Questa riflessione nasce da un luogo di calore e autenticità: dall’affetto di un’amicizia vera, dal ricordo di un piatto che conforta l’anima – il sugo di pomodoro con il giusto pizzico di zucchero e sale – e dalla gioia semplice degli arrosticini condivisi, il tutto cementato dall’amore infinito per i Beatles. Ringrazio profondamente Manuel e Sara per l’ispirazione e la cena.
Il verso “take these broken wings and fly – prendi queste ali spezzate e vola/impara a volare” da Blackbird (un inno alla perseveranza) ci pone di fronte a un dilemma fondamentale dell’esistenza: di fronte alla frattura, cosa scegliamo di fare? La risposta non è nel nascondere le ferite, ma nell’esporle. Questa filosofia risuona in modo sorprendente con un’antica pratica estetica giapponese: il Kintsugi (o Kintsukuroi), l’arte di riparare le ceramiche rotte con lacca mescolata a polvere d’oro.
L’arte giapponese del Kintsugi
Nelle Scienze Umane e nell’Estetica Orientale, il Kintsugi è l’espressione massima della filosofia del Wabi-sabi, che trova la bellezza nell’imperfezione.
Le linee d’oro non sono un nascondiglio, ma un sottolineare attivo della storia e delle prove attraversate dall’oggetto. Il vaso riparato non torna al suo valore originale, ma ne acquisisce uno superiore. La frattura, illuminata dall’oro, diventa la parte più pregiata, un punto di svolta trasformativo.
Il verso di McCartney opera lo stesso cambio di paradigma: ci chiede di “Prendere” (accettare) le nostre ali spezzate e non di abbandonarle o nasconderle. Riconoscere la rottura è il primo atto di onestà e libertà che ci permette di trasformare la ferita in materiale prezioso.
“Blackbird” è la colonna sonora del Kintsugi applicato all’anima. Il minimalismo della chitarra e il ritorno all’essenza: la registrazione spartana del brano (solo voce, chitarra acustica e il ritmico tapping del piede di McCartney) riflette un momento di essenzialità forzata. Quando le strutture esteriori e le certezze crollano (le “ali spezzate”), la melodia ci insegna a tornare all’essenza, al ritmo più intimo e sincero della nostra esistenza.
L’oro come simbolo di valore spirituale
Nella poesia, l’oro è simbolo di valore spirituale. La riparazione con l’oro suggerisce che l’atto di imparare a volare non è un mero recupero funzionale, ma un’elevazione spirituale. Il dolore integrato diventa la nostra linea d’oro, la prova tangibile della nostra tenacia. La bellezza nasce lì dove la musica e la rottura si incontrano. Il Kintsugi come l’arte di riparare la nostra narrazione personale.
Quando una crisi ci colpisce, la nostra biografia si spezza. L’atto di imparare a volare è l’atto consapevole di diventare gli artigiani della nostra storia. Significa non lasciare che il capitolo della rottura sia la fine del libro, ma renderlo il capitolo cruciale in cui è stato scoperto l’oro.
Il verso ci incoraggia a forgiare una nuova identità. L’uccello che impara a volare con le ali ferite non è lo stesso di prima. È un individuo che porta su di sé le prove del proprio passato, le cui cicatrici non sono difetti, ma elementi distintivi che testimoniano il coraggio e la fatica della ricostruzione. È la realizzazione del verso finale: “You were only waiting for this moment to be free.”
Il messaggio di Blackbird e del kintsugi
Il Kintsugi e Blackbird ci lasciano un messaggio condiviso e profondamente umano: le rotture della vita non sono difetti da nascondere, ma opportunità per rivelare un nuovo e più profondo livello di bellezza.
A chi sta attraversando il buio, l’arte ci sussurra: la lacca è pronta e l’oro ti aspetta. Il tuo valore non è non essere spezzato, ma nel processo di essere meravigliosamente riparato.
Il modo migliore per concludere questa riflessione è tornare al punto di partenza: l’ascolto di Blackbird.
Adesso chiudi gli occhi e premi play. Isola la voce di McCartney, il suono metallico e ritmico della sua chitarra e il canto lontano del merlo. Immergiti nel paesaggio sonoro. Permetti a quelle sensazioni di attraversarti: la calma nella solitudine, la forza nel minimalismo. Forse, in quei due minuti e diciotto secondi, sentirai anche tu un sussurro: che il momento di imparare a volare è arrivato.



