Vaso di Pandora

QUANDO DICK VEDEVA COSE CHE NOI UMANI…

Commento all’articolo apparso su La Repubblica il 26/11/2015

QUANDO DICK VEDEVA COSE CHE NOI UMANI…

di Pasquale Pisseri

 

Questo articolo ci dà l’occasione di proseguire il discorso avviato su Jung e il suo Libro Rosso. Fatte le debite proporzioni fra il peso dei due Autori, ci riporta al problema delle valenze creative e sociali di esperienze la cui tipologia ci induce a ritenerle folli, e anzi finisce con l’incoraggiare al riesame critico del concetto di disturbo mentale. Il DSM IV-TR dedica una paginetta alla sua definizione , riconoscendone la problematicità che pare escludere una precisa delimitazione.

 

Ciò è confermato dalla stessa molteplicità dei criteri proposti: sofferenza, discontrollo, svantaggio, disabilità, rigidità, irrazionalità, deviazione da una o più medie, rispondenza a un modello sindromico o a una eziologia.

 

 

Ognuno di questi può essere un indicatore utile ma parziale, e non copre pienamente il concetto; questo, anche se non si tenesse nel dovuto conto l’importante variabile connessa ai differenti ambiti culturali. Il DSM finisce col ricorrere a un criterio estremamente empirico: il disturbo è una sindrome comportamentale o psicologica comportante sofferenza o disabilità o perdita di libertà, o l’aumentato rischio che esse si verifichino. Ma questo è sempre vero? 

 

L’articolo parla di Philip K. Dick, già scrittore affermato e forse tossicodipendente, il quale nel Febbraio – Marzo ’74 ha sperimentato uno stato mentale con allucinazioni visive e uditive, premonizioni, stati d’animo estatico – fusionali – oceanici, intenso turbamento emotivo. Ha cercato di verbalizzare il tutto in un testo molto corposo ma a quanto pare caotico, pubblicato dopo che qualcuno lo aveva riordinato, e che esce ora in Italia. E’ da tener presente che in quegli anni e in quell’ambiente erano vivaci le spinte irrazionalistiche che giungevano a ricercare in stati di questo tipo un problematico accesso a livelli superiori di conoscenza, magari con l’aiuto di droghe psichedeliche come preconizzato, fra gli altri, da un T. Leary.

Su ben altro fronte questa condizione, di solito reversibile come in questo caso, è stata ampiamente descritta nella letteratura psichiatrica classica da Autori come Magnan, Kleist, Leonhard, H. Ey, e variamente delimitata e denominata: bouffée delirante, psicosi cicloide, psicosi schizoaffettiva, e infine disturbo schizofreniforme, disturbo psicotico breve…
Ma credo che la lettura medica, pur doverosa, non sia l’unica lecita e ammissibile.

Intanto c’è da dire che i criteri definitori di disturbo mentale fondamentalmente funzionalistici proposti – in mancanza di meglio – dal DSM non sembrano applicarsi a Dick, autore di fantascienza di notevole successo, che fra l’altro ha fornito il materiale per “Blade Runner”, film di fantascienza fra i migliori. Possibile dunque una efficace fruizione personale e sociale di esperienze che non possiamo che definire folli. Possiamo ipotizzare che il successo di produzioni di questo tipo nasca dalla possibilità offerta di assistere da spettatori, e relativamente senza rischi, situazioni di follia, godendone il fascino ma senza esserne coinvolti più di tanto.

Tuttavia, gli esempi non si limitano al campo della letteratura o dello spettacolo (o dell’arte: si pensi a Bosch).

Si parva licet componere magnis, si pensi agli esempi ampiamente e ripetutamente citati di Maometto e di Giovanna d’Arco, la cui esperienze allucinatorie (ma genuine??) sono state l’origine di durevoli successi politico – militari; a questi vanno aggiunti quelli dei grandi mistici, da Meister Eckart a S. Giovanni della Croce a S. Teresa d’Avila e a quanti con le loro opere hanno dimostrato la comunicabilità e perfino fruibilità collettiva delle loro esperienze-limite, che divenendo patrimonio condiviso paiono uscire da quella impostazione narcisistica che si ritiene prevalente nelle psicosi.

 

Infine, non è da dimenticare il Dante Alighieri del Paradiso, pur se egli pare tener ben presente l’appartenenza alla categoria dell’immaginario di questa sua fantasia fusionale: “A quella luce cotal si diventa – che volgersi da lei per altro aspetto – è impossibil che mi si consenta… La mia mente fu percossa – da un fulgore che in sua voglia venne. – All’alta fantasia qui mancò possa – ma già volgeva il mio desio e il velle – sì come rota che igualmente è mossa – l’Amor che move il sole e l’altre stelle”. Dettaglio interessante: il fulgore qui descritto pare tornare pari nell’inizio della crisi di Dick. Un raggio di luce parte da un ciondolo a forma di pesce (simbolo cristiano) e lo investe, piombandolo in un momento fusionale che gli fa riapparire all’istante “tutta” la sua esperienza vissuta.

Si apre così – ed è meglio chiuderlo rapidamente – l’intrigante capitolo dell’esperienza mistica, che solo avventatamente potremmo liquidare come (sempre) patologica. Basti ricordare che il misticismo – interesse all’esperienza mistica quale approccio al divino non per via razionale ma estatica e fusionale – fa parte da sempre della storia della cultura.

 

Tralasciando quello nato in altri contesti, dal buddismo zen al sufismo islamico, nel mondo occidentale nasce già con i neoplatonici, e suscita ancora l’interesse di un Kierkegaard e di un Bergson. Anche Freud se ne occupa, chiedendosi se il sentimento oceanico che ritrova in molte persone sia l’origine delle elaborazioni religiose. Da razionalista di buon senso, rinuncia esplicitamente a circoscrivere con definizioni queste regioni mal delimitate; e con rispetto riconosce che certe pratiche mistiche possono riuscire a rovesciare i normali rapporti fra diverse aree psichiche, così che, per esempio, la percezione sia in grado di cogliere eventi profondamente radicati nell’Io o nell’Es. Anche se, prosegue, è lecito dubitare che per questa via si possa giungere alla sapienza suprema e alla salvezza, può ammettere che gli sforzi terapeutici della psicoanalisi seguano una via in parte analoga. Osa infine una succinta definizione della mistica che, mi pare, lo porta a ritenerla mal commensurabile con i suoi schemi teorici: è “l’oscura auto-percezione del mondo che è al di fuori dell’Io, dell’Es”.

Si riconosce così al confine del proprio sapere, e non possiamo che imitarlo.

Condividi

Lascia un commento

Leggi anche
test bipolarità
28 Febbraio 2024

Bipolarità: il test di autoscreening fai da te

La bipolarità, nota in passato come disturbo maniaco-depressivo, è un disturbo dell’umore che causa alterazioni del tono dell’umore, oscillando tra fasi depressive e fasi maniacali o ipomaniacali. Si tratta di una condizione complessa da diagnosticare,…

False credenze sulla psicologia: una ragazza parla con un terapeuta
27 Febbraio 2024

Cinque false credenze sulla psicologia di cui diffidare

Quando si attraversano situazioni di difficoltà o si percepisce forte malessere, è perfettamente naturale avvertire la necessità di richiedere un aiuto specialistico. Talvolta, però, si è restii a farlo, a causa di pregiudizi e falsi…

Scopri la nostra rivista

 Il Vaso di Pandora, dialoghi in psichiatria e scienze umane è una rivista quadrimestrale di psichiatria, filosofia e cultura, di argomento psichiatrico, nata nel 1993 da un’idea di Giovanni Giusto. E’ iscritta dal 2006 a The American Psychological Association (APA)

Attualità
Leggi tutti gli articoli
L'effetto dei social media sui giovani
26 Febbraio 2024

L’effetto dei social media sui giovani

Ancora prima di affrontare l’articolo affiora un ricordo: forse tredicenne, torno a casa, un pomeriggio dopo la scuola, e all’ingresso registro qualcosa di diverso. Sul telefono grigio della SIP, sul disco, c’è un lucchetto.

25 Gennaio 2024

Facciamo caso…

In un recente articolo, pubblicato sul Corriere della Sera, una delle scrittrici italiane più vivaci, racconta di avere fatto delle ipotesi a proposito di alcune sue problematiche odierne, quali non riuscire ad abbracciare il marito…

Storie Illustrate
Leggi tutti gli articoli
8 Aprile 2023

Pensiamo per voi - di Niccolò Pizzorno

Leggendo l’articolo del Prof. Peciccia sull’ intelligenza artificiale, ho pesato di realizzare questa storia, di una pagina, basandomi sia sull’articolo che sul racconto “Ricordiamo per voi” di Philip K. Dick.

24 Febbraio 2023

Oltre la tempesta - di Niccolò Pizzorno

L’opera “oltre la tempesta” narra, tramite il medium del fumetto, dell’attività omonima organizzata tra le venticinque strutture dell’ l’intero raggruppamento, durante il periodo del lock down dovuto alla pandemia provocata dal virus Covid 19.

Pizz1 1.png
14 Settembre 2022

Lo dico a modo mio - di Niccolò Pizzorno

Breve storia basata su un paziente inserito presso la struttura "Villa Perla" (Residenza per Disabili, Ge). Vengono prese in analisi le strategie di comunicazione che l'ospite mette in atto nei confronti degli operatori.

سكس شباب english blue film video hot movies in hindi petite inked thai teen with hairy pussy rides dick in pov video sex melayu boleh ariana marie romance roses more itunda net kunyaza indian sex videos big titted vanesa will satisfy her dick thirst by deflowering a young and shy teacher main dengan adik ipar free sex video uk ashley adams in why daddy xxx bf video indian ब प ट र पल एक स ब प स क स द न ब स तर म एक मज द र र मप क ल ए एर क क जग त ह indian school girl sex hd