Malattia

Vite Sane e Attive

Redazione
26 Ottobre 2013
1 commento
Vite Sane e Attive

Vite Sane e Attive

Healthy Active Lives (HeAL)

Teniamo in mente il corpo nei giovani con psicosi

Immagina un mondo dove…

  • I giovani con psicosi abbiano la stessa aspettativa di vita e le stesse possibilità dei loro coetanei non psicotici
  • I giovani con psicosi, le loro famiglie e gli altri caregiver sappiano come mantenere la salute fisica e minimizzare i rischi associati al trattamento e siano costantemente informati e supportati al riguardo
  • Le preoccupazioni espresse dai giovani, dalle loro famiglie e dagli altri caregiver sugli effetti collaterali dei farmaci antipsicotici siano rispettate e considerate nelle decisioni d’intervento
  • I professionisti della salute mentale e le loro organizzazioni cooperino attivamente e congiuntamente per proteggere e mantenere la salute fisica dei giovani in cura
  • Uno stile di vita attivo venga promosso come prassi sin dall’inizio del trattamento, con un’attenzione per l’alimentazione sana e la dieta, l’attività fisica finalizzata e la riduzione dell’uso di tabacco.

L’obiettivo per i prossimi cinque anni
Entro i prossimi cinque anni, ogni giovane che sta sviluppando una psicosi dovrebbe aspettarsi, a una valutazione a due anni dalla diagnosi iniziale, che il proprio
rischio di sviluppare ulteriori problemi di salute fisica (soprattutto obesità, malattie cardiovascolari precoci e diabete) sia come quello dei coetanei con un background simile, ma senza problemi di psicosi. Inoltre dovrebbe avvenire che:

1. Il 90% delle persone al primo episodio psicotico, le loro famiglie e altri caregiver siano soddisfatti per le loro scelte di trattamento, dopo aver ricevuto adeguata informazione sul rischio di sviluppare obesità, malattie cardiovascolari e diabete.

2. Ad un mese dall’inizio del trattamento il 90% di quanti sperimentano un primo episodio psicotico vengano sottoposti ad un assessment che includa la valutazione del rischio di obesità, malattie cardiovascolari e diabete.

A questo proposito sono fondamentali:
– indice di massa corporea * (BMI) e/o misurazione della circonferenza- vita, tasso di glucosio nel sangue e profilo lipidico, pressione sanguigna, eventuale condizione di fumatore e storia familiare
– condivisione dei risultati tra i professionisti coinvolti nel processo di cura (fra cui medici di base e specialisti)

3. Quando si utilizzano farmaci antipsicotici, la terapia ricevuta dai giovani al primo episodio psicotico sia regolarmente monitorata secondo gli standard raccomandati, in modo da minimizzare le possibilità di incorrere in obesità,
malattie cardiovascolari e diabete.

4. Dopo due anni dall’inizio della terapia antipsicotica il 75% dei giovani non presenti un aumento di peso superiore al 7% del loro peso premorboso.1

5. Dopo due anni dall’inizio della terapia antipsicotica il 75% di loro mantenga un livello di glucosio nel sangue, un profilo lipidico e una pressione sanguigna nel range di normalità.

6. I disturbi di salute fisica diminuiscano in modo tale che, dopo due anni dall’esordio, tra i giovani:
– Il 90% riceva consigli di promozione della salute riguardanti l’alimentazione, l’uso di tabacco e sostanze, la vita sessuale, le norme
di igiene dentale e l’attività motoria
– Meno del 30% fumi tabacco
– Più del 50% si dedichi ad un’attività fisica adeguata all’età, (es. almeno150 minuti di attività moderata alla
settimana).

Per leggere la dichiarazione messa a punto da un gruppo coordinato da David Shiers e Jackie Curtis nell’ambito della IEPA:

(La traduzione italiana è stata fatta dall’Associazione Italiana per gli Interventi Precoci)

 

iphYs

 



Una risposta.

  1. obliqua ha detto:

    Veramente utile e da diffondere. Complimenti io vivo tra persone che hanno dai servizi trattamenti identici da anni..difficilmente mi riportano una preoccupazione sulla loro salute fisica e faccio fatica focalizzare con loro il problema sebbene abbia dedicato tempo ed energie. Che possano le Associazioni e i luoghi dove ci sono pazienti psichiatrici avere tanti input come questi.. magari incidono su loro, su chi li cura ecc. Più voci fanno di più.
    L’ho stampato e messo in sede, così mi sento aiutata nell’intervento. Mi riferisco anche al precedente articolo sulla residenzialità leggera.

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