Vaso di Pandora

Cos’è la sindrome di Fregoli: cause, sintomi e gestione

La sindrome di Fregoli è un disturbo raro e complesso che appartiene alle cosiddette sindromi deliranti di errata identificazione. Chi ne soffre è convinto che una persona conosciuta assuma sembianze sempre diverse, travestendosi o impersonando individui apparentemente estranei. In questo modo, l’altro viene percepito come familiare nonostante l’aspetto cambi di volta in volta. Si tratta di un’esperienza che provoca paura, diffidenza e confusione, rendendo molto difficile la vita quotidiana e i rapporti interpersonali.

Origini e fattori di rischio

Le cause della sindrome di Fregoli non sono completamente note, ma si ipotizza un intreccio di elementi neurologici, psichiatrici e psicologici. Lesioni cerebrali che riguardano le aree deputate al riconoscimento dei volti, alterazioni a livello dell’emisfero destro e difficoltà di integrazione delle informazioni visive sembrano avere un ruolo importante. Non meno rilevante è l’associazione con disturbi psichiatrici già diagnosticati, come la schizofrenia, i disturbi dell’umore e alcune forme di demenza. Anche eventi traumatici, l’isolamento sociale e la fragilità emotiva possono contribuire a innescare un terreno favorevole.

Tra i possibili fattori scatenanti vanno considerati:

  • condizioni neurologiche che alterano la percezione e la memoria del volto;
  • contesti psicologici segnati da stress, perdita o lutto, che aumentano la vulnerabilità alla comparsa di deliri.

Sintomi e manifestazioni

La sindrome di Fregoli si esprime attraverso convinzioni persistenti e difficilmente scalfibili. La persona è certa che dietro il volto di un estraneo si nasconda qualcuno che già conosce. Da questa percezione nascono vissuti di sospetto, ansia e paura, che possono condurre a comportamenti di evitamento o addirittura a reazioni aggressive se si sente minacciata. Non di rado la vita sociale ne viene compromessa, con un progressivo isolamento e una perdita di fiducia negli altri.

I sintomi più frequenti sono:

  • convinzione che persone diverse siano in realtà un’unica identità familiare che si traveste;
  • vissuti di persecuzione, con la sensazione di essere seguiti o controllati;
  • ansia costante, irritabilità e forte tensione relazionale.

Differenze con altri disturbi di identificazione

La sindrome di Fregoli va distinta da condizioni simili ma non identiche. A differenza della sindrome di Capgras, in cui si crede che un familiare sia stato sostituito da un impostore, qui si mantiene l’idea che la stessa persona cambi aspetto di continuo. Anche rispetto al delirio dei doppi soggettivi, in cui si pensa che esistano copie identiche di sé o di altri, la dinamica è differente: ciò che domina è la trasformazione camaleontica e non la duplicazione. Queste sfumature rendono complessa la diagnosi e richiedono un’analisi attenta da parte degli specialisti.

Impatto sulla vita e sulle relazioni

La conseguenza più evidente della sindrome di Fregoli è la frattura nel legame con la realtà condivisa. Le relazioni diventano terreno di sospetto, i volti familiari appaiono ambigui, la fiducia negli altri si dissolve. Questo porta a isolamento, difficoltà lavorative, conflitti familiari e rischio di comportamenti impulsivi. La qualità della vita ne risulta gravemente compromessa, con un carico emotivo che pesa anche sui caregiver e sulla rete sociale del paziente.

Diagnosi e gestione terapeutica

La diagnosi richiede un approccio multidisciplinare che includa valutazioni neurologiche e psichiatriche. L’obiettivo è distinguere la sindrome di Fregoli da altri deliri simili e ricostruire il quadro clinico generale. Il trattamento è complesso e richiede tempo, ma può portare a miglioramenti significativi se integrato e personalizzato.

Le strategie più utilizzate comprendono:

  • terapie farmacologiche, in particolare antipsicotici e stabilizzatori dell’umore, che aiutano a contenere l’intensità del delirio;
  • percorsi psicoterapeutici orientati alla gestione dell’ansia, alla ristrutturazione delle convinzioni disfunzionali e al recupero del contatto con la realtà.

Accanto a queste forme di cura, si rivelano preziosi anche il sostegno familiare, la psicoeducazione e la creazione di un ambiente stabile e protetto. La conoscenza del disturbo da parte delle persone vicine consente di ridurre il rischio di conflitti e di offrire un supporto più consapevole.

Conclusioni

La sindrome di Fregoli è una condizione rara ma significativa, che mette in discussione i confini stessi dell’identità e della percezione. Riconoscerla e gestirla non è semplice, ma con diagnosi precoce, trattamenti mirati e un contesto relazionale attento è possibile limitare le conseguenze più gravi e restituire al paziente una maggiore serenità. Dietro questo disturbo si cela la fragilità del modo in cui ciascuno di noi riconosce l’altro: un processo delicato che, quando si incrina, ci mostra quanto sottile sia la linea che separa la realtà dalla sua distorsione.

Argomenti in questo articolo
Condividi

Lascia un commento

Leggi anche
cosa fare se lui si allontana
19 Luglio 2026

Cosa fare se lui si allontana: ecco come comportarsi

Poche situazioni generano tanta confusione quanto vedere una persona cambiare atteggiamento all’improvviso. Fino a poco tempo prima era presente, coinvolta, affettuosa. Poi qualcosa sembra modificarsi. I messaggi diventano più radi, le iniziative diminuiscono, le conversazioni…

Nasce Mymentis

L’eccellenza del benessere mentale, ovunque tu sia.

Scopri la nostra rivista

 Il Vaso di Pandora, dialoghi in psichiatria e scienze umane è una rivista quadrimestrale di psichiatria, filosofia e cultura, di argomento psichiatrico, nata nel 1993 da un’idea di Giovanni Giusto. E’ iscritta dal 2006 a The American Psychological Association (APA)

Le Ultime dall'Italia e dal Mondo
Leggi tutti gli articoli
cosa fare se lui si allontana
19 Luglio 2026

Cosa fare se lui si allontana: ecco come comportarsi

Poche situazioni generano tanta confusione quanto vedere una persona cambiare atteggiamento all’improvviso. Fino a poco tempo prima era presente, coinvolta, affettuosa. Poi qualcosa sembra modificarsi. I messaggi diventano più radi, le iniziative diminuiscono, le conversazioni…

Storie Illustrate
Leggi tutti gli articoli
8 Aprile 2023

Pensiamo per voi - di Niccolò Pizzorno

Leggendo l’articolo del Prof. Peciccia sull’ intelligenza artificiale, ho pesato di realizzare questa storia, di una pagina, basandomi sia sull’articolo che sul racconto “Ricordiamo per voi” di Philip K. Dick.

24 Febbraio 2023

Oltre la tempesta - di Niccolò Pizzorno

L’opera “oltre la tempesta” narra, tramite il medium del fumetto, dell’attività omonima organizzata tra le venticinque strutture dell’ l’intero raggruppamento, durante il periodo del lock down dovuto alla pandemia provocata dal virus Covid 19.

Pizz1 1.png
14 Settembre 2022

Lo dico a modo mio - di Niccolò Pizzorno

Breve storia basata su un paziente inserito presso la struttura "Villa Perla" (Residenza per Disabili, Ge). Vengono prese in analisi le strategie di comunicazione che l'ospite mette in atto nei confronti degli operatori.