Continua il dibattito sulle Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza.
Pubblichiamo questa lettera/contributo apparso anche sul sito Questione Giustizia.
Continua il dibattito sulle Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza.
Pubblichiamo questa lettera/contributo apparso anche sul sito Questione Giustizia.
C’è dunque qualcuno che, invece di circoscrivere l’angoscia, si occupa di dilatarla mentre svolge la funzione essenziale di occuparsi, mentre è già grande, dell’altro, che è piccolo. D’altronde nasciamo in balia dell’altro e molto dipende…
Non essere mai abbastanza è una sensazione che può insinuarsi lentamente nella vita quotidiana. A volte nasce davanti allo specchio, altre sul lavoro, nelle relazioni, nei confronti con gli altri. Non importa quanti risultati si…
Debora era questo scritto. Era uno dei semi del nostro gruppo. Era tenacia ed altruismo. Ciao Debora. Saluta Gorizia anche per me.
Non sentirsi capiti è una delle esperienze emotive più frustranti che si possano vivere. Succede nelle relazioni di coppia, in famiglia, tra amici, perfino nei contesti lavorativi. Si parla, si prova a spiegarsi, a raccontare…
C’è dunque qualcuno che, invece di circoscrivere l’angoscia, si occupa di dilatarla mentre svolge la funzione essenziale di occuparsi, mentre è già grande, dell’altro, che è piccolo. D’altronde nasciamo in balia dell’altro e molto dipende…
Debora era questo scritto. Era uno dei semi del nostro gruppo. Era tenacia ed altruismo. Ciao Debora. Saluta Gorizia anche per me.
Dopo che le nuove tecnologie si sono ampiamente estese ci si chiede quale sia il loro impatto sulla vita delle persone e delle comunità. La loro diffusione è pervasiva, sta interessando ogni ambito e produce…
La biofilia, ovvero la «nostra predisposizione a stabilire un legame emotivo con il mondo vivente» è andata ad atrofizzarsi a causa della marcata antropizzazione (Bolten B., 2022). Una “tendenza” del momento è il biophilic design,…
Leggendo l’articolo del Prof. Peciccia sull’ intelligenza artificiale, ho pesato di realizzare questa storia, di una pagina, basandomi sia sull’articolo che sul racconto “Ricordiamo per voi” di Philip K. Dick.
L’opera “oltre la tempesta” narra, tramite il medium del fumetto, dell’attività omonima organizzata tra le venticinque strutture dell’ l’intero raggruppamento, durante il periodo del lock down dovuto alla pandemia provocata dal virus Covid 19.
Breve storia basata su un paziente inserito presso la struttura "Villa Perla" (Residenza per Disabili, Ge). Vengono prese in analisi le strategie di comunicazione che l'ospite mette in atto nei confronti degli operatori.
Vero è che per tutti la moderna terapia dei disturbi mentali dovrebbe prevedere il passaggio dall’approccio riduzionista biologico e psicofarmacologico a quello biopsicosociale, ambientale e culturale, fondato sulle relazioni e i diritti/doveri e orientato alla revovery. un sistema basato su intensità di cura e specializzazione – di tutti gli operatori – che fa riferimento al modello olistico di salute-. percorsi e progetti da costruire insieme e non posti dove collocare e chiudere le persone. Cio’ è difficile per tutti i pazienti anche quelli che non hanno compiuto reati e non sono soggetti a misure di sicurezza. Anche nei centri di salute mentale persone senza misure di sicurezza vengono “affidate” dalle famiglie e dai curanti con aspettative importanti di cure e si dimentica anche per loro che la cura non è rappresentata dalla prescrizione e collocazione in un luogo sanitarioa, ma è un percorso, che la persona deve scegliere, accettare e costruire nel tempo. E’ molto difficile per queste persone consentire al terapeuta, di agire sul corpo ed ancor più
di entrare nel proprio mondo interno, nell’intimità dei vissuti, di prendere contatto con parti di sè sconosciute, magari inquietanti. Questo avviene anche per persone che non hanno commesso ancora reati e che non richiedono ancora misure di sicurezza.
Occore cercare di comprendere e tollerare il dolore mentale sapendo che la sua cura implica sofferenza, rischi, incertezze. Molta parte del percorso è costituito dalla costruzione, lenta incerta e faticosa di una motivazione al cambiamento. Su questa base relazionale si DEVONO COSTRUIRE I PIANI TERAPEUTICO RIABILITATIVI INDIVIDUALI (PTRI) che non riescono sempre o quasi mai come è successo molte volte a mio figlio.
Grazie per queste importanti riflessioni che, pur se espresse in relazione a pazienti con misure giudiziarie, sono importantissime da ricordare a tutti i curanti e gli operatori e responsabili dei CSM, delle COMUNITA’ TERAPEUTICHE e delle CLINICHE RIABILITATIVE per le persone con disturbi mentali gravi e cronici che comunque non devono mai essere abbandonati e cercare di costruire sempre percorsi alternativi e personalizzati in grado di coinvolgere tutti i soggetti sociali per costruire salujte e benessere di comunità.
Ho usato parole del dott. Pellegrini per esprimere tutto quello che ho cercato di portare avanti nei dialoghi con le istituzioni sia per mio figlio sia per altri pazienti psichiatrici.- Ringrazio e mi scuso.
non si scusi.. dice cose assolutamente giuste, condivisibili e da affermare. E parlo a nome dei famigliari ma sopratutto delle persone con sofferenza psichica. Grazie