Il 6 ottobre 2026 la commissione diritti umani del Senato ha approvato all’unanimità una Risoluzione allegata in materia di contenzioni.
È quindi da rimarcare positivamente che si sia affrontato il tema e che all’unanimità sia stata approvata la Risoluzione, segno che vi è attenzione e sensibilità sui diritti.
La Risoluzione riepiloga molti documenti e sentenze sul tema delle contenzioni e nel merito si muove nell’ottica di un superamento delle contenzioni meccaniche il che è apprezzabile.
Sul piano operativo impegna il Governo:
- Al monitoraggio delle contenzioni in Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura (Spdc), Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza (REMS), reparti di Neuropsichiatria Infanzia e Adolescenza (NPIA) come nell’accordo Stato Regioni, cui aggiunge anche i “Pronto Soccorsi o ricoverati in rianimazione come strategia di sedazione per contenimento dell’agitazione psicomotoria”;
- A produrre relazioni semestrali, a partire dal 2027, pubblicate sul sito del Ministero della Salute;
- A realizzare un’adeguata e specifica formazione degli operatori sanitari sugli esiti fisici e psichici della contenzione meccanica sui pazienti e sugli operatori, nonché percorsi di formazione e aggiornamento sui modelli organizzativi di provata efficacia verso il superamento del ricorso a tale pratica al fine di condividere e mutuare le buone pratiche esistenti
- “A stanziare risorse adeguate al fine di attuare e implementare le indicazioni individuate nell’Accordo del 23 ottobre 2025 e dotare le amministrazioni interessate delle risorse umane, finanziarie e strumentali necessarie all’effettivo superamento della pratica della contenzione meccanica.”
Pur comprendendo che il tema del superamento delle contenzioni è complesso, difficile credo manchi un’analisi sul perché molte azioni previste nelle norme e documenti precedenti non abbiano trovato attuazione. Nemmeno il monitoraggio tanto che ancora oggi non vi è una precisa definizione del problema. Avere dati precisi e aggiornati è fondamentale sia a livello nazionale, ma anche regionale e in ogni Azienda sanitaria e Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze.
Non era certo la Risoluzione a doverlo prevedere ma come rilevato in passato credo che la contenzione meccanica non dovrebbe essere possibile in REMS e nei reparti di NPIA.
Oltre al monitoraggio, credo che gli aspetti più rilevanti della Risoluzione siano quelli relativi alla formazione e alle risorse. La formazione è fondamentale e non dovrebbe essere solo sulle tecniche e riservata agli operatori sanitari. Dovrebbe essere allargata ad utenti, familiari, ma anche operatori di Emergenza Urgenza, Polizie e Forze dell’Ordine, Dipartimenti di Cure Primarie, sociale. Tutte istituzioni chiamate ad intervenire sui Disturbi Comportamentali Acuti, sulle situazioni ambientali e sociorelazionali critiche. Ed è necessario che vengano sviluppati collaborazioni interistituzionali, protocolli e formazioni congiunte.
A mio parere è fondamentale la questione dei modelli organizzativi, della sperimentazione di nuove modalità facendo tesoro delle buone pratiche e servizi No restraint. Ma forse occorre andare oltre e creare nuove soluzioni (Centri di Salute Mentale sulle 24 ore, Centri crisi) ed operare per la prevenzioni delle situazioni critiche (crisi a scuola, persone senza tetto, con uso di sostanze, grave marginalità, conflittualità intrafamiliari, povertà, migrazioni) che se abbandonate, possono portare a situazioni urgenti.
Per questo sono cruciali le risorse, magari attribuite in relazione a programmi e progetti di superamento della contenzione meccanica e di promozione dei diritti per creare comunità accoglienti, competenti e solidali.
Il testo completo della risoluzione approvata dalla commissione sull’affare assegnato n. 124 (Doc. XXIV-ter, n. 2) è disponibile cliccando qui.



