Storie

Lettera ad un collega

Giovanni Giusto
21 Marzo 2020
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Lettera ad un collega

Ti racconto la mia esperienza di pescatore.

Trent’anni fa non avevo né ecoscandaglio né plotter, cercavo le zone buone per pescare utilizzando l’esperienza dei “vecchi” che segnavano puntualmente i punti cospicui da incrociare per buttare le lenze.

Ora con ecoscandaglio e plotter individuo facilmente i posti di pesca e anche se c’è meno pesce, qualcosa porto a casa sempre.

Per il coronavirus è lo stesso, se non si individuano puntualmente con i mezzi moderni i portatori sani e quindi la popolazione potenzialmente infettante, avremo una pesca a caso e interverremo solo quando i sintomi e la malattia è già in atto senza poter marcare il percorso del virus.

A mio avviso, fare il tampone al maggior numero di persone e a tutti gli operatori sanitari, consentirebbe di contenere il contagio e di mappare il rischio reale al di là di tante parole.



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