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Memoria non è peccato finché giova

Redazione
22 Maggio 2014
1 commento
Memoria non è peccato finché giova

NOTE


 

[1] Negli anni immediatamente successivi alla chiusura dell’ex ospedale psichiatrico accogliemmo numerose richieste di collaborazione provenienti da giovani universitari: Massimo Moraglio, Fancesco Cassata, Massimo Tornabene del Dipartimento di Storia, da lì in poi costantemente presenti alle nostre iniziative, ma anche autori di tesi di laurea presso altre Facoltà, quali Architettura, Ingegneria, Scienze della Comunicazione  – questi ultimi realizzarono un premiato cortometraggio di crossover tra il documentario e la fiction, dal titolo “Pagine strappate”: infine insegnanti delle scuole medie superiori e  tutors dei corsi di laurea per le professioni sanitarie e del sociale si dimostrarono interessati alla condivisione di progetti di studio sulla storia locale e generale della psichiatria.

 

[2] Luciani D.: “Un patrimonio da salvare: recupero, valorizzazione e riuso dei manicomi dismessi” in Atti del Convegno “Cittadinanza e deistituzionalizzazione – Oltre il manicomio. 1996: chiusura degli ospedali psichiatrici. Politiche, strutture e soggetti per una nuova e più efficace tutela della salute mentale” Roma 8 – 9 novembre 1996. Per terza riforma psichiatrica Luciani intende la trasformazione dei manicomi successiva alla loro definitiva chiusura, la prima essendo costituita dalla nascita stessa dei manicomi, mentre la seconda riforma psichiatrica consiste nel processo di deistituzionalizzazione inaugurato in Italia da Basaglia e confluito nella legge 180.

 

[3] Maura E., Peloso P.: Lo splendore della ragione. Storia della psichiatria ligure in epoca positivista. Clessidra, 1999.

 

[4] Ferro A.M., Peloso P.: Iconografie del manicomio negli anni del superamento. Rivista Sperimentale di Freniatria, vol. CXXIII, 4, 277-281; 1999.

 

[5] De Concin E.: Graffiti della follia  – con il testo dello spettacolo teatrale Voci erranti. Aragno, 2003

 

[6] Colombo Furio: Quelle voci dal teatro dei matti, la Repubblica, 1 luglio 2000. Per la rassegna stampa, si rimanda a: http://www.progettocantoregi.it/rassegna_stampa.htm

 

[7] Saraceno B.: Manicomio, un fintissimo ultimo atto. In Fogli d’Informazione, numero speciale 170, giugno – agosto 1996, pag. 30.

 

[8] Bruzzone Anna Maria: Ci chiamavano matti. Einaudi, 1978.

 

[9] idem

 

[10] Il dott. Luciano Fico, con il sostegno della Direzione Sanitaria dell’allora USL 61, si era occupato della fondazione di alcune comunità alloggio all’interno dell’ex ospedale psichiatrico.

 

[11] idem

 

[12] Peloso P.F e Ferrannini L.: Les revenents: esperienze, progetti e criticità dell’intervento psichiatrico nelle istituzioni di pena e custodia. In “Carcere e Territorio” a cura di Uberto Gatti e Barbara Gualco, Giuffré, 2003.

 

[13] idem

 


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Una risposta.

  1. obliqua ha detto:

    Condivido, perchè sperimentata in Polena, l’esperienza teatrale, la sua particolarità, la sua forza nel fare ‘uscire’ noi e i matti.
    Condivido la fatica.
    Cambiare costa fatica.
    Come uscire.

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