Cultura

Masse e potere: perché Freud resta attuale

28 Novembre 2021
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Masse e potere: perché Freud resta attuale

Commento all’articolo di Massimo Recalcati apparso su La Repubblica il 23/11/2010

  Massimo Recalcati ci riparla di quel classico freudiano che è “Psicologia delle masse e analisi dell’Io”, che tratta del fanatismo di un gruppo sottomesso a un capo alla cui onnipotenza sente di partecipare tramite una illusoria identificazione: tutto ciò ha finito col  portarci all’affermarsi dei totalitarismi e al disastro della seconda guerra mondiale. Cose che ben sappiamo, certo, ma che forse vale la pena ripensare.

  E’ importante tenere a mente che la premessa di tutto ciò è stata la radicale sfiducia e disprezzo per   i governanti fino a quel momento  in carica, privi di questo potere fascinatorio: si ammirava il gesto di Guido Keller che sorvolando in aereo Montecitorio vi lanciava un pitale: o Gabriele D’Annunzio che chiamava “Cagoia” Francesco Saverio Nitti.

 Oggi il movimento no-vax – minoritario ma non piccolo –  riconosce anche questa matrice.  Ho incontrato uno di loro che motiva il proprio rifiuto affermando che la campagna vaccinale è orchestrata dai poteri forti: che il rischio del Covid è esagerato o addirittura inventato; che le aziende produttrici alleate con Bill Gates  cospirano per sterminare l’umanità con il vaccino; ovviamente con la complicità dei governi. Non si tratta di un delirio individuale, poiché con una mini-inchiesta ho potuto verificare che con molte varianti  è abbastanza condiviso in quell’area.

   Naturalmente, è vero che Bill Gates ha investito nell’industria farmaceutica, e che il vaccino è anche fonte di profitti: ma la conclusione trattane può essere  francamente folle.

   Questo ci porta alla profonda crisi di sfiducia nei confronti di istituzioni poco capaci di controllare abusi del potere reale: la gente comune si sente con fondamento manipolata e gestita, più che  dal potere politico,  da quello economico – finanziario, ma è poco capace di elaborare questa consapevolezza, che può prendere invece le forme deteriori del complottismo e di  fantasie suggestive più che di analisi realistiche.

   Credo che questa tensione abbia scelto di esprimersi, più che in tante altre occasioni, proprio in quella della campagna vaccinale; ciò non per caso ma perché essa chiama in causa direttamente qualcosa di centrale per ciascuno di noi: il corpo e la sua integrità “minacciata”, sollecitante una  risposta emotiva-pulsionale forte quanto paradossale. Torno a  Massimo Recalcati, che si rifà a  Jacques Derrida e Roberto Esposito: “la difesa della propria vita finisce, paradossalmente, per contare più della vita stessa…l’ostinazione per la difesa della vita, anziché conservare la vita, può distruggerla”.

  E’ lecito pensare che siano queste dinamiche a sollecitare certe risposte di piazza così intense da sfiorare talora la sovversione violenta, anche in paesi di riconosciuta e solida tradizione democratica. 


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