Vaso di Pandora

Come smettere di rimuginare: esercizi e tecniche da seguire

Come smettere ri rimuginare. Ci sono pensieri che sembrano non volerci lasciare in pace. Tornano mentre lavoriamo, mentre guidiamo, mentre cerchiamo di addormentarci. Ripetono le stesse domande, analizzano gli stessi scenari, ripercorrono gli stessi errori. A volte assumono la forma del “e se succedesse?“, altre volte quella del “avrei dovuto fare diversamente“. Cambia il contenuto, ma il meccanismo resta lo stesso: la mente gira in tondo senza arrivare davvero da nessuna parte.

Questo fenomeno prende il nome di rimuginio. Molte persone lo interpretano come un tentativo di trovare soluzioni, ma nella maggior parte dei casi accade il contrario. Più si rimugina, più ci si sente bloccati. Il pensiero continua a lavorare, ma non produce decisioni, azioni o chiarimenti concreti. Rimane intrappolato in una spirale che alimenta ansia, insicurezza e stanchezza mentale.

La buona notizia è che il rimuginio non è una condanna. Per quanto possa sembrare automatico e incontrollabile, esistono strategie psicologiche che permettono di ridurne l’intensità e di interrompere gradualmente il circolo vizioso.

Che cos’è il rimuginio e perché ci intrappola

Il rimuginio è una forma di pensiero ripetitivo e persistente che tende a concentrarsi su problemi, preoccupazioni o possibili scenari negativi. A differenza del problem solving, però, non conduce a una soluzione concreta. La mente continua ad analizzare, prevedere, controllare e ipotizzare senza mai arrivare a una conclusione soddisfacente.

Paradossalmente, spesso si continua a rimuginare perché si crede che serva. Molte persone pensano inconsciamente che preoccuparsi di più significhi prepararsi meglio, evitare errori o tenere sotto controllo la situazione. In realtà il rimuginio tende ad aumentare l’ansia e a ridurre la capacità di affrontare i problemi in modo efficace.

È un po’ come restare seduti davanti a un motore acceso senza mai inserire la marcia. Si consuma energia, ma non ci si muove.

Il primo passo: distinguere tra pensare e rimuginare

Una delle difficoltà maggiori è che il rimuginio assomiglia molto al pensiero razionale. Per questo è facile confonderli.

Pensare serve a comprendere una situazione e a prendere decisioni. Il rimuginio, invece, continua a girare attorno allo stesso argomento senza produrre cambiamenti concreti.

Una domanda utile può essere: “Sto trovando una soluzione oppure sto ripetendo per l’ennesima volta lo stesso ragionamento?

Spesso la risposta diventa evidente. Se dopo mezz’ora ci si ritrova ancora sullo stesso punto, probabilmente non si sta risolvendo il problema ma lo si sta alimentando.

Prendere consapevolezza di questo meccanismo rappresenta già un primo cambiamento importante. Molte persone scoprono infatti che il rimuginio non è così inevitabile come sembrava.

L’esercizio del “tempo del pensiero”

Una delle tecniche più utilizzate nei protocolli cognitivi consiste nel programmare un momento specifico della giornata dedicato alle preoccupazioni. Viene spesso chiamato “tempo del pensiero” o “tempo del rimuginio”.

Il principio è semplice: invece di cercare di eliminare i pensieri, li si rimanda a un orario prestabilito.

Quando una preoccupazione emerge durante la giornata, si può dire a sé stessi: “Me ne occuperò alle 19:00”. A quel punto si annota il pensiero e si torna all’attività che si stava svolgendo. Quando arriva l’orario stabilito, ci si concede 15 o 20 minuti per riflettere su ciò che è stato annotato.

Molte persone scoprono che una parte delle preoccupazioni perde forza prima ancora di arrivare all’orario fissato. Altre si accorgono che alcuni pensieri non meritavano tutta l’attenzione che avevano ricevuto.

Scrivere per interrompere la spirale

Il rimuginio vive nella mente e si alimenta della sua stessa vaghezza. Scrivere, invece, costringe il pensiero a prendere una forma più concreta.

Tenere un piccolo diario può aiutare a osservare i propri schemi mentali con maggiore lucidità. Quando ci si accorge di stare rimuginando, può essere utile annotare:

  • il pensiero principale;
  • la situazione che lo ha attivato;
  • l’emozione associata;
  • l’azione concreta eventualmente possibile.

Questo semplice esercizio permette di separare i fatti dalle ipotesi e spesso riduce la sensazione di caos mentale.

La tecnica dello “stop”

Alcuni approcci cognitivi utilizzano una strategia molto diretta: interrompere volontariamente il flusso del pensiero nel momento in cui ci si accorge di essere entrati nella spirale del rimuginio.

Non si tratta di reprimere le emozioni, ma di sviluppare consapevolezza.

Quando il pensiero inizia a ripetere lo stesso schema, si può pronunciare mentalmente o ad alta voce una parola semplice: “Stop“.

Successivamente è utile riportare l’attenzione a qualcosa di concreto e presente: il respiro, un’attività pratica, le sensazioni corporee o ciò che si sta facendo in quel momento.

La tecnica può sembrare banale, ma diventa efficace quando viene praticata con costanza. L’obiettivo non è eliminare il pensiero, ma interrompere l’automatismo che lo alimenta.

Allenare la mente al momento presente

Uno degli aspetti più caratteristici del rimuginio è il suo orientamento verso ciò che non sta accadendo qui e ora. La mente si sposta continuamente nel passato o nel futuro.

Per questo molte strategie psicologiche utilizzano esercizi di mindfulness e attenzione consapevole. Non per svuotare la mente, ma per imparare a osservare i pensieri senza lasciarsi trascinare da essi.

Un esercizio molto semplice consiste nel dedicare qualche minuto al giorno a osservare il proprio respiro. Quando arrivano pensieri o preoccupazioni, non bisogna combatterli. È sufficiente notarli e riportare lentamente l’attenzione al respiro.

Con il tempo questa pratica insegna una competenza fondamentale: comprendere che non tutti i pensieri meritano di essere seguiti.

Trasformare la preoccupazione in azione

Un’altra domanda particolarmente utile è: “Posso fare qualcosa di concreto adesso?“. Se la risposta è sì, il problema richiede un’azione. Se la risposta è no, probabilmente il rimuginio non sta aiutando.

Molte persone trascorrono ore a pensare a situazioni che non possono controllare. In questi casi la mente continua a cercare una soluzione dove, almeno nel presente, non esiste alcuna possibilità di intervento.

Quando invece esiste un’azione possibile, anche piccola, è spesso più utile compierla che continuare a pensarci.

Il passaggio dalla preoccupazione all’azione rappresenta uno degli antidoti più efficaci contro il rimuginio.

Accettare l’incertezza

Alla base di molte forme di rimuginio esiste una difficoltà a tollerare l’incertezza. La mente continua a produrre scenari nel tentativo di prevedere tutto, evitare errori e controllare il futuro.

Il problema è che nessuno può eliminare completamente l’incertezza dalla propria vita.

Imparare a convivere con una quota di dubbio è spesso parte della soluzione. Non significa essere passivi o fatalisti. Significa riconoscere che alcune domande non possono ricevere una risposta immediata e che continuare a pensarci non le renderà più controllabili.

La libertà mentale non nasce dal controllo totale

Molte persone credono che smetteranno di rimuginare quando avranno finalmente trovato tutte le risposte. In realtà accade spesso il contrario. Si smette di rimuginare quando si comprende che non tutte le risposte sono necessarie per vivere.

La mente umana è fatta per pensare. Non possiamo impedirle di produrre dubbi, preoccupazioni o scenari possibili. Possiamo però imparare a scegliere quali pensieri seguire e quali lasciare andare.

La differenza non sta nell’avere meno pensieri, ma nel non sentirsi più obbligati a inseguirli tutti. Ed è proprio in quello spazio, tra il pensiero che arriva e la decisione di seguirlo, che inizia a nascere una forma più profonda di libertà interiore.

Condividi

Lascia un commento

Leggi anche

Nasce Mymentis

L’eccellenza del benessere mentale, ovunque tu sia.

Scopri la nostra rivista

 Il Vaso di Pandora, dialoghi in psichiatria e scienze umane è una rivista quadrimestrale di psichiatria, filosofia e cultura, di argomento psichiatrico, nata nel 1993 da un’idea di Giovanni Giusto. E’ iscritta dal 2006 a The American Psychological Association (APA)

Le Ultime dall'Italia e dal Mondo
Leggi tutti gli articoli
come smettere di rimuginare
12 Luglio 2026

Come smettere di rimuginare: esercizi e tecniche da seguire

Come smettere ri rimuginare. Ci sono pensieri che sembrano non volerci lasciare in pace. Tornano mentre lavoriamo, mentre guidiamo, mentre cerchiamo di addormentarci. Ripetono le stesse domande, analizzano gli stessi scenari, ripercorrono gli stessi errori.…

Storie Illustrate
Leggi tutti gli articoli
8 Aprile 2023

Pensiamo per voi - di Niccolò Pizzorno

Leggendo l’articolo del Prof. Peciccia sull’ intelligenza artificiale, ho pesato di realizzare questa storia, di una pagina, basandomi sia sull’articolo che sul racconto “Ricordiamo per voi” di Philip K. Dick.

24 Febbraio 2023

Oltre la tempesta - di Niccolò Pizzorno

L’opera “oltre la tempesta” narra, tramite il medium del fumetto, dell’attività omonima organizzata tra le venticinque strutture dell’ l’intero raggruppamento, durante il periodo del lock down dovuto alla pandemia provocata dal virus Covid 19.

Pizz1 1.png
14 Settembre 2022

Lo dico a modo mio - di Niccolò Pizzorno

Breve storia basata su un paziente inserito presso la struttura "Villa Perla" (Residenza per Disabili, Ge). Vengono prese in analisi le strategie di comunicazione che l'ospite mette in atto nei confronti degli operatori.