Vaso di Pandora

Social e influencer: come il web sta trasformando la professione dello psicologo

Durante la pandemia, quando i vari lockdown ci tenevano forzatamente chiusi in casa, i terapeuti che promuovevano attraverso stories e post come salvaguardare la nostra salute mentale, sono considerevolmente aumentati.

Da quel momento, gli psicologi che affollano i nostri feed social sono triplicati.

Ma chi sono i loro follower? Chi è che segue i consigli dei loro post?

Proviamo a farne un identikit.

La maggior parte sono donne dai 25 ai 40 anni, ma non solo chiaramente. Gli argomenti trattati, infatti, sono i più disparati: si parte dalla salute mentale, fino ad arrivare alla crisi di coppia, al benessere inteso come concetto più generale (e motivazionale, a volte), fino ad arrivare all’insicurezza nell’affrontare determinate situazioni.

La dottoressa Arianna Capulli, psicologa a indirizzo cognitivo-comportamentale, è stata una delle prime professioniste del settore a sbarcare sul web. Ad oggi, conta più di 5.000 follower.

In un’intervista rilasciata a La Repubblica, la dottoressa sostiene che comunicare attraverso i social aiuta molto a far comprendere la figura dello psicologo. Professione su cui c’è ancora molta confusione.

Molti professionisti, infatti, sostengono che l’attività di divulgazione attraverso queste piattaforme ha anche una funzione di prevenzione. Avvicina, infatti, a questo mondo anche chi fino ad allora si mostrava scettico e chi era convinto di non averne bisogno.

Non mancano, ovviamente, gli scettici a riguardo. Anche tra gli stessi professionisti ci si domanda se questo tipo di attività è, in fondo, solo una moda o potrà diventare nel tempo uno strumento davvero utile sia alla società, ma anche agli stessi professionisti.

I dubbi sono molteplici: se si incorre in qualche truffatore? Se si dà poi la sensazione di potersi affidare solo a quei post gratuiti sui social per affrontare un percorso di terapia?

Le domande sono molte e sono ancora fonte di dibattito nel settore.

Però gli aspetti positivi della questione sono cavalcati da chi, invece, crede nelle potenzialità social e porta avanti la  causa aumentando di mese in mese i propri follower a colpi di stories e clip TikTok.

La questione è ancora aperta. I dibattiti sono molti, come anche le stories.

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