Storie

Dentro un casco d’aria

11 Giugno 2020
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Dentro un casco d’aria

Prefazione di Giovanni Giusto

Eccezionale testimonianza di buon funzionamento di difese psichiche di fronte alla tragedia dell’infezione da Covid-19, descrizione poetica di un nostro operatore, psicologo, impegnato nella lotta per sopravvivere dall’aggressione violenta di un nemico sconosciuto ed invisibile.
Maiorca verso Majol, per chi ricorda, due protagonisti mondiali delle discese in apnea: la forza fisica, la capacità polmonare a confronto con la capacità di riflettere e ripiegare il pensiero sino a condurre il corpo là dove la psiche vuole.
Sono contento di pubblicare questa poesia che proporrò anche per la versione cartacea della rivista nello spirito originale dei dialoghi e dei confronti
.

Dentro un casco d’aria

Niente voci nell’aria,

 solo aria nell’aria,

 suon di strumenti perduti, avventati,

 sento vicini,

di clarinetto nota affilata,

ronfar di  violoncello greve,

unici senza scambio di mani,

nessun richiamo o veduta

nemmen da lontano,

un sax si fa strada

sarà tenore o soprano?

Ma già s’è dissolto

Non ha viso, non ha corpo,

né futuro o passato,

signori vi prego

diventiamo un’orchestra?

Forte vuoto soffiante

Ansimante, spazientito

li hai resi stridente esistenza,

li conduci adesso a docile morte?

Pensieri goccianti sul pavimento,

parole svagate  sull’altalena;

ma è tempo di uscire,

svernar nei prossimi mesi

come vagoni legati

di un unico treno,

tenor di vita spaiato

se cambio binario.

Vento in gabbia, belva inquieta,

chiusa d’involucro spesso,

grazie, mi hai amato

ma spero cercar altra meta.


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