Vaso di Pandora

Un pensiero a Piero Gianotti non più con noi

Scrivere qualcosa per Piero non è facile.
Come non era facile parlare con lui.
Si lavorava più sul sentire che sul dire, come capita quando si sta male dentro.
Grazie Roberta che sei riuscita a scrivere un pensiero di molti che lo hanno conosciuto.
A volte la generosità d’animo non si manifesta con le parole ma con l’esserci.
Piero a suo modo c’è sempre stato.

Ha incarnato perfettamente lo spirito del nostro gruppo.

Monica Carnovale

È stato con noi da sempre, ho un primo ricordo di lui, in bermuda a Sanfrè aiutava i ragazzi nell’orto.

Io l’ho sgridato: sei il medico, non vestirti così. Poi la volta dopo era un damerino, chiaramente un po’ provocando un po’ scherzando.

Piero era particolare sensibile, intelligente, conosceva la sofferenza psichica  era di animo buono, disponibile alle cose più difficili ai rapporti con le persone più disturbate capace di ricoverare inventandosi soluzioni… poi zitto nei suoi pensieri… nelle sue stravaganza (il vestito è rimasto come la suoneria del suo telefono sempre così particolare da contrastare fortemente con la sua capacità di nascondersi nelle riunioni mimetizzarsi tra noi).

Era profondamente legato alla Redancia, a Gianni a cui dava la sua disponibilità senza limiti o mugugni, alla dottoressa Devale che gli dava fiducia comprensione e rispetto e a tutti noi. Anche a me ed io a lui.

La malattia di Gianni lo aveva colpito profondamente ma era di un pudore commovente nel chiedermi notizie e non voler intrudere. Lo aveva nel cuore. E noi lo abbiamo nel cuore perché aldilà delle sue particolarità, delle sue vicissitudini aveva un animo buono conservava una profonda umanità, ecco vorrei che la sua umanità l’avessimo tutti nel gruppo. Non è mai stato critico o distruttivo verso gli altri.

Piero era solo, la sua era stata una vita difficile e io ho il rimorso di non essergli stata vicina in questo ultimo anno. Non ho scuse, ho un dolore che forse mi aiuterà a mantenere comunque alta l’attenzione per chi per qualsiasi motivo si nasconde, resta ai margini.

Ciao Piero mi manca il non potermi arrabbiare con te e poi riderci su e sapere che l’intuito vale più delle parole!

Un tuo paziente sta preparando un regalo per tuo figlio… te lo meriti.

E tanto hai fatto per noi.

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Commenti su "Un pensiero a Piero Gianotti non più con noi"

  1. Mi associo volentieri nel ricordo di Piero. Ci siamo incontrati nella professione diverse volte, ma più di tutte, ricordo l’esperienza dei primi anni a Sanfrè, noi giovani, inesperti.
    Ricordo la sua generosità, la sua capacità di interpretare le situazioni, anche le più complicate, in modo leggero e creativo, trovando soluzioni originali. Un caro saluto ai famigliari e alla dr.ssa Devale, che più di tutti gli ha dato fiducia, comprensione e rispetto, come ha detto Roberta.
    Ci manca.

    Rispondi
  2. Ciao Roberta, ciao Monica
    Difficile per me scrivere, in questi ultimi mesi sto ” imparando” a fare a meno: a fare a meno di pensare, a fare a meno di sentire, a fare a meno di Piero.
    A quell uomo ironico, curioso, eccentrico,fragile dobbiamo qualcosa:alla capacità di passare leggero sulle cose importanti lasciando comunque un segno e con una capacità solo sua o di pochi di trasformare la tragedia in aneddoto e poi l’ aneddoto in ironia .
    C è un aneddoto che mi risuona nella testa: ” chi vuol comprendere un poeta deve entrare nel suo regno” ….e qui mi fermo e chiedo scusa.
    Marcella

    Rispondi
  3. Questa notizia mi colpisce e mi addolora molto. Il ricordo più nitido che ho di Piero risale a parecchio tempo fa, quando lavoravo al Dsm e lui era il riferimento medico per le comunità di Sanfré, di Sanremo, di Millesimo. Lo cercavamo per discutere di pazienti da inviare, sapendo di poter contare sulla sua capacità, indefinibile ma chiarissima, di entrare in relazione con i personaggi più ostici e apparentemente inavvicinabili. A distanza di anni quegli stessi pazienti parlavano di lui con affetto e gratitudine, il riconoscimento più autentico e prezioso che possa ricevere chi fa il nostro mestiere. Ciao Piero. Un abbraccio a chi ti ha voluto bene.

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  4. Con Piero e Marcella ho condiviso diversi anni di lavoro a Sanremo, momenti difficili fatti di ascolto, viaggi in treno o in macchina dove a fine giornata cercavamo di uscire fuori dalla fatica, come dice bene Marcella, con ironia. Conservo e ricordo tanti aneddoti. Insieme poi siamo entrati in punta di piedi a Nava in un’equipe difficile per affrontare un trasloco di un gruppo di pazienti in un’altra casa a Diano Marina al Cicalotto. Penso che sarà difficile dimenticarlo, fa parte di un “capitolo di un libro”.
    Ciao Piero…

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  5. Non abbiamo mai lavorato gomito a gomito, nella stessa struttura intendo, ma c’era feeling, quella sintonia e quel guizzo negli occhi di chi cerca sempre una soluzione per i pazienti in cura, la situazione migliore possibile.
    Ciao Piero

    Rispondi
  6. Una persona squisita, speciale. L’ho conosciuto al spdc di Bordighera con Marcella Devale. Ero angosciato. Frastornato dalle terapie massicce ospedaliere. Lui mi rassicurò che mi avrebbe aiutato. Attraversai un percorso nella comunità redancia sita a Verezzo. Incominciai a fidarmi di lui. Era un grande sapeva comunicare sia con gesti e parole sempre pertinenti ed incoraggianti. Quando facevamo i colloqui ero l’unico che fumava assieme a lui nel suo studio. Una volta dimesso nel 2009, il nostro rapporto si consolidò maggiormente e scoppio’ una grande amicizia, oltre che il mio medico privato. Mi confidava tante cose della sua vita intima e io viceversa. Mia mamma che purtroppo anch’essa scompari nel 2021. , stravedeva per lui. Mi ricordo che veniva molto spesso a casa nostra . Era un amico di famiglia. L’aneddoto più bello è che quando vise mia mamma ormai in fin di vita, gli venne in mente di realizzare un bel progetto con me. Praticamente per non farmi sentire solo mi chiese se poteva soggiornare da me pagandomi l’affitto, perché gli avevano proposto un ruolo dirigenziale presso la rems di Genova. Io accettai subito e gli dissi che gli amici non devono mai pagare. Mi affido’ il suo BMW . Andammo a millesimo e mi affido la sua macchina e mi disse che l’avrei usata come autista privato per portarlo durante le urgenze in diversi posti. Questa prospettiva però non prese forma a causa di mio padre che incominciò ad essere geloso e avverso nei suoi confronti! Mi avrebbe come promesso di inserirmi con un Posto fisso di lavoro ma ciò non avvenne. Per 14 anni non ebbi più ricoveri. E poi tutto da capo. Era Come un padre . Mi voleva bene . Abbiamo avuto un rapporto fantastico indelebile. !!

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  7. ciao Piero
    quando la trasgressione è una forza per altri quando il nostro essere stravaganti ha un comunque un senso che da qualcosa di grande e non imitabile… perché viene dalla nostra esperienza dolorosa… è inimitabile e sconosciuta.e non ripetibile
    ma resta

    Rispondi
  8. We will never forget you Dr.Piero Gianotti. With you, we faced the very difficult situation in our lives. From 2016 to 2020, from Varazze to Sanfrè.
    we’re near to you & continuing gave us the light and right path from our darkness moment. I’m really heartily sorry that I just read now this notice. My prayers & my heartfelt condolence to your loveones.
    We thank you from the bottom of my heart & fly high Dottori🕊.

    Rispondi

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