Vaso di Pandora

Alfabetismo emotivo: decodifica ed espressione

L’alfabetismo emotivo gioca un ruolo importante nella comprensione e gestione efficace delle emozioni. All’interno del panorama degli studi sull’intelligenza, è stato scoperto come sia questa cultura delle emozioni a regolare il flusso dei sentimenti di ognuno di noi segnando, di fatto, il nostro modo di relazionarci con le altre persone. Come ci ha insegnato Daniel Goleman, l’intelligenza emotiva è molto importante. In questo articolo, chiariremo i concetti di alfabetismo e analfabetismo emotivo, analizzandone definizione, decodifica a livello psicologico e manifestazione nei contesti sociali.

Che cos’è l’alfabetismo emotivo?

Definiamo alfabetismo emotivo la capacità di riconoscere, comprendere e gestire le proprie emozioni. Anche la facoltà di percepire e influenzare le emozioni degli altri, in modo empatico e costruttivo, rientra in questa definizione. Tale competenza va oltre la semplice conoscenza delle emozioni; non è soltanto intelligenza emotiva, bensì qualcosa di più potente. Coinvolge infatti la capacità di mettere in pratica questa expertise nella vita quotidiana. Un individuo alfabetizzato emotivamente è in grado di comunicare in modo empatico, stabilisce relazioni significative e sa come gestire situazioni emotivamente cariche e provanti in modo sano.

Chi non possieda questa facoltà e non sia in grado di farne uso, si trova in una situazione di analfabetismo emotivo. L’uomo è un animale sociale, come scriveva Aristotele, ma per esprimersi al meglio ha bisogno di comunicare a dovere in società. Per farlo, le parole non sono sufficienti. Conversiamo infatti principalmente in maniera non verbale o paraverbale e ci è dunque indispensabile educare bene le nostre emozioni. Per curare e preservare le relazioni che inevitabilmente creiamo ogni giorno dobbiamo essere in grado di comprenderle e capirle. Questo discorso vale sia per le nostre emozioni sia per quelle degli altri. Tipicamente, l’alfabetismo emozionale si apprende alla nascita. È però possibile insegnarlo in un secondo momento, tramite un percorso psicoterapeutico noto come alfabetizzazione emotiva.

Alfabetismo emotivo: l'intelligenza emotiva al servizio delle relazioni
Una corretta alfabetizzazione emotiva ci rende in grado di intrattenere conversazioni empatiche e comprendere sempre correttamente lo stato emotivo del nostro interlocutore o della nostra interlocutrice.

Come si decodifica l’alfabetismo emotivo

L’alfabetismo emotivo implica una serie di abilità che coinvolgono l’intelligenza emotiva, composta da componenti quali consapevolezza di sé, autoregolazione, empatia e tutte le altre competenze relazionali. La consapevolezza di sé permette di riconoscere e comprendere le proprie emozioni e l’autoregolazione consente di gestirle in modo appropriato. L’empatia permette di capire e rispondere adeguatamente alle emozioni degli altri mentre le competenze relazionali facilitano l’interazione positiva tra persone. Potremmo segnalare queste abilità come l’ABC dell’alfabetismo emotivo: il pacchetto necessario per poter stringere rapporti positivi. Chi fosse privo di una o più di queste dotazioni, non sarebbe correttamente alfabetizzato emotivamente.

Gli analfabeti emotivi devono affinare – quando non proprio apprendere in toto – le competenze necessarie a comprendere e gestire gli stati emozionali. Un percorso di alfabetizzazione ha espressamente l’obiettivo di riempire questo vuoto.

L’iter terapeutico di alfabetizzazione inizia con l’identificare tutti i casi di insufficiente impegno emotivo nel paziente. In secondo luogo spiega cosa siano le emozioni, come si possano riconoscere negli altri e in quale modo sia possibile classificarle. Raggiunti questi obiettivi si spinge a insegnare come modulare e gestire l’emotività e le frustrazioni che costellano la vita quotidiana, prima di costruire la resilienza necessaria ad adottare un atteggiamento positivo. A questo punto, dopo aver terminato un percorso la cui lunghezza può variare di persona in persona, ecco che l’analfabeta emotivo è in grado di decodificare a dovere le emozioni altrui e prevenire l’insorgenza di sciocchi conflitti interpersonali.

Esprimersi correttamente all’interno del contesto sociale

All’interno dei più disparati contesti sociali, un individuo alfabetizzato emotivamente è in grado di stabilire connessioni significative. Significa che ascolta attivamente, comprende le emozioni sottostanti e risponde con empatia. Inoltre, l’alfabeta emotivo manifesta una maggiore tolleranza per le diverse prospettive degli altri e gestisce le situazioni conflittuali in maniera costruttiva. Egli sa come utilizzare le emozioni in modo positivo. In questa maniera motiva se stesso e gli altri, creando un ambiente sociale armonioso e produttivo.

Appare quindi chiaro quanta importanza rivesta una corretta alfabetizzazione emotiva. Nel mondo odierno, i giovani e meno giovani che trascorrono più tempo nel mondo virtuale che in quello reale sviluppano relazioni da social network, nelle quali il contatto personale è totalmente assente. Quando manca la lettura emotiva dell’altro si sviluppa un importante deficit e la relazione non è piena. Per poterci aprire completamente, abbiamo infatti bisogno di essere in presenza di una sfera sociale e dare modo ai nostri neuroni specchio di attivarsi.

Questi ultimi sono infatti la chiave di ogni rapporto. Si tratta di indicatori fisiologici che segnalano la messa in relazione tra due o più persone. Osservando un altro essere umano compiere una determinata azione, utilizziamo gli stessi neuroni che si attiverebbero se fossimo noi a portare avanti quel gesto. I neuroni specchio ci consentono di leggere la stanza e ci danno modo di imparare osservando. In questa maniera basta un colpo d’occhio per cogliere le intenzioni e l’atteggiamento del nostro interlocutore.

Condividi

Lascia un commento

Leggi anche
psicosi reattiva
26 Luglio 2026

Psicosi reattiva: cos’è, come si manifesta e come si cura

Psicosi reattiva. La mente umana possiede una straordinaria capacità di adattamento. Attraversa cambiamenti, perdite, tensioni, conflitti e traumi cercando continuamente un equilibrio possibile. Esistono però situazioni in cui lo stress diventa così intenso da superare…

Nasce Mymentis

L’eccellenza del benessere mentale, ovunque tu sia.

Scopri la nostra rivista

 Il Vaso di Pandora, dialoghi in psichiatria e scienze umane è una rivista quadrimestrale di psichiatria, filosofia e cultura, di argomento psichiatrico, nata nel 1993 da un’idea di Giovanni Giusto. E’ iscritta dal 2006 a The American Psychological Association (APA)

Le Ultime dall'Italia e dal Mondo
Leggi tutti gli articoli
psicosi reattiva
26 Luglio 2026

Psicosi reattiva: cos’è, come si manifesta e come si cura

Psicosi reattiva. La mente umana possiede una straordinaria capacità di adattamento. Attraversa cambiamenti, perdite, tensioni, conflitti e traumi cercando continuamente un equilibrio possibile. Esistono però situazioni in cui lo stress diventa così intenso da superare…

Storie Illustrate
Leggi tutti gli articoli
8 Aprile 2023

Pensiamo per voi - di Niccolò Pizzorno

Leggendo l’articolo del Prof. Peciccia sull’ intelligenza artificiale, ho pesato di realizzare questa storia, di una pagina, basandomi sia sull’articolo che sul racconto “Ricordiamo per voi” di Philip K. Dick.

24 Febbraio 2023

Oltre la tempesta - di Niccolò Pizzorno

L’opera “oltre la tempesta” narra, tramite il medium del fumetto, dell’attività omonima organizzata tra le venticinque strutture dell’ l’intero raggruppamento, durante il periodo del lock down dovuto alla pandemia provocata dal virus Covid 19.

Pizz1 1.png
14 Settembre 2022

Lo dico a modo mio - di Niccolò Pizzorno

Breve storia basata su un paziente inserito presso la struttura "Villa Perla" (Residenza per Disabili, Ge). Vengono prese in analisi le strategie di comunicazione che l'ospite mette in atto nei confronti degli operatori.