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Vacanze in famiglia: psicologia di un tempo condiviso

Quella delle vacanze in famiglia è una scelta privilegiata per numerosi italiani. Trascorrere insieme tempo di qualità, che sia in spiaggia sotto l’ombrellone, in montagna facendo escursioni nella natura o nelle città d’arte a scoprire le meraviglie della cultura, è un importante valore per molti nostri connazionali. Secondo i dati recenti dell’Osservatorio della Borsa Internazionale del Turismo, la tendenza a voler viaggiare in compagnia dei propri cari ha registrato un incremento costante negli ultimi anni. Il dato più interessante è che non si tratta soltanto di una peculiarità italiana. A livello europeo, infatti, si riscontra che il 72% di chi va in vacanza ha piacere di farlo con figli e partner. Nel nostro Paese, la percentuale si alza fino al 78%. Trascorrere del tempo spensierato con gli affetti ha effetti benefici sulla nostra psicologia? Scopriamolo nei paragrafi seguenti.

Tutti i benefici di viaggiare insieme

Vacanze in famiglia: una ragazza in vacanza al mare
Sono moltissimi i nostri connazionali, e gli europei, che la vacanza se la immaginano in famiglia

Crescere insieme, condividere esperienze memorabili, arricchire il proprio bagaglio di conoscenze e, ultimo ma non certo meno importante, provare emozioni fantastiche e indimenticabili. I benefici di viaggiare in famiglia sono numerosi, e apportano miglioramenti consistenti al benessere complessivo di chi vi prenda parte. Eppure, anche un momento gioioso come quello della villeggiatura può essere vissuto con ansia, preoccupazioni e sentimenti negativi. Questi, naturalmente, possono pregiudicare l’esperienza. Secondo il parere di psicologi e psicoterapeuti specificamente formati sulle esperienze di viaggio, esistono infatti problematiche da gestire anche quando ci si va a divertire. Sostiene la dottoressa Chiara Di Nuzzo:

“I principali timori, quando si parte con i bambini, riguardano spesso l’organizzazione della vacanza: i ritmi differenti, l’alimentazione, la sicurezza… Sono preoccupazioni comprensibili, le quali però, al tempo stesso, rischiano di mettere in moto un senso di eccessiva prudenza e responsabilità, fin da prima di partire. Viaggiare, infatti, è una fonte di crescita e apprendimento per l’intera famiglia e non deve diventare un amplificatore di paure e stress.”

Al fine di vivere la vacanza al meglio ed evitare zavorre che possono rovinare l’esperienza di tutti, occorre organizzarsi al meglio. In questa maniera, si farà davvero esperienza di un viaggio all’insegna di comfort e benessere, senza inutili preoccupazioni. Il primo passo, fondamentale, è quello di condividere la meta. Per dirlo ancora con le parole dell’esperta Di Nuzzo: 

“Scegliere la destinazione è un momento di coinvolgimento per tutta la famiglia. È utile a instaurare un rapporto di condivisione, ponendo le basi per un’esperienza gratificante. Serve a creare uno spazio di ascolto in cui ogni componente dà voce ai propri desideri, alle proprie aspettative e ai propri bisogni. Una volta scelta la meta, si può alimentare la curiosità programmando attività da fare in loco. Ciò sarà molto utile ai più piccoli. Nutriamo la loro immaginazione con letture, disegni e fotografie.”

L’organizzazione è fondamentale nelle vacanze in famiglia

Naturalmente, gli imprevisti non possono essere pianificati, altrimenti si chiamerebbero in altra maniera. Si può però cercare di ridurli il più possibile. Come fare? Organizzandosi! Iniziamo dallo stilare una lista di punti critici, mettendo in risalto tutti quelli che potrebbero minare la serenità del periodo. Fatto questo, conserviamola in un posto sicuro e teniamola con noi, così da avere sempre le soluzioni a portata di mano. Poi prepariamo la valigia con criterio, non carichiamola troppo. Nel dubbio, meglio che sia troppo leggera. Se ci dovessimo accorgere di aver scordato qualcosa, è sempre possibile acquistarlo in loco. Quando poi scegliamo la struttura ricettiva, teniamo in considerazione le esigenze dell’intera famiglia. Chi vuole rilassarsi deve poterlo fare. Chi vuole scatenarsi, giocare, ballare, cantare e così via, ha altrettanto diritto a essere tenuto in considerazione.

Poiché si esce dalla routine quotidiana, anche se solo per qualche giorno, è bene reimpostare delle regole di convivenza. Le norme devono essere poche, perché siamo pur sempre in vacanza, ma chiare a tutti. Solo così riusciremo a scandire al meglio la giornata dell’intera famiglia. Stabiliamo ritmi e orari chiari, per creare un clima di serenità e tranquillità. Prevediamo un tempo per lo svago e il riposo di tutti, bambini compresi, e definiamo cornici nelle quali dedicarsi a sé stessi e ai familiari, trascorrendo del tempo tutti assieme. Questo periodo può coincidere con l’escursione, la mattinata in spiaggia o la visita di un museo.

Psicologia delle vacanze in famiglia

Il tempo condiviso ha la capacità di ricaricare il nostro corpo come un caricatore attaccato alla rete quando abbiamo il cellulare a 0. Dobbiamo però trascorrerlo serenamente o otterremo esattamente l’effetto contrario, caricandoci di ancora più stress. Affidiamoci ancora ai consigli della psicologa per imparare come rendere le vacanze in famiglia un vero e proprio toccasana per la nostra psicologia:

“Quando si parte con l’intenzione di stare bene insieme, senza rinunciare a spazi di autonomia, ci si può sentire protagonisti della propria avventura. In viaggio, ogni momento di dialogo è un’occasione significativa per lasciare spazio all’ascolto o, al contrario, sentirsi liberi di raccontare le proprie esperienze. Crescere insieme significa anche condividere emozioni. Per i più piccoli è utile trasformare in gioco la condivisione di ciò che è piaciuto di più della giornata, mentre, per rafforzare i legami, una buona idea è scrivere un diario a più mani, a cui associare fotografie di ricordi vissuti. Andare in vacanza insieme significa imparare a trovare il giusto equilibrio tra la vicinanza e la distanza, tra la fiducia, la sicurezza e l’amore reciproco: i cambiamenti e i piccoli imprevisti fanno sempre parte di un viaggio ed è quindi importante saperli accogliere positivamente, rimanendo fiduciosi nelle proprie capacità di adattarsi.”

Leggi anche: “Psichiatria e psicoterapia: nemiche o alleate?“

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