Vaso di Pandora

Narrare la depressione maggiore per uscire “fuori dal blu”

Commento all’articolo di P. Chesi, L. Reale, M.G. Marini apparso sul Sole 24 Ore del 05/02/2020

Narrare la depressione maggiore per uscire “fuori dal blu”

di Pasquale Pisseri

Gli Autori  precisano giustamente, a scanso di equivoci, che stanno parlando di depressione maggiore, non di quelle semplici deflessioni dell’umore che finiscono con lo sconfinare nella comune e jaspersianamente comprensibile tristezza: la definizione di questo limite pone tuttora, a tanti decenni dal freudiano  “Lutto e Melanconia” notevoli problemi teorici e anche operativi: farmaci sì- farmaci no?

Ci parlano di un progetto di Medicina narrativa che chiamano “Fuori dal blu“, volto a “raccontare la depressione attraverso una raccolta di narrazioni che ha stimolato l’uso di un linguaggio diverso da quello clinico, fatto di parole semplici e non giudicanti”. Hanno interpellato e chiesto un contributo a un centinaio di pazienti, e ai familiari e agli psichiatri curanti di ciascuno.

Sembra una iniziativa interessante, perché è un ulteriore invito a uscire da un approccio scientistico e classificatorio, dando la parola a chi sperimenta il male, ma non soltanto a lui. A quanto ho capito, non ci si aspetta necessariamente una risposta dal lettore, e quindi come ogni attività di tipo letterario non ha carattere di dialogo ma di “bouteille a la mer” inviata a tutti e a nessuno. Questa può essere una limitazione ma  anche una facilitazione, poiché è possibile che esprimersi con lo scritto  solleciti minore angoscia rispetto all’incontro faccia a faccia ( o sul lettino) e può essere un compromesso fra il bisogno di comunicare e la richiesta di solitudine: entrambi paradossalmente coesistenti un po’ in tutti noi ma in particolare nel melanconico.

Può esistere una solitudine creativa, l’isolarsi per creare,  ma non è questo il caso del paziente melanconico: la sua è una solitudine – isolamento, con chiusura alla dimensione del dialogo, solitudine radicale che viene ad emergere nella condicio humana melancholica (v. Buber e Tellenbach, citati da Callieri). L’invito ad esprimersi con la mediazione dello scritto può  stimolarlo a  rivolgersi comunque all’Altro, in una apertura radicalmente umana che prescinde da diagnosi e tecnicismi. Ma ciò che è stimolante nella esperienza qui descritta è proprio il mettere a confronto questo risvolto con l’approccio necessariamente tecnico  (ma in misura molto variabile) dello psichiatra curante.

Sappiamo del valore terapeutico della narrazione, e non solo di quel suo prototipo, la narrazione creata a due mani che prende forma nel rapporto analitico: scrivere delle proprie ansie, tristezze, preoccupazioni, esperienze vissute, storie interiori di vita, modi di essere e di vivere, può dar ordine e senso al vissuto (non senza, tuttavia, un rischio di ingannevole razionalizzazione). Con la narrazione si tocca il confine con la melanconia ispiratrice di creazioni e così cara ai romantici: Leopardi, Foscolo, Baudelaire: “quand le ciel bas et lourde pese comme un couvercle…”.  Ma non è solo dei romantici: Michelangelo scriveva “la mia allegrezza è la malinconia”.

Giustamente Borgna la definisce esperienza umana e psicologica, metafisica e clinica, quotidiana e letteraria…  Aggiunge che i rapporti fra queste dimensioni ammettono tante sfumature: che anche “la malinconia clinica può sollecitare e sfidare una esistenza quotidiana e banale, come quella di ognuno di noi, fino a farne riemergere strutture di significato e aree di introspezione inimmaginabili prima della esperienza depressiva”.

Questi temi hanno fatto oggetto di un importante convegno tenuto quasi un anno fa nella Sala Convegni del Centro Terapeutico La Tolda, nonché di una recensione di Caterina Vecchiato a  Ugo Morelli, che ci  parla della “sofferenza fisica e mentale anche nella sua dimensione creativa. Forse è proprio la fragilità o l’incertezza o il fatto stesso che alcuni di noi sono in grado di tollerarla che consente l’innovazione e la consapevolezza di poter generare ciò che prima non c’era”.

Benchè ampiamente dissodato, il problema dei rapporti fra turba mentale e creatività artistica resta in larga parte irrisolto: certo il poter passare da uno stato d’animo alla sua espressione creativa, fruibile e arricchente richiede quel misterioso ingrediente che è il talento. Ma ciò va al di là delle intenzioni di questi autori.

Condividi

Lascia un commento

Leggi anche
una persona prende molte patatine da un tavolo pieno di cibo
16 Aprile 2024

Abbuffate compulsive: comprendere e gestire il disturbo

Le abbuffate compulsive, anche conosciute come disturbo da alimentazione incontrollata (Binge Eating Disorder, BED), sono un disturbo alimentare caratterizzato da episodi ricorrenti di eccessivo consumo di cibo, in cui si ha la sensazione di perdere…

Amare la solitudine: un uomo solo seduto su una panchina
16 Aprile 2024

Amare la solitudine: elementi da considerare

Si tende a pensare che le persone amanti della solitudine siano timide, riservate o addirittura asociali. In realtà, però, si tratta soltanto di pregiudizi, che spesso hanno poco a che fare con la verità. Imparare…

come calmare l'ansia velocemente
16 Aprile 2024

5 piccoli consigli su come calmare l’ansia velocemente

L’ansia è una condizione comune che può manifestarsi in diverse situazioni, causando sensazioni di paura, preoccupazione e disagio. Quando l’ansia diventa travolgente, può influire negativamente sulla qualità della vita. In questo articolo, vi daremo 5…

Nasce Mymentis

L’eccellenza del benessere mentale, ovunque tu sia.

Mymentis

Scopri la nostra rivista

 Il Vaso di Pandora, dialoghi in psichiatria e scienze umane è una rivista quadrimestrale di psichiatria, filosofia e cultura, di argomento psichiatrico, nata nel 1993 da un’idea di Giovanni Giusto. E’ iscritta dal 2006 a The American Psychological Association (APA)

Attualità
Leggi tutti gli articoli
9 Aprile 2024

Suicidi in carcere: riflessioni

Nei primi tre mesi del 2024 sono 28 i suicidi nelle carceri. Un fenomeno complesso dove si intrecciano molteplici fattori: carenze della prevenzione, sovraffollamento, violenze, precarietà, scarse occasioni studio, lavoro e alloggi, povertà, migrazioni, uso…

Storie Illustrate
Leggi tutti gli articoli
8 Aprile 2023

Pensiamo per voi - di Niccolò Pizzorno

Leggendo l’articolo del Prof. Peciccia sull’ intelligenza artificiale, ho pesato di realizzare questa storia, di una pagina, basandomi sia sull’articolo che sul racconto “Ricordiamo per voi” di Philip K. Dick.

24 Febbraio 2023

Oltre la tempesta - di Niccolò Pizzorno

L’opera “oltre la tempesta” narra, tramite il medium del fumetto, dell’attività omonima organizzata tra le venticinque strutture dell’ l’intero raggruppamento, durante il periodo del lock down dovuto alla pandemia provocata dal virus Covid 19.

Pizz1 1.png
14 Settembre 2022

Lo dico a modo mio - di Niccolò Pizzorno

Breve storia basata su un paziente inserito presso la struttura "Villa Perla" (Residenza per Disabili, Ge). Vengono prese in analisi le strategie di comunicazione che l'ospite mette in atto nei confronti degli operatori.

سكس شباب english blue film video hot movies in hindi petite inked thai teen with hairy pussy rides dick in pov video sex melayu boleh ariana marie romance roses more itunda net kunyaza indian sex videos big titted vanesa will satisfy her dick thirst by deflowering a young and shy teacher main dengan adik ipar free sex video uk ashley adams in why daddy xxx bf video indian ब प ट र पल एक स ब प स क स द न ब स तर म एक मज द र र मप क ल ए एर क क जग त ह indian school girl sex hd