dei diritti e l‘inclusione delle Persone con Disabilità “(Piano).

Dopo la legge delega n. 227/2021 e il decreto legislativo n. 62/2024, il Piano di Azione dovrebbe essere uno strumento capace di trasformare i diritti in servizi esigibili. Un Piano che interessa anche le persone con disturbi mentali gravi che hanno i requisiti, in considerazione della definizione della “condizione di disabilità”: “una duratura compromissione fisica, mentale, intellettiva, del neurosviluppo o sensoriale che, in interazione con barriere di diversa natura, può ostacolare la piena ed effettiva partecipazione nei diversi contesti di vita su base di uguaglianza con gli altri” (art. 1 D.lgs. 62/2024).

Il rapporto tra piano disabilità e piano salute mentale

Tuttavia va rilevata la necessità di approfondire in modo sistematico le relazioni del presente Piano con il Piano di Azione Salute Mentale (PASM) 2025-30, approvato dalla Conferenza Stato Regioni nella seduta del 29 dicembre 2025, che ai fini dell’applicazione della legge 68/1999 per l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità indica come “necessario un maggiore dialogo che consenta una facilitazione dei percorsi di inclusione lavorativa, con una promozione istituzionale dell’integrazione sociosanitaria, distinguendo la disabilità cognitiva da quella mentale, oggi racchiuse in modo inappropriato nell’unica categoria della disabilità psichica” (PASM pag. 88). Quindi se da un lato la disabilità è un concetto universale riguardando “durature compromissioni” da differenti cause, talora anche concomitanti e sovrapposte, dall’altro, nell’applicazione operativa le specificità dovranno trovare adeguati approfondimenti al fine della massima personalizzazione degli interventi.

Purtroppo le sette linee di intervento (Accessibilità universale, Salute e benessere, Inclusione lavorativa, Istruzione università e formazione, Progetto di vita, Sicurezza inclusiva e cooperazione internazionale, Sistema di monitoraggio), le tante affermazioni e idee condivisibili del Piano di ben 54 pagine dovranno essere conseguite “con le risorse umane, strumentali e finanziarie previste a legislazione vigente”. 

Le risorse economiche e i dati sulla non autosufficienza

La legge di bilancio 2026 comma 227 prevede un sostegno ai care giver di 1,15 milioni per il 2026 e 207 milioni per il 2027, soggiorni abilitativi 1 milione per 2026 (comma 927), disabilità visive e pluridisabilità 1 milione (comma 928) e sostegni alle associazioni Anffas e Fish. Quindi le risorse appaiono inadeguate e pertanto appare assai difficile poter attuare il Budget di Progetto e il “Progetto di Vita individuale”, che implica personalizzazione, la definizione dell‘intensità dei sostegni e gli “accomodamenti ragionevoli” conseguenti al profilo funzionale e alla valutazione multidimensionale sulla base della  Classificazione internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute – International Classification of Functioning Disability and Health (ICF), adottata dall’Organizzazione mondiale della sanità.

Per avere un’idea dell’entità del tema, dai dati ISTAT 2022 le persone non autosufficienti con indennità di accompagnamento erano 2.172.242 di cui 1.494.427 (circa 69%) di età superiore ai 65 anni e 31% di età inferiore ai 65 anni, di cui 11% minorenni.  Un dato importante che è spesso sottovalutato, nella convinzione che non autosufficienza e disabilità siano condizioni solo dell’anziano. Per la disabilità nell’infanzia, adolescenza e adulto, condizioni di lunga durata, occorre prevedere un’adeguata co-programmazione. 

Da un’indagine del Gruppo solidarietà della Regione Marche (2025) emerge che l’82% delle persone anziane non autosufficienti che necessitano di assistenza continuativa (beneficiari di indennità di accompagnamento) vive a casa; il 18% in residenze. Solo il 17% di chi vive a casa riceve una qualche forma di sostegno.

Le persone con disabilità che necessitano di assistenza continuativa vivono a casa nell’87%; il 13% in residenze (rivolte sia persone con disabilità che con disturbi mentali). Il 38% di chi vive a casa riceve qualche forma di sostegno pubblico. Le famiglie si arrangiano e si stimano in circa 2 milioni badanti e assistenti familiari ed al..

Criticità strutturali e necessità di una visione operativa

Il Piano non si basa su dati affidabili che rappresentino la situazione, una carenza ammessa dallo stesso Piano, e non ha indicatori stringenti, né una mappa dei servizi senza delineare la loro struttura e qualità in relazione ai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (LEPS). Tema molto delicato visto che di tanto in tanto si hanno notizie di abusi e violazioni dei diritti.

Sarebbe importante verificare lo stato di attuazione del decreto legislativo 222/2023 (sulla riqualificazione dei servizi pubblici e delle Pubbliche Amministrazioni tenute a nominare il responsabile per l‘accessibilità e l‘inserimento di obiettivi specifici nel Piano della Performance dei dirigenti), dell‘invio obbligatorio del Prospetto Informativo Disabili (PID), della legge 68/99. 

Il sistema di monitoraggio, dei controlli non sembra avere la situazione attuale e previsioni sullo sviluppo futuro anche in relazione all’andamento epidemiologico, le condizioni delle famiglie. 

Sembra mancare ancora un assetto pubblico che sia un solido di riferimento per le persone i loro Progetti di Vita anche mediante il pieno utilizzo del Budget di Progetto. Questo diviene più evidente con la transizione alla vita adulta che per altro non prevede il diritto alla sessualità. La definizione e condivisione dei rischi per l’autonomia pare in secondo piano rispetto alla logica di protezione. Inoltre il Piano non affronta il nodo dei Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEPS) e tutto il complesso tema delle tutele (Amministratori di sostegno, Giudici Tutelari, Trustee ecc.). Ancora è necessario creare una vision e un insieme di strumenti per dare realizzazione al Progetto di Vita. Su tutti questi punti, dopo l’approvazione della legge 328/2000, si è registrato un ritardo nella realizzazione di un compiuto sistema di servizio sociale professionale cui nemmeno il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha dedicato la necessaria attenzione.

Per migliorare le competenze, la formazione sulla disabilità viene inserita in diversi piani di studio comprese le scuole di specializzazione in psichiatria e neuropsichiatria infanzia e adolescenza. E’ necessario anche che i servizi sanitari, psichiatrici e sociali prendano atto dell’entità del tema e predispongano azioni formative e organizzative per l’applicazione del Piano.

Il Piano sembra non contrastare l neo-istituzionalizzazione attraverso le strutture residenziali e pare mancare una strategia di “deistituzionalizzazione attiva “con scadenze temporali certe secondo lo spirito della Convenzione ONU (ratificata dall’Italia con la legge 18/2009) pure richiamata, insieme ai Piani europei e alla Convenzione di Solfagnano (2024). 

Tutti elementi apprezzabili ma la carenza di risorse, di una vision e norme operative rende il Piano ancora distante rispetto alla dimensione e alla gravità della disabilità vissuta quotidianamente da oltre tre milioni di persone e dalle loro famiglie molte delle quali angosciate dal “dopo di noi”. Visto il tema servirebbe un grande lavoro congiunto di tutte le Istituzioni che mediante in Programma operativo finanziato, dià protagonismo e diritti alle persone con disabilità che giustamente dicono “nulla su di me senza di me”.

Argomenti in questo articolo
Condividi

Lascia un commento

Leggi anche

Nasce Mymentis

L’eccellenza del benessere mentale, ovunque tu sia.

Scopri la nostra rivista

 Il Vaso di Pandora, dialoghi in psichiatria e scienze umane è una rivista quadrimestrale di psichiatria, filosofia e cultura, di argomento psichiatrico, nata nel 1993 da un’idea di Giovanni Giusto. E’ iscritta dal 2006 a The American Psychological Association (APA)

Studi e Ricerche
Leggi tutti gli articoli
Dinamiche di gruppo
21 Maggio 2026

Dinamiche di gruppo: quello che penso

Mi sono avvicinato alle dinamiche di gruppo alla fine degli anni ’60  quando la psicoanalisi da terapia (in Italia) che si occupava  quasi esclusivamente di pazienti nevrotici trattati  nello studio privato dell’analista, iniziò a coinvolgere…

Storie Illustrate
Leggi tutti gli articoli
8 Aprile 2023

Pensiamo per voi - di Niccolò Pizzorno

Leggendo l’articolo del Prof. Peciccia sull’ intelligenza artificiale, ho pesato di realizzare questa storia, di una pagina, basandomi sia sull’articolo che sul racconto “Ricordiamo per voi” di Philip K. Dick.

24 Febbraio 2023

Oltre la tempesta - di Niccolò Pizzorno

L’opera “oltre la tempesta” narra, tramite il medium del fumetto, dell’attività omonima organizzata tra le venticinque strutture dell’ l’intero raggruppamento, durante il periodo del lock down dovuto alla pandemia provocata dal virus Covid 19.

Pizz1 1.png
14 Settembre 2022

Lo dico a modo mio - di Niccolò Pizzorno

Breve storia basata su un paziente inserito presso la struttura "Villa Perla" (Residenza per Disabili, Ge). Vengono prese in analisi le strategie di comunicazione che l'ospite mette in atto nei confronti degli operatori.