Vaso di Pandora

La salute mentale è politica: riflessioni

Dal 1992 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) celebra il 10 ottobre la giornata mondiale della salute mentale. Questa è considerata una componente essenziale della salute in una visione unitaria di One Health e Planetary Health. 

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha detto che “prendersi cura della propria salute mentale non è un bisogno secondario: è un diritto fondamentale che rafforza i pilastri della nostra convivenza”. Per questo occorre “Incoraggiare la prevenzione, garantire un’assistenza di qualità e favorire percorsi di partecipazione attiva significa tutelare il benessere collettivo”. “Pregiudizio ed esclusione sociale sono frutto di una cultura che ancora fatica a comprendere il disagio e la malattia” e aggiungerei le diversità.

Salute mentale come diritto universale che si realizza tramite un’integrazione delle politiche economiche, sociali, ambientali internazionali e nazionali e non solo mediante l’organizzazione sanitaria. I diritti vanno visti tutti insieme. In questo periodo credo sia in crisi proprio questa visione. Proverò a delinearli per punti.

Negazione dei problemi ambientali

Sono in crisi e talora apertamente contestate e negate le politiche ambientali, di tutela del pianeta di fronte al cambiamento climatico, all’inquinamento e alla crescita senza precedenti della popolazione umana.

È stato dimenticato il messaggio di Papa Francesco (“Laudato Sì” e “Fratelli tutti”), nonostante la pandemia da Covid, le guerre, le catastrofi ambientali, le migrazioni disperate.

Non solo ma vi è un’aperta negazione del cambiamento climatico, la contestazione di ogni transizione energetica e di superamento delle fonti fossili. Gli impegni internazionali per regolare emissioni, fonti energetiche sono sostanzialmente falliti e così i beni comuni della Terra sono sostanzialmente lasciati senza tutele. Vengono privatizzati acqua, aria, atmosfera e spazio, sottosuolo e risorse. L’equilibrio che vi deve essere con gli altri viventi, animali e piante, sembra essere dimenticato o piegato ai soli interessi economici. In particolare quelli connessi con le fonti energetiche fossili.  

Crisi degli organismi internazionali e della democrazia

Gli organismi internazionali Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), OMS e al.  sono tutti in difficoltà e abbandonati dalla principale potenza mondiale. Questo impedisce al contempo, sia una visione olistica, sia la possibilità di proporre impegni comuni, regolamentare e di sanzionare gli inadempienti.

In altre parole si sta tornando alla legge del più forte, ad un liberismo che attraversata la fase temperata (in particolare grazie ai governi democratici, socialdemocratici) oggi assume la forma assoluta, quella più dura della democratica, delle culture anti woke, che teorizzano le diseguaglianze, le discriminazione tra gli umani, i linguaggi di odio e di guerra, annullano le politiche solidali, universali, per la salute, l’istruzione, la cultura, il lavoro, la casa le lotte contro le povertà e l’inquinamento. 

Tutto questo è in forte contrasto con le Costituzione e con l’idea di costruire tramite la partecipazione e la democrazia una società solidale, inclusiva, educante e curante. Per quanto il neoliberismo temperato abbia avuto gravi responsabilità nell’indebolimento della rappresentanza in favore della governabilità e quindi del potere con conseguente riduzione d’autorità del welfare pubblico universale, il passaggio ad un neoliberismo totalmente deregolato porta alla crisi della democrazia, alla perdita dei sistemi universalistici.

La società non esiste, non vi sono obblighi né fiscali, né sociali. Si va verso la creazione di una società divisa in corporazioni ciascuna con una propria sanità, istruzione, giustizia, servizi sociali. Chi è alla base è senza diritti, chi sta al vertice del potere deve essere al di fuori di ogni controllo ed etica. Una concezione che porta a prima della rivoluzione francese, al potere assoluto del Re Sole, quindi prima che si affermasse una visione fondata su libertà, uguaglianza e fraternità.

Crisi della cultura del welfare pubblico universale

Colpisce come il capitalismo internazionale promuova questa visione regressiva e per affermarla sostenga movimenti di estrema destra, razzisti, suprematisti.  Questi si alimentano del malessere prodotto dalla crisi del sistema di welfare universale artatamente creata dal neoliberismo, lo attaccano frontalmente fino a distruggerlo, dando sfogo alla rabbia verso un bersaglio esterno, proiettivo (in primis i migranti ma poi saranno altri come insegna Bertold Brecht) piuttosto che alla costruzione di reali alternative, se non molto ideali e immaginarie (fare di nuovo grande l’America, ed al.) ma molto potenti. 

La destra invade e domina con ogni mezzo l’immaginario. Trascura così le condizioni effettive delle persone, sottovaluta o manipola le crisi familiari, educative e sociali che affronta riproponendo rassicuranti approcci tradizionali, a fronte di una realtà fortemente mutata.

Viene da chiedersi quali possano essere le conseguenze per la salute mentale, il benessere sociale e la convivenza in una società individualista, competitiva, divisa per caste/appartenenze, conflittuale, aggressiva, intollerante con l’altro specie se diverso fino al suprematismo e al razzismo? Come e cosa può realizzarsi di fronte ad un potere incapace di tollerare il dissenso e il conflitto, orientato più all’imposizione che alla mediazione e composizione delle differenti posizioni, al sospetto, alla divisione in buoni/cattivi, amici/nemici? Sono probabili meccanismi scissionali massicci, mimetici e di disponibilità ad eseguire quotidianamente il male reso ordinario e banale e quanto avevano già evidenziato Le Bon in La psicologia delle folle e successivamente Freud.

Se si riduce al minimo il welfare pubblico la salute delle persone viene privatizzata e per coloro che soffrono di disturbi mentali e dipendenze patologiche si apre la via dell’abbandono, temperato solo da iniziative caritatevoli o volontaristiche. Di fronte alla devianza e ai reati non vi è intervento sociale ma l’unica risposta che rimane è quella della detenzione specie per i migranti, poveri, tossicodipendenti. Anche la gestione dell’ordine pubblico è sempre più incentrata sulle armi, taser ed al.

Un tentativo dal basso che possa rigenerare una concezione solidale della vita e organizzare di conseguenza servizi come nella tradizione cattolica e social comunista che vedono l’essere umano come essere-con-gli-altri nella comunità.

Privatizzazione della sofferenza e della povertà

Se si va verso una massiccia privatizzazione si crea spazio per il business in sanità, specie negli ambiti più remunerativi mentre la psichiatria pubblica persa la visione di/nella comunità è destinata ad una funzione ancillare della medicina e dell’ordine pubblico (farsi carico dei devianti e “disturbanti”) fino alla psichiatria dell’obbedienza giudiziaria. Una psichiatria funzionale al potere, privata di ogni istanza emancipativa, creativa e rivoluzionaria delle visioni del mondo. Ma come già sapevano gli antichi greci, la follia abita ciascuno di noi e non può abbandonarci. Umanità e trascendenza possono persistere anche nelle condizioni più estreme come insegna Victor Frankl. 

Le nuove tecnologie informatiche e il loro utilizzo

In questi ultimi tre decenni abbiamo avuto lo sviluppo delle nuove tecnologie informatiche nel loro portato di connessione e potenziale partecipazione, emancipazione e progresso ma anche di possibile controllo, manipolazione antidemocratica. L’attuale far west della rete rischia di spostare in quest’ultima direzione l’asse culturale e politico. Specie se le nuove tecnologie informatiche si saldano con quelle militari e producono le guerre tramite i droni, senza soldati, scatenati contro le infrastrutture e di fatto la popolazione civile. Una guerra tecnologica, a distanza. Non a caso in questi ambiti finiscono molti finanziamenti a scapito del welfare, della cultura e dell’ambiente. Non solo ma sembra sfuggire ai più la considerazione che ogni tecnologia può diffondersi anche nella società e quindi passare dallo stato ai privati e anche alla criminalità (ad es. le armi, il taser, i droni).

Quindi le nuove tecnologie non solo cambiano ogni aspetto della vita e delle relazioni ma sembrano destinate ad assumere più funzioni di controllo, a sostegno di visioni aggressive che ad una crescita della cultura e della libertà. 

Comunque siamo in una fase nella quale le potenzialità ancora non sono del tutto chiaramente definite, in particolare per quanto attiene l’intelligenza artificiale. Si stanno delineando alcuni pericoli legati ad un possibile utilizzo criminale e le conseguenze sul funzionamento mentale, in particolare dei minori. La rete può essere anche un ambito per un intervento attivo volto a creare sensibilità, diritti, umanità, nuove conoscenze, saperi da impiegare per migliorare le condizioni di vita e salute delle persone. L’Home care Tecnology, la medicina a distanza, l’ospedale virtuale, la diagnostica e le terapie con robot … possono essere molto utili di fronte ai tanti cambiamenti sociali (invecchiamento, cronicità, isolamento, solitudine, ed al.).

Conseguenze

La lesione del principio di eguaglianza e l’incremento delle povertà, intese come colpa individuale, alimenta la cultura dello scarto (Baumann, Papa Francesco) e porta dal “terzo escluso” fino alla maggioranza assente. Dal voto, dalla partecipazione fino all’indifferenza e al qualunquismo dove la vera legge è la propria. 

È questa una prospettiva che emerge nella convivenza quotidiana nell’aumento della scortesia, di modi bruschi, freddi, disforici, intolleranti, sbrigativi e sommari. Ciascuno decide cosa è giusto, non c’è patto sociale ed anche il rispetto delle regole, persino stradali, diventa opzionale. L’indifferenza fino all’omissione di soccorso diviene sempre più frequente quasi una regola in mare e per strada. Persino delle responsabilità genitoriali e familiari si può abdicare fino a rifiutarle esplicitamente.  

La proprietà è sacra e ciò giustifica ogni forma di giustizia privata, sostenuta da una crescente diffusione delle armi da usare contro criminali ma anche per “risolvere” situazioni relazionali e affettive, sottomettere in particolare le donne, chi si considera una proprietà. La proiezione e la creazione del nemico capro espiatorio di ogni difficoltà diviene un meccanismo quasi automatico, semplice contro ogni complessità e competenza specifica. È l’essenza del populismo. 

Questa cultura alimentata ai fini elettorali da una destra estrema utilizza slogan ma anche costruisce consenso attraverso la difesa di interessi economici tramite la detassazione selettiva (flat tax) per determinate categorie, tollera l’elusione e l’evasione fiscale, alterando così il patto sociale egualitario in favore di un patto sociale “saprofitico”.  È quanto sta avvenendo nel nostro Paese dove il persistere di un welfare pubblico universale che non verifica i titoli di accesso fa sì che tutti possano usufruirne, compresi coloro che pur dotati di reddito adeguato non concorrono al suo finanziamento. Si approfitta così del pubblico, concepito non come bene comune basato su responsabilità e impegno reciproco ma come mera beneficienza, dispensatore di bonus ed esenzioni, di prestazioni “pretese”.  Nell’arrangiarsi italiano, almeno per una parte delle prestazioni, se si può pagare, vi è un sistema privato. 

Ma questo come già detto non vale per le prestazioni ad alto costo. La nostra società non ha ancora virato totalmente verso un welfare a sola domanda individuale, ne ha introdotto le basi con un sistema assicurativo complementare ancora molto distante dal poter realmente far fronte ai bisogni di salute della popolazione.

La parte onesta, dei lavoratori dipendenti e dei pensionati sono privi di difesa, a fronte della evidente ingiustizia, della crescita dell’inflazione e salari fermi da oltre 30 anni. Vi sono molti motivi per riflettere da parte di sindacati e partiti che dovrebbero essere prossimi ai cittadini, ai loro problemi e interessi. 

Sotto il profilo metodologico nel delineare i sistemi di welfare è essenziale la definizione dei rischi, dei diritti/doveri, del come farvi fonte quindi dei pagatori, degli erogatori e dei fruitori in relazione al contesto sociale. 

Per quanto attiene la salute mentale preoccupa la recente ricerca Doxa che vede aumentare, rispetto al 2022, il pregiudizio nei confronti delle persone con disturbi mentali considerate pericolose a sé (nel 72% rispetto al 65% del 2022) e agli altri (55% contro il 48% nel 2022) mentre scende dal 66 al 60% la percentuale di coloro che pensano che la malattia mentale sia curabile. Come spiegare questi dati? Vi è forse un contagio della paura, alimentata quasi quotidianamente dai media che passa dai migranti, primo bersaglio, ad altri soggetti, come i malati mentali? Questo nonostante importanti ricerche evidenzino come essi non commettano più reati degli altri cittadini e non siano implicati in modo significativo nei femminicidi.Vi è quindi un tema culturale, di partecipazione e rappresentanza di interessi di una larga parte delle persone che si sentono abbandonate da sindacati e partiti di sinistra.

È quella parte che ha subito anche il neoliberismo temperato e la lesione del welfare pubblico universale, ed è disorientato, demotivato di fronte anche ad un PNRR che non ha tenuto in adeguato conto dei bisogni della sanità e del welfare. Di fronte ad un sistema di potere che nega il cambiamento climatico e sostiene interessi delle industrie fossili, di un’alleanza tra nuove tecnologie e industrie militari che utilizza la destra estrema è fortemente a rischio il sistema costituzionale democratico e il sistema di welfare pubblico.

Mentre aumentano le spese militari il welfare soffre di un grave definanziamento ed è stata colpita l’unica misura universale di contrasto alla povertà come il Reddito di Cittadinanza, facendo dell’Italia l’unico paese europeo privo di tale misura come dimostra il recente rapporto della Caritas. La povertà assoluta ha toccato i 6 milioni di cittadini, di cui 1,2 milioni di minori. Circa 6 milioni di italiani per motivi economici hanno rinunciato alle cure. Una situazione che sta contagiando via via il ceto medio, le tante tipologie di famiglie, a fronte del lavoro povero, precario, di tante solitudini e fragilità.

Avere chiaro chi rappresentare e coinvolgere nella difesa del sistema di welfare pubblico, a partire dalle persone che soffrono. C’è bisogno di cultura, idealità e pace come hanno dimostrato le grandi manifestazioni per Gaza e al tempo stesso di concretezza, prassi per la giustizia sociale, la tassazione equa e progressiva (compresa patrimoniale, extraprofitti), la rifondazione di un patto sociale equo e solidale in funzione della vita sul pianeta. Greta Tunberg e tanti giovani con lei, inascoltati stanno manifestando queste esigenze. I poteri forti oggi pericolosamente spostati a sostegno di democrature, potranno trovare modi e forme per cambiare posizione perché dal basso si spezzi un legame patologico fra interessi economici e guerre come Francesca Albanese ha coraggiosamente denunciato. Pace come slancio verso il futuro per la salute mentale e le coesistenze di tutti.

Argomenti in questo articolo
Condividi

Lascia un commento

Leggi anche
cibi memoria
13 Gennaio 2026

Cibi per la memoria, quali sono. Funzionano davvero?

L’idea che esistano cibi in grado di migliorare la memoria esercita un fascino immediato. In un’epoca in cui dimenticare, distrarsi o “avere la mente annebbiata” è diventata un’esperienza comune, il pensiero che basti mangiare qualcosa…

Nasce Mymentis

L’eccellenza del benessere mentale, ovunque tu sia.

Scopri la nostra rivista

 Il Vaso di Pandora, dialoghi in psichiatria e scienze umane è una rivista quadrimestrale di psichiatria, filosofia e cultura, di argomento psichiatrico, nata nel 1993 da un’idea di Giovanni Giusto. E’ iscritta dal 2006 a The American Psychological Association (APA)

Cultura
Leggi tutti gli articoli
7 Gennaio 2026

La dittatura di Crono

Mi sono, di recente, imbattuto per caso in un articolo de Il Foglio, risalente ai giorni immediatamente successivi alla morte improvvisa di George Michael, avvenuta nel giorno di Natale del 2016.

2 Gennaio 2026

Guido Garbarino e la “Cura”

Ho conosciuto Guido quasi trent’anni fa nel laboratorio di ceramica della Comunità Terapeutica Redalloggio, dove ho lavorato prima come tecnico della riabilitazione e successivamente come coordinatore di struttura.

Storie Illustrate
Leggi tutti gli articoli
8 Aprile 2023

Pensiamo per voi - di Niccolò Pizzorno

Leggendo l’articolo del Prof. Peciccia sull’ intelligenza artificiale, ho pesato di realizzare questa storia, di una pagina, basandomi sia sull’articolo che sul racconto “Ricordiamo per voi” di Philip K. Dick.

24 Febbraio 2023

Oltre la tempesta - di Niccolò Pizzorno

L’opera “oltre la tempesta” narra, tramite il medium del fumetto, dell’attività omonima organizzata tra le venticinque strutture dell’ l’intero raggruppamento, durante il periodo del lock down dovuto alla pandemia provocata dal virus Covid 19.

Pizz1 1.png
14 Settembre 2022

Lo dico a modo mio - di Niccolò Pizzorno

Breve storia basata su un paziente inserito presso la struttura "Villa Perla" (Residenza per Disabili, Ge). Vengono prese in analisi le strategie di comunicazione che l'ospite mette in atto nei confronti degli operatori.