Storie

Salomon Resnik

Antonio Maria Ferro
13 Marzo 2017
2 commenti
Salomon Resnik

Salomon Resnik

Ho conosciuto Salomon Resnik alla scuola di Specializzazione in Psichiatria alla Cattolica Policlinico Gemelli a Roma nel 1976 e fu subito un colpo di fulmine quando, dietro allo specchio unidirezionale, lo vidi “dialogare” con le parole, le espressioni, il gioco, e soprattutto una sveglia, con un bimbo autistico che a me sembrava del tutto lontano da ogni possibile relazione e che invece…

il ritmo dell’orologio… le parole melodiche, in quell’italiano così arricchito dalla musicalità spagnola del Professore, ed il bimbo entrò, timoroso ed eccitato, in relazione!
Terzian a Verona in Neurologia, Jervis a Reggio Emilia dove allora lavoravo ed ora il professore mi insegnavano la speranza e mi ricorderanno sempre che il pessimismo a priori è la forza distruttiva
dei deboli e degli incapaci.
Forse lavoro ora volentieri con Gianni Giusto ed i colleghi del Gruppo Redancia e di Villa del Principe perché un Massimo Comun Denominatore che ci unisce è rappresentato da un lato proprio dal non perdere mai la speranza nel cambiamento terapeutico e dall’altro dalla curiosità costante nell’imparare e nello studiare.
Resnik mi insegnò sempre che molto noi potevamo imparare dagli stessi pazienti mentre mi ricordava sempre, con Luc Ciompi, che la speranza, lo studio, la ricerca sono fattori prognostici positivi, importanti in psichiatria.
Dagli anni ottanta del secolo scorso ho proseguito un’attività di supervisione,individuale e di gruppo, con il Maestro fino a pochi mesi dalla sua morte: ci eravamo sentiti a gennaio e speravo di incontrarlo in primavera… in realtà forse pensavo,ma anche lui lo pensava un po’, quando lo vidi l’ultima volta a Venezia ed andammo insieme in un “bacaro” a gustare dei “cicchetti” con un'”ombra”di rosso, che fosse eterno!
Il luogo è stato soprattutto Venezia, a Dorsoduro vicino alla Gugghenheim, dove il professore veniva tutti i mesi e dove ha sempre avuto molti amici ed allievi… per me sono sempre stati incontri molto ricchi ed emozionanti, anche perché tornavo nella città dove sono nato e dove rinascevo un po’ ogni volta che incontravo Salomon Resnik.
Nel 1996, quando diressi l’Ospedale di Psichiatria delle Suore di Santa Giuliana a Verona, ebbi poi la fortuna di lavorare insieme a lui con gruppi di pazienti ricoverati e potei così migliorare sul campo non poco la mia conoscenza del linguaggio psicotico ed affinare il mio metodo terapeutico.
A Savona venne molte volte in congressi e seminari, finalizzati soprattutto ai temi della conoscenza e della cura delle malattie psichiche gravi, soprattutto le Psicosi.
In realtà Salomon Resnik è stato e resterà uno dei maggiori studiosi, ricercatori e terapeuti delle Schizofrenie e delle Psicosi Affettive, che il Novecento abbia avuto.
Ricordo l’ultimo congresso dal titolo “Le forme espressive della manie” al quale partecipò a Savona, nel dicembre del 2012, e la sua splendida relazione sulla Psicosi Maniaco-Depressiva a partire dal quadro di VanGogh del campo con il grano giallo, giallissimo, attraversato da neri corvi: così dialogò con noi sul fondo “nero” presente anche nell’euforia del paziente maniacale.
Caro professore grazie per sempre, anche da parte di tutti i colleghi savonesi che hanno avuto la fortuna ed il piacere di conoscerLa e di tutti i colleghi che negli anni ho conosciuto nei gruppi
“veneziani”.



2 risposte.

  1. luigi ferrannini ha detto:

    Grazie, professore, anche da parte mia. che ho partecipato a numerose supervisioni a Venezia.
    Luigi F.

  2. Guest ha detto:

    Grazie Antonio
    Grazie di avermi fatto conoscere Resnik
    Grazie di partecipare al nostro progetto
    G

Aggiungi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scopri come vengono trattati i tuoi dati