Nell’attuale psicoterapia ad orientamento psicodinamico, il concetto del Sé e i disturbi ad esso connessi, costituiscono il nodo centrale di interesse e di intervento sull’individuo.
Sentirsi agitati senza motivo. Ci sono giornate in cui tutto sembra procedere normalmente. Non ci sono problemi particolari, emergenze da affrontare o motivi evidenti di preoccupazione. Eppure dentro si avverte una sensazione difficile da ignorare.…
Voglia di evadere. Capita a tutti, prima o poi, di desiderare una pausa dalla realtà. C’è chi fantastica di trasferirsi dall’altra parte del mondo, chi sogna di lasciare il lavoro e ricominciare da zero, chi…
Infodemia. Viviamo immersi in un flusso continuo di informazioni. Notizie, aggiornamenti, notifiche, video, commenti, opinioni, allarmi e smentite si accumulano ogni giorno sui nostri schermi. In apparenza abbiamo accesso a tutto. Possiamo sapere cosa accade…
Nel contesto di un lutto non elaborato, la psicoterapia si configura come lo strumento più prezioso per muoversi all’interno del mondo psichico del luttante. La prospettiva intersoggettiva ha ridefinito l’immagine del trattamento terapeutico, concependo il…
Le psicosi presentano una grande alterazione del senso del Sé; questo viene vissuto quindi come terrificantemente frammentato, irriconoscibile al soggetto. Si può quindi evincere che alla base delle psicosi ci sia un grande disturbo del Sé corporeo:…
Il rapporto uomo-natura è andato evolvendosi in tempi, modi e culture differenti. L’inurbanizzazione umana ha portato a una modifica degli ecosistemi portando alla creazione di condizioni ambientali non sempre riversibili e prevedibili. La pandemia Covid-19…
C'è un momento in cui la letteratura sull'attaccamento, sui sistemi di cura, sulla neurobiologia dello sviluppo, perde il suo peso accademico e diventa qualcosa di semplice e spiazzante: meraviglia. La conosco adesso, per la prima…
Leggendo l’articolo del Prof. Peciccia sull’ intelligenza artificiale, ho pesato di realizzare questa storia, di una pagina, basandomi sia sull’articolo che sul racconto “Ricordiamo per voi” di Philip K. Dick.
L’opera “oltre la tempesta” narra, tramite il medium del fumetto, dell’attività omonima organizzata tra le venticinque strutture dell’ l’intero raggruppamento, durante il periodo del lock down dovuto alla pandemia provocata dal virus Covid 19.
Breve storia basata su un paziente inserito presso la struttura "Villa Perla" (Residenza per Disabili, Ge). Vengono prese in analisi le strategie di comunicazione che l'ospite mette in atto nei confronti degli operatori.
Interessante l’intervento di Anna Bonfanti. Mi limito soltanto ad evidenziare un passo del commento che ha ingenerato in me qualche perplessità (ma mi scuso anticipatamente qualora avessi male interpretato) laddove si dice che “…la scienza è imperfetta, ha per esempio proliferato nei totalitarismi (vedi teoria darwiniana della selezione naturale e liberismo selvaggio)”. Comunque sia, a scanso di equivoci, mi preme sottolineare che non è la “teoria darwiniana della selezione naturale” in sé ad essere totalitaria, ovviamente, ma forse sono certi totalitarismi che si sono appropriati indegnamente della teoria darwiniana per giustificare ideologicamente le differenze di classe sociale o la presunta superiorità di un popolo rispetto ad un altro o per difendere radicalmente il laissez faire e opporsi agli interventi pubblici in economia diretti a “salvare dall’estinzione gli individui incapaci dell’autodisciplina necessaria a sopravvivere”. È vero che lo stesso Darwin ha utilizzato l’espressione “survival of the fittest” (“sopravvivenza del più adatto”) dando così la stura ad un “fraintendimento” monumentale, a voler essere indulgenti. Tuttavia, “fit” cioè “adatto” non vuol dire andare alla ricerca degli organismi “più adatti” tra quelli che sono adatti al loro ambiente e tra questi addirittura scovare “il più adatto” o “il più capace” insomma “il migliore” stravolgendo così totalmente il concetto di “fitness”, probabilmente, e riducendolo quasi ad una sorta di pratica “eugenetica ontologica e sociale in seconda battuta”. A meno non ci stiamo riferendo impropriamente ancora al “darwinismo sociale” nel tal caso staremmo parlando di Spencer e di “spencerismo sociale”, forse. Che è tutt’altra cosa, direi. Non c’è omomorfismo tra le teorie di Darwin e di Spencer, mi sembra. Sebbene anche nel caso di Spencer ci andrei cauto a definirlo tout court “il crudele sostenitore di certe piaghe sociali in nome di una presunta naturalità delle stesse”. Non so cosa ne pensate, mah…
La sintesi non sempre è la migliore via della chiarezza: non intendevo certo presentare il darwinismo come sostenitore di un approccio eugenetico a giustificazione delle disparità sociali. Mi riferivo all’uso che viene fatto delle teorie scientifiche, come ben espresso nel commento