Attualità

In Italia un milione di anziani con demenze

Giada Craviotto
26 Maggio 2016
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In Italia un milione di anziani con demenze

Commento alla notizia ANSA del 15 aprile 2016

Credo che il Medico di Famiglia sia, effettivamente un punto cruciale nella presa in carico del paziente con demenza senile, malattie neurodegenerative o il naturale invecchiamento cerebrale a cui tutti gli esseri umani vanno incontro.
Appoggio e sostengo l’iniziativa poiché, una formazione più approfondita dei medici che sono, per le famiglie, i principali e primi referenti, può portare ad una maggior consapevolezza e presa in carico non solo del paziente ma anche dei familiari.

Dal mio punto di vista, quello che manca a livello di sistema regionale, è proprio una buona informazione e divulgazione degli aspetti comportamentali, cognitivi ed emotivi a cui il paziente affetto da deterioramento cognitivo va incontro: nella nostra realtà nell’ RSA La Villa, ci troviamo spesso a far fronte a familiari impauriti, spaventati e impreparati circa le modalità di approccio al “problema” o di gestione del paziente stesso.

Manca una “formazione” al familiare o al cargiver, circa cosa succede al cervello del paziente, perchè vi sono cambiamenti sul lato emotivo o comportamentale (ex. aggressività, apatia…), perchè il proprio caro “non è più lo stesso”,cosa ci si deve aspettare e come si può fare.

Il focus dovrebbe essere un’ ottima informazione e conoscenza della patologia per ottenere una buona prevenzione: sicuramente il primo tassello è rappresentato dal medico di famiglia a cui spesso ci si affida. Dev’essere garantita una buona comunicazione tra tutte le figure professionali che si prendono cura del paziente e della famiglia accompagnando, sopratutto quest’ultima, nel percorso di cura.


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