Ci sono vissuti interiori difficili da raccontare, perché sembrano privi di forma. Non è tristezza, non è rabbia, non è nemmeno un dolore definito. È piuttosto un’assenza. Una sensazione di mancanza che non si riesce…
Ci sono legami che non si spezzano con una lite, né con una parola definitiva. Semplicemente si affievoliscono. Un messaggio in meno, una risposta rimandata, un incontro che non si organizza più. Poi, senza accorgersene…
C’è un momento, spesso silenzioso, in cui ci si accorge che qualcosa dentro non è più in equilibrio. Non è necessariamente un dolore acuto, né una crisi evidente. È piuttosto una tensione costante, una fatica…
Non è sempre un momento preciso. Non c’è necessariamente una scena, una frase, un punto di rottura evidente. A volte succede lentamente: qualcosa cambia, si attenua, si sposta. Ci si accorge che ciò che prima…
L’attenzione che riserviamo ai nostri animali domestici merita più di una considerazione. Se pensiamo al nostro rapporto con gli animali, a quando abbiamo iniziato questa relazione, di sicuro ci sorprenderemmo a raccontarci, intrecciando la nostra…
L'8 dicembre 2025 rappresenta una data decisiva per la neurostimolazione clinica: la Food and Drugs Administration (FDA) ha concesso l'approvazione premarket (PMA) al dispositivo per la Stimolazione Transcranica a Corrente Continua (tDCS) di Flow Neuroscience…
A dicembre 2025 l’Osservatorio Nazionale sulla Disabilità ha approvato la bozza del “Terzo Piano di Azione per la promozione dei diritti e l‘inclusione delle Persone con Disabilità “(Piano). Dopo la legge delega n. 227/2021 e…
Subito dopo il mio sogno in cui cucinavo sulla brace la carne per Claudio, anche lui cominciò a portare sogni in seduta, come se si riattivasse una funzione psichica fino ad allora bloccata. I contenuti…
Leggendo l’articolo del Prof. Peciccia sull’ intelligenza artificiale, ho pesato di realizzare questa storia, di una pagina, basandomi sia sull’articolo che sul racconto “Ricordiamo per voi” di Philip K. Dick.
L’opera “oltre la tempesta” narra, tramite il medium del fumetto, dell’attività omonima organizzata tra le venticinque strutture dell’ l’intero raggruppamento, durante il periodo del lock down dovuto alla pandemia provocata dal virus Covid 19.
Breve storia basata su un paziente inserito presso la struttura "Villa Perla" (Residenza per Disabili, Ge). Vengono prese in analisi le strategie di comunicazione che l'ospite mette in atto nei confronti degli operatori.
Interessante l’intervento di Anna Bonfanti. Mi limito soltanto ad evidenziare un passo del commento che ha ingenerato in me qualche perplessità (ma mi scuso anticipatamente qualora avessi male interpretato) laddove si dice che “…la scienza è imperfetta, ha per esempio proliferato nei totalitarismi (vedi teoria darwiniana della selezione naturale e liberismo selvaggio)”. Comunque sia, a scanso di equivoci, mi preme sottolineare che non è la “teoria darwiniana della selezione naturale” in sé ad essere totalitaria, ovviamente, ma forse sono certi totalitarismi che si sono appropriati indegnamente della teoria darwiniana per giustificare ideologicamente le differenze di classe sociale o la presunta superiorità di un popolo rispetto ad un altro o per difendere radicalmente il laissez faire e opporsi agli interventi pubblici in economia diretti a “salvare dall’estinzione gli individui incapaci dell’autodisciplina necessaria a sopravvivere”. È vero che lo stesso Darwin ha utilizzato l’espressione “survival of the fittest” (“sopravvivenza del più adatto”) dando così la stura ad un “fraintendimento” monumentale, a voler essere indulgenti. Tuttavia, “fit” cioè “adatto” non vuol dire andare alla ricerca degli organismi “più adatti” tra quelli che sono adatti al loro ambiente e tra questi addirittura scovare “il più adatto” o “il più capace” insomma “il migliore” stravolgendo così totalmente il concetto di “fitness”, probabilmente, e riducendolo quasi ad una sorta di pratica “eugenetica ontologica e sociale in seconda battuta”. A meno non ci stiamo riferendo impropriamente ancora al “darwinismo sociale” nel tal caso staremmo parlando di Spencer e di “spencerismo sociale”, forse. Che è tutt’altra cosa, direi. Non c’è omomorfismo tra le teorie di Darwin e di Spencer, mi sembra. Sebbene anche nel caso di Spencer ci andrei cauto a definirlo tout court “il crudele sostenitore di certe piaghe sociali in nome di una presunta naturalità delle stesse”. Non so cosa ne pensate, mah…
La sintesi non sempre è la migliore via della chiarezza: non intendevo certo presentare il darwinismo come sostenitore di un approccio eugenetico a giustificazione delle disparità sociali. Mi riferivo all’uso che viene fatto delle teorie scientifiche, come ben espresso nel commento