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Un presidente e la pandemia

27 Aprile 2020
1 commento
Un presidente e la pandemia

Le proposte di Trump sulla pandemia e sui “rimedi” hanno già ricevuto una risposta dai tecnici che si sono dimostrati fin troppo benevoli nel ritenerle meritevoli di risposta. Ma forse hanno fatto bene a rispondere, perché il silenzio poteva essere scambiato per tacita approvazione, e magari qualche povero sconsiderato poteva davvero iniettarsi candeggina  o peggio. Due parole soltanto sul possibile ruolo benefico del calore: non siamo coccodrilli, né bisce, siamo omeotermi, e spingere la nostra temperatura corporea oltre i limiti è impossibile o mortale: ci pensa il nostro organismo, nelle infezioni, ad alzarla ma sempre nei limiti consentiti.  Trump ha cercato di salvarsi parlando di sarcasmo: pezo el tacon ch’el buso, dicono a Venezia, perché il COVID non è cosa su cui si possa scherzare.

   Ma l’improprietà di questi suggerimenti va al di là dell’aspetto pseudo-sanitario: hanno una evidente valenza politico – emotiva, coerente con tutta l’impostazione di questa Presidenza. Esprimono la vocazione a proporre soluzioni “decisive”, rapide, violente (potenzialmente bellicose) che possono affascinare, anche grazie a un lessico elementare,  quella frangia di elettorato ignorante che  ha sostenuto Trump. 

   Semplificazione arbitraria, violenza e proiettività sono sorelle: negare la complessità è negare la diversità. “America first” significa fondamentalmente prendersela con gli altri, con la Cina concorrente sleale, con l’Europa parassitaria, con il Messico che sommerge di droga: nel frattempo, tanti americani vivono la loro supremazia continuando a morire in sparatorie e, ora, nella pandemia che li colpisce in modo particolarmente pesante, grazie anche alla mancanza di una efficiente sanità pubblica: ma “la colpa è della OMS”, con la solita risposta proiettiva.  

   Verso la fine del secolo decimonono Burckhardt  annunciava l’arrivo  di “terribles simplificateurs” capaci di affascinare le folle e sottometterle con il loro consenso. Profetico. Nel confronto con l’Oggi può consolarci, paradossalmente, la evidente scarsissima serietà delle “proposte” trumpiane: qualcuno, non so più chi, ha detto che le tragedie storiche si possono ripetere in forma di farsa, e spero sia questo il caso, anche perché la democrazia degli States pare dotata di sufficienti anticorpi contro derive totalitarie. E il mondo scientifico di quel paese fa la sua parte nel ricercare con paziente impegno soluzioni alla pandemia: certo complicate, difficili, lunghe da realizzare.  


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Una risposta.

  1. Giovanni ha detto:

    Mi pare una puntualizzazione dovuta ai nostri lettori che si interrogano sul destino di una società che si sta sgretolando non solo sotto i colpi del Coronavirus ,ma forse soprattutto e conseguentemente sito i colpi di stupide ,presuntuosi e violenti personaggi che arringano folle ignoranti e incapaci oltre che di pensare di tollerare la fatica necessaria per questa funzione.
    Difficile prevedere un futuro che non passi dalla denuncia di tali comportamenti ,chiara decisa è capace di rappresentare una prospettiva di benessere basato sulla conoscenza,la tolleranza e il rispetto dell’altro.

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