Vaso di Pandora

Well App: tecnologia per la rinascita mentale

L’utilizzo della tecnologia come strumento a sostegno del benessere mentale rappresenta un ambito in continua evoluzione. Questo studio ha analizzato l’impatto dell’utilizzo continuativo di applicazioni dedicate alla meditazione e alla mindfulness su un campione di diciotto pazienti adulti con quadri clinici complessi, alcuni dei quali presentano importanti deficit cognitivi, attualmente ospiti presso C.S.S. Il Cicalotto.

Nel corso di tre mesi di utilizzo, sono stati raccolti dati volti a esplorare i benefici psicologici derivanti dall’impiego di strumenti digitali orientati al rilassamento, alla riduzione dell’angoscia e al miglioramento del benessere emotivo. L’obiettivo principale è stato valutare l’efficacia delle
pratiche mindfulness, offerte da app. Mobile dedicate e risorse disponibili Open Source, nel promuovere uno stato di maggiore calma e consapevolezza.

Well App: le app mobile per il supporto della salute mentale quotidiana: report attività

L’analisi, di tipo quali-quantitativo, è stata condotta utilizzando una scala Likert da 1 a 5 per misurare la percezione di utilità e piacevolezza dell’esperienza. Sono state inoltre raccolte testimonianze soggettive.

Di seguito i risultati.

Analisi quantitativa

Numero test nulli: 1
Si evidenzia come, nonostante molti pazienti non abbiano accesso a strumenti digitali per praticare in autonomia, sono emerse alcune testimonianze di pazienti le quali utilizzano la respirazione come metodo di autoregolazione o per combattere l’insonnia. Nello specifico, due pazienti su diciotto.

Analisi qualitativa

Nonostante alcune difficoltà linguistiche e di espressione otto pazienti su 18 hanno motivato la propria scelta, fornendo spunti preziosi per comprendere l’impatto soggettivo della pratica.
Questo aspetto è fondamentale nell’analisi qualitativa, poiché evidenzia il coinvolgimento personale e le percezioni individuali.
Si evidenzia una grande maggioranza di testimonianze relative un senso di utilità e piacevolezza rispetto lo stato di rilassamento successivo la pratica.

Esempi significativi tratti dalle esperienze riportate

“Perché un uomo ha bisogno mentale, e deve ringraziarti perché la mente più crea e più ha bisogno di “timone” che la guidi verso le sue azioni, verso un obiettivo che dev’essere ripagante per la mente”.

Questa frase mette in luce il bisogno intrinseco dell’essere umano di dare direzione ai propri pensieri e comportamenti, suggerendo che la mente, quanto più è attiva e creativa, tanto più necessita di una guida. In ambito clinico, la mindfulness si è dimostrata uno strumento efficace per sviluppare proprio questa funzione regolativa: attraverso pratiche di consapevolezza, i pazienti possono acquisire una maggiore capacità di osservare i propri stati interni, riconoscere i propri obiettivi autentici e modulare le proprie azioni in modo coerente. In questo senso, la mindfulness agisce come un “timone” interiore, favorendo autoregolazione, chiarezza mentale e senso di direzione.

“Piacevole, ma mi sento sempre attivo con la mente. Questo rilassamento mi porta a rivedere i miei fiumi, le mie montagne, l’acqua, i miei campi. Campagne piene di fiori, frutta e verdura, e mi riporta a quando falciavo e lavoravo la terra. I miei sentieri, pieni di erbette tutte fiorite, con tante margherite piccoline. E questo mi fa stare bene. Ciao a presto”.

Questa testimonianza evidenzia come, attraverso pratiche di rilassamento e visualizzazione guidata, sia possibile accedere a immagini mentali positive legate alla propria storia personale. Luoghi sicuri, profondamente radicati nella memoria autobiografica, possono diventare ancoraggi emotivi efficaci nei momenti di ansia o agitazione, favorendo una sensazione di calma e continuità identitaria. In ambito terapeutico, l’emergere spontaneo di ricordi positivi durante la pratica rappresenta un’opportunità significativa per sostenere la regolazione emotiva e il benessere
soggettivo.

“Lo trovo utile, ma per me è difficile rilassarmi. Adesso ho chiesto di rifarlo perché non ci sono riuscita”.

Questa osservazione sottolinea come, in presenza di quadri psicopatologici complessi, il rilassamento non sia un processo immediato né scontato. La difficoltà a lasciar andare il controllo o a ridurre l’attivazione mentale può rappresentare una barriera iniziale comune. Tuttavia, la richiesta di ripetere la pratica dimostra un’importante motivazione al cambiamento e una forma di auto-monitoraggio attivo. Questo tipo di risposta evidenzia quanto sia essenziale proporre interventi flessibili e graduali, capaci di adattarsi ai vissuti individuali, valorizzando ogni tentativo come un passo significativo.

Integrazione con attività di Tai-Chi

Nello stesso arco di tempo è stata attivata un’attività di Tai-Chi, praticato con ausilio tecnologico per diffondere musica rilassante in linea con l’attività, alla quale partecipano attualmente 15 dei 18 soggetti inclusi nel presente report.
Il Tai Chi, pratica corporea di origine orientale, è riconosciuto per i suoi effetti benefici sull’equilibrio posturale, l’armonia dei movimenti e il rilassamento muscolare, favorendo al contempo uno stato di calma e centratura mentale.
Oltre a promuovere il benessere fisico, il Tai-Chi rappresenta un’attività a forte componente contemplativa, il che lo rende potenzialmente sinergico con gli interventi basati sulla mindfulness.
È stata quindi indagata, tra i partecipanti coinvolti in entrambe le proposte (mindfulness e Tai-Chi), la percezione soggettiva di utilità e piacevolezza, nonché l’eventuale impatto positivo del Tai-Chi nel facilitare la pratica meditativa e/o potenziarne l’efficacia. Di seguito i risultati:

Analisi quantitativa

Numero test nulli: 1

Analisi qualitativa

Anche in questo caso alcuni pazienti hanno motivato la propria scelta, nello specifico 4 su 15.

Le testimonianze

“Rilassarmi con il corpo mi aiuta a rilassarmi con la mente”

Questa frase esprime in modo semplice ma profondo uno dei principi fondamentali alla base delle pratiche corporee come il Tai-Chi: l’integrazione tra corpo e mente. Il Tai-Chi, attraverso movimenti lenti, consapevoli e sincronizzati con il respiro, promuove uno stato di presenza attiva che facilita il rilascio delle tensioni fisiche e, parallelamente, delle tensioni mentali. Questo processo favorisce un naturale avvicinamento allo stato di mindfulness, in cui l’attenzione è ancorata al momento presente. In questa sinergia, corpo e mente non sono più elementi separati, ma diventano strumenti complementari nel favorire equilibrio, centratura e benessere emotivo.

“Mi aiuta, dovresti vedermi anche dopo la fisioterapia, mi sento rinato!”

Questa frase mette in evidenza come anche altre attività motorie possano avere un potente impatto sul benessere globale della persona. Anche interventi come la fisioterapia, se vissuti in un’ottica di consapevolezza e cura di sé, possono contribuire non solo al recupero fisico, ma anche a un senso di rinnovamento psicologico. In questo modo, attività motorie di vario tipo e pratiche di consapevolezza possono integrarsi sinergicamente, promuovendo rilassamento, presenza e benessere emotivo.

“Per me è come un talismano. Per fortuna mi aiuta a calmare l’ansia. Perché trovo in quello sfondo armonioso la danza che facevo da piccola, e il mio corpo era bellissimo”

Questa testimonianza tocca profondamente il tema della continuità identitaria e del valore terapeutico dei ricordi positivi legati alla propria storia di vita. Ritrovare, attraverso la pratica, un’immagine armoniosa e valorizzante di sé — come quella del corpo danzante dell’infanzia — può diventare un potente ancoraggio emotivo. In questo senso, il benessere non è solo una condizione presente, ma anche una riscoperta di parti di sé dimenticate o trascurate, che riemergono con forza e bellezza. Tali esperienze favoriscono una percezione di sé più integra, rafforzano l’autostima e possono contribuire in modo significativo alla regolazione dell’ansia e al senso di continuità del proprio vissuto esistenziale.

Conclusioni

L’integrazione tra pratiche di mindfulness, utilizzo consapevole e funzionale della tecnologia, e presenza umana ed empatica in attività corporee come il Tai-Chi ha mostrato potenziale clinico nel promuovere rilassamento, autoregolazione emotiva e benessere soggettivo anche in pazienti con quadri psicopatologici complessi. L’approccio combinato ha favorito, in molti casi, la riattivazione di memorie positive e il rafforzamento della continuità identitaria, aspetti potenzialmente rilevanti in ottica terapeutica.
Il calo del numero di contributi qualitativi nella seconda fase dell’analisi può essere interpretato alla luce di una possibile riduzione della novità percepita della proposta, dell’assestamento della motivazione o di oscillazioni nei livelli di partecipazione. Tuttavia, i dati emersi confermano l’importanza di proposte strutturate, flessibili e personalizzabili, capaci di valorizzare anche piccoli progressi e favorire esperienze soggettivamente significative.
Si consiglia il proseguimento dell’attività e ulteriore raccolta di dati.

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Commenti su "Well App: tecnologia per la rinascita mentale"

  1. Ogni esperienza che aiuta a pensare sè stessi ha una sua dimostrata utilità. Quanto all’impiego del digitale, non mi pare possa offrire vantaggi rispetto all’incontro interpersonale; ma non necessariamente svantaggi. Credo possa avere una utilità economica, consentendo di economizzare risorse umane. Ricerche come questa aiuteranno a delimitare indicazioni e controindicazioni

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