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L’ascolto e l’ostacolo.

Marianna Dotta
24 Giugno 2019
2 commenti
L’ascolto e l’ostacolo.

L’ascolto e l’ostacolo. Psicoanalisi e musica

(Fausto Petrella, Jaka Book, 2018)

Sabato 22 giugno, presso il Centro Convegni La Tolda di Varazze, si è svolta la presentazione del libro di Fausto Petrella dal titolo “L’ascolto e l’ostacolo. Psicoanalisi e musica”. Credo che definire quello che abbiamo vissuto partecipando alla mattinata come una semplice presentazione sia riduttivo. Si è trattato invece di un’esperienza molto particolare, ricca di contenuti e di emozioni, all’interno della quale Fausto Petrella è riuscito a trasmettere la sua grande passione per la musica in relazione alla sua capacità clinica e competenza in tema di psicopatologia.

Clicca qui per vedere i video dell’evento:

https://www.youtube.com/watch?v=h55_jcUXDBk&list=PLtg3Sgf3e1JpYwLkLanbYT5gSXuaKejnt&index=48&t=0s

https://www.youtube.com/watch?v=Ou0sJl-C3T0&list=PLtg3Sgf3e1JpYwLkLanbYT5gSXuaKejnt&index=48

https://www.youtube.com/watch?v=Q4Oojjvl3Ls&list=PLtg3Sgf3e1JpYwLkLanbYT5gSXuaKejnt&index=49

https://www.youtube.com/watch?v=wbqJhxaMoZQ&list=PLtg3Sgf3e1JpYwLkLanbYT5gSXuaKejnt&index=50

Esattamente come Fausto Petrella considera la musica un’esperienza ricca e complessa, che necessita di frequentazione, voglia, e piacere per essere capita, così gli spazi lasciati alla produzione musicale della chitarra di Claudio Bocchi della Pesci in Barile Band e del flauto di Marco Bortoletti hanno stimolato e aiutato le persone in sala a provare ad ascoltare e comprendere in modo diverso, in un clima carico di significato.

Grazie agli interventi di Maurizio Peciccia, Federico Russo e Caterina Vecchiato infatti, i numerosi racconti personali di esperienze vissute, emersi con semplicità e spontaneità, hanno permesso a chi ascoltava di immedesimarsi e di riflettere sulle proprie esperienze personali legate alla musica ma anche e soprattutto rispetto alla pratica clinica, lasciando spazio a suggestioni e riflessioni su quanto siano importanti, nella musica come in psichiatria, concetti come il dialogo, l’ascolto, il tempo, lo studio, l’intuizione, il sentire. Concetti che è compito nostro mettere in pratica ogni giorno con i nostri pazienti.

Personalmente sono cresciuta con un pianoforte a muro in camera da letto, amico e nemico a seconda dei periodi, compagno di studi e oggi nuova fonte di riflessione e spunto critico.



2 risposte.

  1. Roberta antonello ha detto:

    E io sono cresciuta senza pianoforte messo al bando da mio nonno come la musica in genere e presa in giro perché sui 4 – 5 anni “sembravo un orso ” perché mi muovevo ad una musica della radio ritmata fortemente. Eh sì niente ingresso. Mio nonno era chimico e imprenditore e colto di lui ho trovato il trattato di psicoanalisi di Musatti ed è morto nel 52 . Ma era molto sordo.
    Niente musica solo canzonette o meglio forse cantautori perché mi attaccavo alle parole.
    Certo ho incontrato amici e insegnanti e persone colte musicofile ma il rifiuto di quel campo era dentro me.
    Poi poi poi non non sono cambiata anche se sento musica non sono entrata ma nella mia vita di psichiatra la vedo la sento con 10 12 persone da 20 30 anni detti psicotici di nome e di fatto. Giro per le stanze laterali alla saletta occupata da loro e ascolto le loro scelte e i commenti e i perché tra un brano e l’altro ascoltato in silenzio. E poi li guardo li sento mentre si accordano in un tentativo di fare una canzone insieme strumenti vari chitarra tastiera tamburelli sono tanto ignorante da non chiedere nulla ma resto sulla porta non vado via…di nuovo forse presa dalle parole che vengono poi e dell’animazione della “rianimazione” . Bah ringrazio Manarolo che mi ha mandato Barbara la musicoterapeuta. Avrei bisogno di un’altra vita per la musica perché la vecchiaia mi irrigidisce e sono un po sorda anche io.
    Ma li girando e ascoltando sono esterefatta dalla relazione psicotici musica Barbara armonia senso emozioni.
    Ecco il mio intervento maleducato. A Petrella a cui devo l’enorme riconoscenza di avermi formato come psichiatra e di aver portato a Redancia ( alla fondazione) proprio questa mia formazione che Gianni ha apprezzato……e si vede cosa ha poi creato con le sue capacità e intelligenza.
    Grazie della splendida mattinata!

  2. Pisseri ha detto:

    Il concetto di ostacolo ci rimanda a quello di interpretazione: non si interpreta che superando un ostacolo al capire. Se la psicanalisi freudiana ha preso questa via lo deve anche all’eredità rabbinica, di secolare attività interpretativa di testi come il Talmud. Fausto Petrella ci ha ricordato come anche il messaggio artistico richieda superamento di un ostacolo, e non per caso sie’ soffermato sulla musica, così particolarmente espressiva di emozione:forse perché svolgendosi nel tempo, in un filo conduttore e consecutivo di suoni e ritmi, e’ in qualche modo omologa al nostro flusso di coscienza o anche, come ciha fatto notare Peciccia, a ritmi fisiologici come quello del cuore.

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