In tema di prevenzione vi sono diversi interventi. Da conoscenze derivate dalle neuroscienze (genetica-epigenetica), neuropsicoendocrinoimmunologia, scienze psicologiche e dell’educazione è molto importante per la salute, compresa quella mentale, l’intervento nei primi 1.000 giorni e sulla fascia 0-6 anni. In questo periodo, dopo la salute in gravidanza fondamentale per mamma e nascituro, si determinano tipologia di attaccamento, regolazione, e si sviluppano le principali funzioni motorie, comunicative e di adattamento all’ambiente con adeguati comportamenti. Nonostante le evidenze che nella fascia 0-6 anni si ha la massima diseguaglianza, una forte incidenza delle povertà (economiche, educative, abitative, culturali, vitali) ed è alto il rischio di traumi, violenze, neglect non sono piani strutturati di intervento nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e nella normativa vigente.
È pertanto necessario strutturare nell’ambito del “Percorso Crescita” del bambino e delle funzioni/capacità genitoriali, un insieme di azioni per affrontare le principali povertà, le carenze educative ed intervenire precocemente. Ciò va fatto non aspettando o semplicemente invitando i genitori a visita nei servizi ma è fondamentale l’intervento di “home visiting” – “visita domiciliare” che l’ OMS indica come una strategia per prevenire i maltrattamenti sui minori e al contempo di formazione per i genitori.
La ricerca scientifica relativa agli interventi di riduzione del rischio nelle famiglie, dimostra come tra le varie metodologie di intervento, il sostegno alla relazione genitore-bambino è quello che garantisce maggiore efficacia.
La visita domiciliare è una prassi ad ampio raggio, di conoscenza della condizione domiciliare di vita e di sostegno alla genitorialità, diffusa nelle politiche pubbliche di welfare dell’Unione Europea, sia in relazione all’assistenza perinatale, in particolare durante il puerperio, sia, più in generale, per quanto riguarda l’educazione dei bambini tra gli 0 anni e l’ingresso nel percorso scolastico.
In Italia è ancora poco diffusa in relazione alla presenza di una rete parentale, di una cultura e welfare familiare che lascia a ciascun nucleo l’organizzazione delle attività di cura, genitoriali ed educative nella fascia 0-3 anni del bambino. Tuttavia va tenuto conto che in tale fascia, anche nelle aree più sviluppate, solo il 35% accede ad asili nido e che sono aumentate le famiglie monogenitoriali con reti di supporto molto scarse o nulle e quindi con grandi difficoltà nell’assicurare la necessaria assistenza, protezione e cura al bambino.
Ne consegue un arrangiarsi, una sorta di continuo equilibrismo per conciliare le diverse che ricade spesso sulle donne, sulla loro possibilità lavorativa, carriera, e indirettamente sul clima familiare. È quindi necessario un approccio di ascolto e supporto delle funzioni genitoriali con strumenti specifici, non orientati a sostenere solo i nuclei con più figli (famiglie definite numerose) ma anche tutti gli altri. Nell’ambito di queste politiche, la visita domiciliare è uno strumento cruciale per identificare in maniera precoce condizioni che rendono difficile l’effettuazione delle funzioni genitoriali e prevenire situazioni che possono diventare di pregiudizio alla crescita del bambino; la visita domiciliare può aiutare i genitori a migliorare il benessere famigliare.
Obiettivi
La visita domiciliare non ha funzioni ispettive, rileva problemi e si muove in un’ottica positiva volta a promuovere una valida relazione tra il/la bambino/a e gli adulti di riferimento;
Supporta i genitori nell’interpretare le necessità e i bisogni dei bambini durante le fasi di crescita e rafforza la fiducia dei genitori in se stessi fornendo supporto emotivo ai genitori;
Aiuta i genitori nell’individuare e utilizzare le risorse e i servizi presenti sul territorio e per ridurre i rischi connessi alla povertà e alle situazioni sociali;
Prevenire disturbi mentali, depressione perinatale che ha impatto sulle funzioni genitoriali e la crescita del bambino. Facilitare l’accesso alle attività preventive (vaccinazioni) e sicurezza domestica (per prevenire incidenti) nonché per i corretti stili di vita (alimentazione, sonno, gioco, affettività, uso tecnologie, rapporto con animali domestici, ambiente ed al.). Suggerisce l’adozione di attività educative come la lettura ad alta voce (Programma nati per leggere), favorire l’attenzione e il riconoscimento facciale delle espressioni ed emozioni, cura l’igiene del sonno. Rileva le qualità dell’ambiente e dell’alloggio segnalando ai servizi sociali le situazioni che richiedono interventi.
In particolare è utile per rilevare
- Eventuali segnali di disagio relativi a povertà economiche, educative, relazionali (rischi educativi), allo stato dell’abitazione, sovraffollamento (rischi ambientali); isolamento/vissuto di abbandono e disperazione di genitori soli, con scarsa o privi di rete familiare (rischi connessi alla fatica e/o fragilità genitoriale)
- Esposizione del bambino al fumo e a stili di vita non salutari, mancata adesione alle vaccinazioni
- Relazioni intrafamiliari che possono risultare di pregiudizio al pieno e positivo sviluppo dei bambini e delle bambine; condizioni di trascuratezza o di vero e proprio maltrattamento domestico, intrafamiliare a danno di donne e bambino
- Difficoltà nella sintonizzazione, attaccamento madre bambino e strutturazione della comunicazione, ritardi o problemi nelle diverse fasi evolutive (alimentazione, sonno, motricità, comunicazione e linguaggio ecc.)
- Condizioni di sofferenza mentale dei genitori, in particolare della madre, con riflessi sull’educazione del minore
L’attività di visita nel Percorso Crescita è indicata per tutti e va data priorità a:
- Coloro che non partecipano al Percorso Nascita alle iniziative di preparazione al parto
- Famiglie che non iscrivono i bimbi all’asilo nido
- Genitori che non hanno rapporti regolari con il Pediatra di libera scelta e quindi rischiano di essere abbandonati o di giungere tardivamente ai servizi. Famiglie straniere, di migranti che in relazione alle culture di provenienza hanno altri stili educativi e per queste può essere fondamentale la mediazione culturale
- Per le famiglie in condizioni di disagio, povertà e in carico ai Servizi Sociali o Sanitari o sono segnalate da Pediatri, Enti del Terzo Settore e volontari
Costituzione del team per il Percorso Crescita
L’ approccio “multidisciplinare” costituisce riferimento degli interventi di Home Visiting.
In continuità con il Percorso Nascita, il Percorso Crescita permette di realizzare un intervento completo a partire dal momento delle dimissioni dall’ospedale, subito dopo la nascita o nei primissimi periodi di vita favorendo il coordinamento con i servizi territoriali, i consultori, gli ospedali, i pediatri di libera scelta e i Servizi Sociali territoriali, o i servizi di salute mentale nei casi in cui questo si renda necessario.
Il coordinamento è assicurato dal Centro Famiglie del Comune di Parma ed è fondamentale il ruolo del Servizio Sociale in collaborazione con le Cure Primarie (Case della Comunità), in particolare dei Pediatri di Libera Scelta, della UO Salute donna, reparti di ostetricia, neonatologia e pediatria.
Le attività di visite domiciliari viene effettuata previo contatto con la famiglia e suo consenso e necessita di un percorso pianificato e condiviso tra la famiglia, i Servizi Territoriali sociali e sanitari.
Team professionale è costituito da operatori del Servizi sociali, Sanitari e integrato da Enti del Terzo Settore e sia avvale della collaborazione del volontariato (Punti di Comunità). Le professionalità interessate sono l’educatore, l’assistente sociale, lo psicologo, l’ostetrica, pediatri e npi.
È importante che nella fase del puerperio vi sia un raccordo ed una continuità con il Percorso Nascita e le ostetriche che effettuano le visite domiciliari fin dai primi giorni di vita del bambino e sostengono il nuovo ruolo di genitori.
La visita domiciliare ha un’ampia gamma di applicazioni e possibili sviluppi in relazioni alle condizioni e ai problemi rilevati e ciò richiede l’intervento di altri servizi comunali o sanitari. Di norma la prima visita viene effettuata da 2 operatori Educatore, Assistente sociale, se necessario con il supporto/facilitazione dei PLS o altri operatori delle cure primarie.
Se realizzata precocemente, la visita domiciliare è particolarmente efficace, cioè fin dai primissimi giorni di vita del bambino ed è importante fare un quadro della tipologia di necessità della famiglia, verificare la gravità di eventuali problemi dichiarati, valutare la disponibilità dei genitori a cooperare con la possibilità di attivare nelle visite successive alla prima altri servizi e professionisti (psicologi, npi ed al.).
La visita domiciliare nel Percorso Crescita ha una funzione preventiva e si realizzano di norma ogni 2 mesi nel primo anno e ogni 3 mesi nel secondo e terzo anno. L’intensità delle visite potrà essere diversamente articolato in relazione ai bisogni del bambino o della famiglia.
L’attività del Percorso Crescita mira a favorire l’accesso ai servizi sociali e sanitari e a sviluppare interventi rete, di comunità e prossimità. Segue i principi della rilevabilità, modificabilità dei problemi e valore euristico degli interventi in modo da procedere mediante un clima positivo di fiducia e speranza, a soluzioni “in progress” dei diversi problemi.
La visita domiciliare consente di conoscere e valutare la situazione per comprendere se ci sono i presupposti per un sostegno che consisterà in: ridurre le difficoltà, tutelare i bambini e promuovere la resilienza.
Nelle condizioni multiproblematiche quando coesistono più fattori insieme – la gravità delle esperienze sfavorevoli dei genitori, la presenza di psicopatologie gravi, l’assenza di altre figure familiari di supporto – rendono le situazioni troppo complesse e richiedono il coinvolgimento dei servizi sociali e sanitari nonchè l’attivazione di servizi domiciliari più strutturati e di medio periodo.
È importante che sia elaborato un progetto di equipe professionale per coinvolgere al meglio i genitori. Mettere insieme diverse competenze permette di raggiungere più facilmente gli obiettivi. Il lavoro di rete più ampio serve a stanare le risorse e renderle disponibili per sostenere a pieno i genitori e prevenire forme di maltrattamento.
Attività di sostegno domiciliare da attuare mediante ETS, associazioni, Tagesmutter, volontari, famiglie affidatarie e sostegno tra famiglie ecc;
- Attività di sostegno al reddito
- Attività di adeguamento alloggio e sicurezza domestica
- Attività educative volte allo sviluppo delle funzioni/competenze genitoriali
- Attività di rete e opportunità culturali, gioco e sociali per il bambino
Consiste nell’affiancare durante le azioni di cura quotidiane i genitori, per orientare e cogliere i progressi; un sostegno per l’organizzazione di tempo e spazi, strutturazione attività e stili di vita.
L’approccio è quello empatico volto a fronteggiare le difficoltà insieme e creare una condivisione tra i genitori nell’accudimento, per proporre modalità diverse di seguire i figli; un orientamento, quando la madre chiede un parere; una mediazione dei conflitti; e, soprattutto, un rinforzo dell’autostima dei genitori.
Tra i diversi nodi critici si sottolineano una richiesta non del tutto spontanea, ma attraverso una segnalazione dei servizi socio sanitari, e l’assenza di una reale offerta di rete che non permette di lavorare sulla complessità dei piani (sociale, educativo, clinico, sanitario, ecc.).
Piano di formazione e supervisione con l’obiettivo iniziale e sperimentale di inserire nel Percorso Crescita almeno 100 famiglie con neonati.



