Per chi non ne soffre, non è mai facile comprendere i disturbi mentali e il loro impatto sulla vita quotidiana. Al fine di coglierne ogni sfumatura occorre infatti conoscere i dettagli della situazione, o intavolare un discreto sforzo immaginativo. Il cinema internazionale, nel corso degli anni, è diventato uno strumento utile per esplorare queste patologie. La produzione di pellicole di spessore, interpretate da grandi attori, ci può educare sui disturbi di questo tipo, veicolando messaggi capaci di sensibilizzare e aprirci le porte alla distinzione e comprensione del disagio psichico. In questo approfondimento abbiamo raccolto alcuni titoli di film incentrati sul disturbo bipolare. I principali protagonisti della trama di ciascuno dei seguenti lungometraggi sono affetti da bipolarismo e hanno portato in scena splendide interpretazioni, capaci di avvicinarci alla vita di chi è affetto da questa condizione.
La nostra selezione di film sul bipolarismo
In tempi recenti, la sensibilità verso i disturbi psicologici e il benessere mentale è aumentata, anche al cinema. Per questo motivo, sono state prodotte varie pellicole relative alla sfera psicologica. Tra queste, svariate riguardano il bipolarismo. Ne abbiamo selezionate 5 e ve le proponiamo qui di seguito.

Teneramente folle
Il film, uscito nel 2014, tratta la vicenda di Cameron Stuart, interpretato da Mark Ruffalo, un uomo affetto da disturbo bipolare che vive a Boston, in un’isolata casa di campagna, in compagna di sua moglie Maggie, che ha il viso di Zoe Saldana, e alle loro due figlie, Amelia e Faith. Cameron si deve scontrare con tutte le difficoltà della sua patologia. Durante la vicenda perderà il proprio posto di lavoro a causa di un crollo psicologico; finirà ricoverato in clinica psichiatrica; intraprenderà un percorso di recupero; dovrà essere testimone di tutte le difficoltà di Maggie, la quale si occuperà da sola dell’intera famiglia, durante la sua degenza e, infine, vivrà tutte le difficoltà di un padre poco capace ad accudire le proprie figlie.
Maya Forbes, la regista, in questa pellicola dimostra grande maestria del medium su cui opera. Trasmette infatti, con grande empatia, tutte le difficoltà più concrete per chi si trova ad affrontare una situazione simile nel quotidiano, portando sullo schermo sia dinamiche economiche sia aspetti sociali. Il lungometraggio è tenero e toccante, tratto dalla storia vera della stessa regista. Non a caso, Forbes imprime un tocco reale e segue la vicenda da molto vicino, dando origine a un emozionante film sul bipolarismo.
The Dark Horse
Molto meno conosciuto degli altri in questa selezione, The Dark Horse è un film sul bipolarismo straordinario. Si tratta di una pellicola neozelandese, diretta da James Napier Robertson. Il lungometraggio ha vinto il New Zealand Film Awards come miglior film, nell’edizione 2014, e il protagonista, l’attore Cliff Curtis, interprete dello scacchista Potini, ha trionfato come miglior attore agli Asia Pacific Screen Award dello stesso anno.
Robertson si è ispirato alla figura di Genesis Wayne Potini, nato nel 1963 e scomparso nel 2011, un giocatore di scacchi maori specializzato in speed chess, ovvero partite lampo competitive della durata di meno di 3 minuti. Lo sportivo, per tutta la vita, ha convissuto con sbalzi di umore nonché frequenti ingressi e uscite da reparti psichiatrici. Tutto a causa del suo disturbo bipolare. Nonostante ciò, Potini è riuscito a costruire, e tenere vivo, un club di scacchi nel Nord della Nuova Zelanda con il principale obiettivo di recupero sociale, rivolto principalmente a bambini e adolescenti a rischio. The Dark Horse è letteralmente il cavallo nero, la pedina degli scacchi, ma ha anche un significato gergale traducibile con lo sfavorito. Si tratta di un film sulla perseveranza e sulla tenacia, che non nasconde i lati più umani dei disturbi dello spettro bipolare e tutte le difficoltà a essi connesse.
Touched With Fire
Il film di Paul Dalio, uscito nel 2015, narra la storia di Carla e Marco. I protagonisti sono ambedue giovani artisti: lei scrive poesie mentre lui è un poeta di strada. Hanno anche un’altra caratteristica in comune: sono affetti entrambi da bipolarismo e mania depressiva.
Inizialmente sconosciuti, finiscono per incontrarsi durante la narrazione per immagini, all’interno dell’ospedale psichiatrico in cui vengono ricoverati. Entrambi, infatti, rifiutano categoricamente di assumere farmaci, per paura di compromettere le proprie capacità creative. I due, in corsia, si avvicinano fino a stringere un forte rapporto di dipendenza condiviso. La vicenda sfocerà in un finale inaspettato, capace di mettere a nudo tutti gli aspetti negativi di questo disturbo che, se non curato adeguatamente, può portare anche a conseguenze tragiche.
Il film è molto crudo, lo diciamo fin da subito, ma estremamente umano. Il regista pone i riflettori su tutto ciò che potrebbe andare storto e, inevitabilmente, ci va. Lo fa per evidenziare l’importanza di un corretto percorso terapeutico, allo scopo di affrontare correttamente la malattia.
Mister Jones
Più datato degli altri, questo film è del 1993. La pellicola di Mike Figgis può contare su tutto il fascino di Richard Gere. Il protagonista, il Mister Jones del titolo, è un personaggio davvero particolare, capace di conquistare rapidamente le persone. È infatti dotato di un carisma strabordante e di un magnetismo irresistibile. Al contempo, però, vive lunghi periodi di depressione a causa del disturbo bipolare di cui soffre. La vicenda prosegue tra euforia e depressione fino alla svolta: un episodio particolarmente grave che costringe il protagonista a essere ricoverato in ospedale, ove incontrerà la dottoressa Libbie Bowen, interpretata da Lena Olin, che gli cambierà la vita.
Mister Jones è un film sul potere dell’amore e l’importanza della fiducia nel rapporto medico-paziente, all’interno del complesso sfondo di una malattia mentale.
Il lato positivo
Probabilmente il più noto tra questi cinque film sul bipolarismo, questa pluripremiata pellicola hollywoodiana ha lanciato definitivamente tra i grandi l’attrice Jennifer Lawrence e può vantare un cast di tutto rispetto con Bradley Cooper, Robert De Niro e Jacki Weaver. Il Lato Positivo (2012) racconta la storia di Patrick Solitano (Cooper), un uomo che, dopo un crollo psicologico, si ritrova a passare otto mesi in un istituto psichiatrico. Qui gli viene diagnosticato un disturbo bipolare, emerso a seguito di un evento traumatico, e ciò lo costringe a riprendere in mano la propria vita dopo aver perso lavoro, moglie e casa. Determinato a ricostruire la sua esistenza e a riconquistare la sua compagna, il protagonista incontra Tiffany (Lawrence), una giovane donna che, a seguito della scomparsa del marito, si è data alla promiscuità.
In un vorticoso turbinio di situazioni, alcune delle quali assolutamente paradossali, si gode di un perfetto bilanciamento tra dramma e commedia. David O. Russell, dietro la cinepresa, riesce ad imprimere alla pellicola una nota di purezza e autenticità, ponendo la giusta attenzione agli alti e bassi della malattia.



