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La pesci in barile Band… in tour

Federica Olivieri
11 Aprile 2016
4 commenti
La pesci in barile Band… in tour

La Pesci in Barile Band nata da un’idea del Prof. Giusto il quale ha chiesto ad alcuni dei suoi collaboratori appassionati di musica di creare un gruppo musicale con gli ospiti delle varie strutture del raggruppamento Redancia, ha ricevuto l’invito a partecipare alla 6^ edizione de Lo Spiraglio – FilmFestival della Salute Mentale – presso il MAXXI (Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo) di Roma.

L’evento è stato organizzato dal Dipartimento di Salute Mentale ASL Roma 1 e dal Dipartimento Politiche Sociali, Sussidiarietà e Salute Roma Capitale.

Il festival racconta il mondo della salute mentale nelle sue sfaccettature attraverso le immagini.

L’obiettivo è quello di avvicinare il vasto pubblico alla tematica, contribuendo alla riduzione dello stigma e del pregiudizio e permettendo nello stesso tempo di mettere in evidenza la creatività dei partecipanti.

Presso la CTR La Tolda (Varazze), sono così iniziate le prove.

Era necessaria, per coprire il tempo concesso all’esibizione una scaletta di sette-otto brani da pensare, o per meglio dirla, da gustare dentro come un buon piatto che deve contenere tutti gli ingredienti giusti, un pezzo lento, uno veloce, uno divertente, da proporre al pubblico nella giusta sequenza.
Questo importante obiettivo che era stato proposto alla Pesci in Barile Band univa fantasie e senso di appartenenza ad un gruppo che per la prima volta affrontava una trasferta.

Inizia l’avventura…

Appuntamento ore 9,30, si caricano i bagagli, l’attrezzatura, gli strumenti… e si scatta la prima foto.

L’euforia di ciascuno dei partecipanti è mescolata alla voglia di divertimento, al timore per l’incontro con il pubblico, alla voglia di condividere un’avventura diversa rispetto alla routine.

Il viaggio che ci separa dalla Capitale è lungo e la musica ci accompagna fin dai primi chilometri, l’autoradio però non appare così gratificante, c’è voglia di essere parte della scena, voglia di espressione: il karaoke sembra essere proprio la soluzione perfetta.

Ma la fame inizia a farsi sentire, un pranzo veloce, un meritato caffè e qualche sigaretta sono il giusto compromesso per affrontare la seconda metà del viaggio.

Finalmente arriviamo all’hotel, si scaricano rapidamente i bagagli e via veloci verso il MAXXI.

Veniamo accolti calorosamente dallo staff del museo.
Un giovane musicista, che si esibirà in un’altra formazione durante la serata, aiuta a organizzare il nostro intervento, allestendo insieme il palco adattandolo alle esigenze della nostra band.

Facciamo anche conoscenza con un ragazzo che ci aiuterà suonando la batteria: ha studiato i brani ed è preparato, gli siamo davvero molto grati!!!

Arriva il momento dell’esibizione e fin da subito il pubblico si mostra caloroso e attento. Arrivano i primi applausi e tutte le tensioni si sciolgono, la band si lascia andare alla musica e alla gioia di essere lì tutti insieme con lo scopo di creare qualcosa di bello.

Canzone dopo canzone la Pesci in Barile Band si tuffa nella musica e nella bell’atmosfera che si è venuta a creare con il pubblico.

Un ultimo lungo e caloroso applauso saluta la conclusione della performance dei ragazzi.

Il tempo è volato… forse qualcuno vorrebbe continuare la serata!

Per alcuni di noi l’esperienza è stata davvero unica e indimenticabile.

“Bisogna perdere tutto per trovare ciò che è veramente importante”

Soddisfatti e ancora increduli del bel risultato è arrivato il momento di festeggiare.

Il fascino notturno cattura ognuno di noi e nonostante la stanchezza decidiamo di regalarci una passeggiata alla scoperta delle meraviglie romane.

Ora la giornata si è davvero conclusa… in bellezza.

L’indomani ci ritroviamo per colazione, qualcuno ha lo sguardo ancora un po’ assonnato, qualcun altro necessita di qualche sollecitazione in più per liberarsi dalle braccia di Morfeo.

Una volta riuniti si parla della serata, delle emozioni provate e dell’opportunità che ci è stata offerta. Con una visita ad Arezzo la nostra esperienza si può dire conclusa ma il ricordo accompagnerà tutti coloro che hanno preso parte a quest’avventura.



4 risposte.

  1. Claudio Bocchi ha detto:

    La scelta dei brani è stato un processo organico: le canzoni dovevano incontrare i gusti della band, i ragazzi dovevano conoscerli già o pensare di studiarli, inoltre, occorreva trovare la tonalità corretta in cui i cantanti potessero eseguirli.
    La tonalità giusta è come la taglia di un vestito: quando scegli un capo è un dato fondamentale, non puoi strizzarti in un abito troppo stretto o ballare dentro un pantalone, meglio che siano i vestiti ad adattarsi a te e la stessa cosa vale per il repertorio di un cantante, ognuno possiede una sua vocalità e la voce si esprime al meglio nella naturalezza.
    “Stare dentro ad una canzone” a quel punto può essere facile ma come cominciarla? E come finirla? Quando suoni in gruppo non puoi farlo in ordine sparso, bisogna cominciare insieme e finire insieme, sono meccanismi che un ascoltatore non conosce, ma che comprende benissimo lo stesso anche senza una formazione musicale.
    Così abbiamo provato e riprovato, preparandoci ad affrontare il pubblico.
    Al momento di iniziare eravamo tutti emozionati, suonare e cantare di fronte a tante persone ci esaltava e intimoriva allo stesso tempo… ma una volta cominciato le note familiari dei brani, gli applausi della gente ci hanno sciolto e ci siamo ritrovati a guardarci e sorriderci con soddisfazione.
    Forse davvero stavamo suonando bene e creando qualcosa di bello!
    Terminata la nostra esibizione restiamo ancora a goderci la sensazione di calore e benessere che la musica ci ha regalato; ascoltiamo un altro gruppo esibirsi, ci lasciamo a nostra volta coinvolgere nell’ascolto restituendo la nostra gratitudine e applaudendo a nostra volta.
    Perché la musica è una matematica umana: veicola emozioni ed energie grazie alle regole che conferiscono la giusta armonia e melodia al brano che esegui; se suoni bene il pubblico deciderà con la pancia e con il cuore se gli piaci, non con la calcolatrice!
    Quindi sarà l’emozione condivisa a decidere il successo di un concerto.
    La musica è linguaggio universale, per la sua capacità di suscitare energie ed emozioni umane può far vivere ad un gruppo di musicisti che eseguono insieme una performance un’esperienza potentemente coinvolgente ed unificante, una peak experience, usando un termine coniato da Maslow.
    Un’esperienza che trascende l’unicità della persona senza annullarla, anzi armonizzandola nella musica creata dal gruppo, conducendo in una temporalità del sacro, in un rito collettivo che affonda le sue origini nella danze tribali compiute intorno al fuoco serale.

  2. Luigi ha detto:

    BRAVI…..!!!!!!!!!!

  3. Roberta Antonello ha detto:

    Grazie Federica che mi rimanda, ci rimanda ad una dimensione dello stare insieme che ho provato in teatro nelle trasferte… e in tante altre avventure . Le ritrovo e non accomuno la mia soddisfazione a quella di questo o quello o del gruppo… ma a una mia soddisfazione di un viaggio che senza gli altri non avrei mai mai fatto… e non è facile viaggiare con altri.

  4. stefano balocco ha detto:

    Un’esperienza davvero bella e profonda, ci siamo messi in gioco tutti, pazienti e operatori, siamo stati squadra, abbiamo affrontato la stanchezza del lungo viaggio, i problemi tecnici che in ogni concerto ci sono e che ogni vera band deve affrontare, ci siamo aiutati gli uni e gli altri. La paura di sbagliare un’entrata, un accordo, un vocalizzo, una parola del testo. La difficoltà di affrontare un pubblico vero e la sensazione calda e tranquillizzante, che sarebbe andato tutto alla grande, che ci saremmo divertiti, perché eravamo uniti in un gioco che si chiama musica (to play=giocare) in cui nessuno è solo e tutti siamo un pezzetto di quello che il pubblico sentirà, tutti protagonisti, e se ci sarà un errore o un’incertezza ci sarà sempre qualcuno al tuo fianco pronto a rimediare. Questo vuol dire fare parte di una band, questo vuol dire vivere la band e questo ci insegna la musica suonata.
    Viva la Pesci in Barile!

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