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Cos’è il neurofeedback? I 6 principi alla base dei processi neurocognitivi

Il neurofeedback è una tecnica avanzata per “allenare” il proprio cervello che sta ricevendo sempre più attenzione negli ultimi anni proprio per il suo potenziale nel migliorare le funzioni cognitive e il benessere mentale.
Basato sui principi della neuroscienza e del condizionamento operante, il neurofeedback si concentra sulla modulazione delle attività cerebrali attraverso il feedback in tempo reale.

Cos’è il neurofeedback e quali sono i sei principi fondamentali che guidano i processi neurocognitivi sottostanti?

Il Neurofeedback in breve

Il Neurofeedback, noto anche come elettroencefalografia (EEG) biofeedback, è una forma di addestramento cerebrale che utilizza dispositivi di monitoraggio dell’attività cerebrale per fornire feedback visivo o uditivo in tempo reale. In altre parole, si tratta di un metodo terapeutico non invasivo che modifica il funzionamento del nostro cervello e la nostra attività cognitiva inviando informazioni che hanno lo scopo di educare e normalizzare gli stimoli cerebrali.
Questo feedback viene utilizzato per aiutare le persone a regolare le loro onde cerebrali e migliorare le funzioni cognitive, emotive e comportamentali.

cellule celebrali colorate
I neurofeedback ci permettono di conoscere più a fondo noi stessi e il meccanismo alla bese delle nostre emozioni.

I 6 principi neurocognitivi fondamentali

  1. Neuroplasticità: il cervello umano è in grado di cambiare e adattarsi in risposta all’esperienza e all’allenamento, proprio come un muscolo, ma in senso più ampio e profondo. Il neurofeedback sfrutta questa capacità intrinseca del cervello per promuovere cambiamenti positivi nell’attività cerebrale del paziente.
  2. Retroazione in tempo reale: ricevere un feedback in tempo reale sull’attività cerebrale consente alle persone di osservare e regolare le proprie onde cerebrali. Questo processo di apprendimento consente loro di modulare le loro funzioni cognitive e comportamentali e di comprendere come intervenire su di esse per controllarle
  3. Apprendimento operante: il neurofeedback si basa sul principio dell’apprendimento (o condizionamento) operante, in cui i comportamenti sono modulati attraverso rinforzi positivi o negativi. Nel caso del neurofeedback, ad esempio, i feedback visivi o uditivi forniscono una forma di rinforzo per incoraggiare determinati modelli di attività cerebrale.
  4. Specificità del protocollo: i protocolli di neurofeedback sono progettati per indirizzare specifiche funzioni cognitive o comportamentali. Ciò significa che i protocolli possono essere personalizzati per le esigenze individuali di ogni persona, concentrandosi su aree come l’attenzione, la gestione dello stress o il controllo emotivo, a seconda delle necessità.
  5. Consistenza e pratica: come per qualsiasi forma di addestramento, la consistenza e la pratica sono fondamentali per ottenere risultati significativi con il neurofeedback. L’esercizio regolare può portare a cambiamenti significativi nell’attività cerebrale e nelle funzioni cognitive nel tempo.
  6. Collaborazione terapeuta-paziente: il successo del neurofeedback dipende, molto più di quanto si possa pensare, dalla collaborazione stretta tra il terapeuta e il paziente. Per poter guidare il processo, il terapeuta deve poter valutare i progressi man mano e adattare i protocolli di neurofeedback in base alle risposte individuali del paziente. La complicità, la sincerità e la fiducia tra paziente e terapeuta è dunque imprescindibile per la buona riuscita del trattamento.

Applicazioni e benefici del Neurofeedback

Il neurofeedback viene ad oggi utilizzato con successo in una varietà di contesti: si tratta di un metodo terapeutico nuovo e in costante espansione ed evoluzione che probabilmente troverà applicazione sempre più ampia e specializzata.

Lo scopo principale del neurofeedback è quello di migliorare le prestazioni cognitive. Questo trattamento può infatti aiutare a migliorare l’attenzione, la memoria, il tempo di reazione e altre funzioni cognitive allenando ed educando il cervello a generare le onde cerebrali adeguate in base alle necessità.

L’allenamento attraverso questo trattamento può, inoltre, aiutare a ridurre il livello di stress e di ansia e promuovere il raggiungimento di stati di calma e di rilassamento.

Sono sempre di più i casi di successo che vedono il neurofeedback impiegato nel trattamento di disturbi neurologici e psichiatrici, come come l’ADHD, l’autismo, la depressione, l’emicrania e altro ancora.

Il neurofeedback offre una promettente strada verso il miglioramento delle funzioni cognitive e del benessere mentale attraverso l’addestramento cerebrale mirato, che diventa possibile grazie alla comprensione dei principi neurocognitivi fondamentali e all’impegno costante.

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