Osservando vostro figlio nel primo periodo di vita vi sarà sicuramente capitato di notare la sua spiccata curiosità verso tutto ciò che è nuovo o, al contrario, il suo timore verso ciò che non conosce; vi sarà inoltre successo, in quanto figli, di sentire le storie dei vostri genitori su quanto da neonati foste tranquilli, oppure, quanto li abbiate fatti disperare per le notti insonni. Tutti questi aspetti dipendono dal temperamento, che può essere definito come l’insieme delle differenze individuali nel comportamento, che compaiono molto precocemente e sono relativamente stabili nel corso del tempo e nelle diverse situazioni, inoltre, si tratta di caratteristiche innate, che dipendono da una base biologica.
I tratti del temperamento
I tratti temperamentali riguardano innanzitutto l’emozionalità del bambino, ovvero la maggiore frequenza di risposte emotive positive, come felicità e gioia e negative, come paura e rabbia, in aggiunta, si considera anche la soglia delle risposte emotive, ovvero il grado di stimolazione necessaria per produrre una specifica risposta emotiva.
In secondo luogo, si considera il livello di attività del bambino, ovvero la componente temporale, energetica e la resistenza del bambino. Altro aspetto considerato è l’attenzione, rivolta ai compiti svolti e agli oggetti e stimoli circostanti. Con il termine inibizione alla novità viene poi indicata la tendenza al ritiro nelle situazioni nuove e in presenza di persone sconosciute. Infine, l’ultimo tratto considerato è la socievolezza, che include la tendenza a cercare gli altri (iniziativa) e a rispondere alle iniziative di interazione altrui. Sulla base di queste caratteristiche, che emergono fin dai primi periodi di vita del bambino, si possono identificare tre tipologie di bambini:
- I bambini facili, con ritmi biologici regolari, un buon adattamento all’ambiente e un interesse attivo e positivo nei confronti delle diverse situazioni
- quelli difficili, che hanno invece ritmi alimentari e sonno-veglia imprevedibili, una reattività molto alta agli stimoli, cui rispondono negativamente
- I bambini lenti a scaldarsi presentano bassi livelli di attività, con difficoltà di adattamento iniziali e una certa ritrosia di fronte alle novità.
Il progressivo processo di adattamento all’ambiente
Lo sviluppo consiste in un progressivo processo di adattamento all’ambiente. Il temperamento misurato nel primo anno di vita sembra essere predittivo della successiva capacità di adattamento positivo a situazioni difficili. Il temperamento è infatti legato alle successive capacità linguistiche e di apprendimento, in quanto certe caratteristiche temperamentali permettono al bambino di porre maggiore attenzione agli stimoli circostanti, affrontare ed adattarsi positivamente alle nuove sfide, nonché essere coinvolti nei compiti svolti, inoltre, un maggiore orientamento sociale permette di chiedere aiuto, imparare e rivolgersi agli adulti di riferimento (partecipazione sociale).
Dunque, il temperamento influenza il modo in cui i bambini reagiscono alle esperienze e all’ambiente e alcune caratteristiche temperamentali mettono i bambini nelle condizioni migliori per trarre beneficio dalle esperienze educative e scolastiche. In particolare, è stato dimostrato che i profili temperamentali caratterizzati da difficoltà attentive ed elevata attività motoria sembrano corrispondere ad un maggiore rischio nello sviluppo di una difficoltà di apprendimento.
Tuttavia, è stato dimostrato come, sebbene queste caratteristiche dipendano in gran parte da un repertorio biologico innato, in realtà interagiscono con l’ambiente, dunque, abbiamo un’ampia area di manovra per modificare quelle caratteristiche temperamentali che non permettono al bambino di adattarsi il modo funzionale all’ambiente.



