Vaso di Pandora

Natale, il sacro obbligo dell’abbuffata

Commento all’articolo di Marino Niola apparso su La Repubblica l’11/12/2019

Marino Niola ci dice che le abbuffate natalizie non sono affatto un tradimento del vero spirito natalizio, poiché già nel passato classico  certe cerimonie religiose erano riempite da vere orge mangerecce: i nostri usi e consumi di Natale sono figli di quella lontana convivialità rituale.

Lontana culturalmente ( ma fino a che punto?), non necessariamente nel tempo. In certe cerimonie induiste animali sacrificati alla divinità vengono poi ancor oggi tranquillamente consumati, anche se di solito non immediatamente.   E’ evidente qui, e non solo qui, il legame fra il sacrificio e quell’atto necessariamente violento che è l’ingerire, il divorare (v. Le sacre du printemps di Stravinskij, La violenza e il sacro di Renè Girard).   

Di fatto, il banchetto, più o meno legato a valenze religiose,  rappresenta un forte momento  identitario di una collettività: da quelle maggiori ( la comunità cristiana che si riconosce, in un modo o nell’altro, nel Natale) fino  a quei piccoli gruppi o microsocietà formalizzate che ritrovano coesione in una rimpatriata, in un pranzo sociale .   

Un lontano ascendente si può trovare in certe usanze Zulu. Da Speckmann, citato da Levy-Bruhl:  “prima che il popolo si disperda , bisogna che l’atto principale della festa, cioè la consacrazione di tutto il popolo, abbia luogo. Il re, attorniato dai suoi sciamani, mescola diversi prodotti del suolo, canne da zucchero, grano, zucche, con la carne di una vittima (viene in mente il nostro cappon magro…)  e delle medicine, e fa cuocere il tutto dentro grandi vasi; poi ritira con le sue stesse mani l’infuso, e ne dà da assaggiare un poco a tutti i presenti. Chi ne ha mangiato è consacrato per l’intero anno.” Ed essere consacrato significa anche, se non esclusivamente, esser riconosciuto come membro a pieno titolo della collettività.   

Tornando alla nostra storia culturale, ricorderei almeno  due importanti momenti conviviali: il banchetto di Trimalcione nel Satyricon  e il pranzo con cui Mann inizia “I Buddenbrook”, momenti entrambi che esprimono lo stile di due  tipi di società: il primo, di un impero che si è impadronito di larga parte del mondo conosciuto depredandolo e ora festeggia smodatamente il raggiunto privilegio, con un atto che lo conferma e realizza concretamente; il secondo, manifestazione  di una società mercantile  alto- borghese che si esprime con un lusso tuttavia contenuto e alieno da eccessi. Il contenimento si effettua con l’adesione a un rituale, il galateo. Adesione piena nel caso dei Buddenbrook,  abbandonata o riformulata in certe mangiate smodate.    

Più evidente in queste, ma credo  sempre presente in tutti i banchetti, un momento maniacale, di esaltazione, di sfida al limite; come ogni momento maniacale, è una sfida alla depressione: a quel momento depressivo che forse ripete quello ipotizzato nel lattante che a un certo momento  deve smettere di succhiare con godimento, perché il seno è svuotato o perché la pancia è  troppo piena. 

Probabilmente  non è un caso che proprio le giornate natalizie, piene di imponenti mangiate, coincidano con il solstizio d’inverno,  in un risposta maniacale integrata dallo sfavillare di mille luci: reazioni  entrambe alla depressione  suscitata dall’illanguidirsi progressivo della luce solare che potrebbe sollecitare, se non esorcizzata, fantasie di fine. E’ divenuto necessario  che la nascita di Cristo, proponente un nuovo patto, sia stata  collocata in queste giornate,  in assenza di una qualunque prova storica che la leghi ad esse, come prima  lo è stato il culto del Sol invictus.          

Non possiamo dimenticare che  il divorare in eccesso può costituire non raramente la risposta a una atavica condizione di cronica fame; anche in questo senso ha un carattere di negazione maniacale, naturalmente favorita anche dall’alcool. E comunque il festino natalizio non è praticato soltanto nelle classi sacrificate, ma anche in quelle privilegiate: queste tutt’al più – per distinguersi anche in ciò – spostano l’accento dalla quantità di cibo a una qualità e raffinatezza qualificanti ed esclusive.

Condividi

Lascia un commento

Leggi anche
False credenze sulla psicologia: una ragazza parla con un terapeuta
27 Febbraio 2024

Cinque false credenze sulla psicologia di cui diffidare

Quando si attraversano situazioni di difficoltà o si percepisce forte malessere, è perfettamente naturale avvertire la necessità di richiedere un aiuto specialistico. Talvolta, però, si è restii a farlo, a causa di pregiudizi e falsi…

Frasi di psicologi famosi
26 Febbraio 2024

Le 10 frasi più belle di psicologi famosi

L’ambito della psicologia, con le sue profonde intuizioni sul comportamento umano e sulla mente, ha fornito al mondo un’abbondante collezione di pensieri e riflessioni significative. Gli psicologi di fama mondiale, attraverso il loro impegno costante…

L'effetto dei social media sui giovani
26 Febbraio 2024

L’effetto dei social media sui giovani

Ancora prima di affrontare l’articolo affiora un ricordo: forse tredicenne, torno a casa, un pomeriggio dopo la scuola, e all’ingresso registro qualcosa di diverso. Sul telefono grigio della SIP, sul disco, c’è un lucchetto.

Scopri la nostra rivista

 Il Vaso di Pandora, dialoghi in psichiatria e scienze umane è una rivista quadrimestrale di psichiatria, filosofia e cultura, di argomento psichiatrico, nata nel 1993 da un’idea di Giovanni Giusto. E’ iscritta dal 2006 a The American Psychological Association (APA)

Attualità
Leggi tutti gli articoli
L'effetto dei social media sui giovani
26 Febbraio 2024

L’effetto dei social media sui giovani

Ancora prima di affrontare l’articolo affiora un ricordo: forse tredicenne, torno a casa, un pomeriggio dopo la scuola, e all’ingresso registro qualcosa di diverso. Sul telefono grigio della SIP, sul disco, c’è un lucchetto.

25 Gennaio 2024

Facciamo caso…

In un recente articolo, pubblicato sul Corriere della Sera, una delle scrittrici italiane più vivaci, racconta di avere fatto delle ipotesi a proposito di alcune sue problematiche odierne, quali non riuscire ad abbracciare il marito…

Storie Illustrate
Leggi tutti gli articoli
8 Aprile 2023

Pensiamo per voi - di Niccolò Pizzorno

Leggendo l’articolo del Prof. Peciccia sull’ intelligenza artificiale, ho pesato di realizzare questa storia, di una pagina, basandomi sia sull’articolo che sul racconto “Ricordiamo per voi” di Philip K. Dick.

24 Febbraio 2023

Oltre la tempesta - di Niccolò Pizzorno

L’opera “oltre la tempesta” narra, tramite il medium del fumetto, dell’attività omonima organizzata tra le venticinque strutture dell’ l’intero raggruppamento, durante il periodo del lock down dovuto alla pandemia provocata dal virus Covid 19.

Pizz1 1.png
14 Settembre 2022

Lo dico a modo mio - di Niccolò Pizzorno

Breve storia basata su un paziente inserito presso la struttura "Villa Perla" (Residenza per Disabili, Ge). Vengono prese in analisi le strategie di comunicazione che l'ospite mette in atto nei confronti degli operatori.

سكس شباب english blue film video hot movies in hindi petite inked thai teen with hairy pussy rides dick in pov video sex melayu boleh ariana marie romance roses more itunda net kunyaza indian sex videos big titted vanesa will satisfy her dick thirst by deflowering a young and shy teacher main dengan adik ipar free sex video uk ashley adams in why daddy xxx bf video indian ब प ट र पल एक स ब प स क स द न ब स तर म एक मज द र र मप क ल ए एर क क जग त ह indian school girl sex hd