Attualità

Malattie mentali e patologie sociali

Giovanni Giusto
17 Maggio 2013
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Malattie mentali e patologie sociali

[Il commento fa riferimento alla notizia “Aspirina nuova ‘arma’ psichiatri”, ANSA 14 mag 2013]

Vorrei prendere spunto da questa notizia ovvero che l’aspirina favorisce la cura di alcune malattie mentali, non tanto per commentare la stessa quanto per rifletter brevemente su quanto il concetto di malattia e quindi di cura sia labile in psichiatria e inficiato da opinioni del tutto personali e legittime, spesso inopportunamente ammantate di verità scientifica.
Mi riferisco ad esempio ai recenti,tragici fatti di cronaca caratterizzati soprattutto da aggressività e violenza diretta verso se stessi o altri .
Alcuni autorevoli colleghi hanno dibattuto sul fatto se si tratta di malati mentali o se il tutto è determinato da una contingenza sociale particolarmente violenta a sua volta in quanto non consente di sentirsi qualcuno vicino oppure di sentirsi ascoltato.
Mi pare che la ricerca d spiegazione d fronte a tanti fatti drammatici sia ovvia e che sia utile parlarne per quanto possibile al fine anche di elaborare collettivamente il lutto che consegue identificandosi  in situazioni tanto esasperate.
La domanda che mi faccio però è se veramente riteniamo utile accettare di ricondurre ad una malattia(mentale) situazioni che non hanno rilevanza clinica se non dimostrate secondo metodi d indagine rigorosa che possa permettere una diagnosi precisa e vi rimando al commento di Pisseri sul nuovo DSM V ( manuale diagnostico delle malattie mentali) per rendervi conto di quanto anche così è molto difficile discriminare il sano dal malato.
Quanto la ridondanza eccessiva favorita dagli assillanti richiami dei media favorisce il passaggio all’atto estremo piuttosto che il tentativo di parlare dei propri problemi avendo la certezza di essere ascoltati?
Quanto la ricerca del senzionalismo induce nel vortice di passioni incontrollate.
Di chi è la responsabilità del governo di tutto ciò? Spero vivamente non degli psi…….

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