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Cosa ci dice la psicologia sul linguaggio del corpo?

Il linguaggio del corpo, anche noto come comunicazione non verbale, gioca un ruolo fondamentale nelle nostre interazioni quotidiane. Mentre le parole che usiamo possono fornire informazioni esplicite, i nostri gesti, le espressioni facciali e la posturacomunicano spesso messaggi sottintesi che possono rivelare molto sulla nostra psicologia e sulle nostre intenzioni. Fattori utili ad abbattere il confine tra corpo e mente. Ecco cosa dice la psicologia sul linguaggio del corpo e come possiamo interpretare correttamente i segnali non verbali.

Linguaggio del corpo, i primi approcci

Lo studio sul linguaggio del corpo ha radici che risalgono agli albori della psicologia e dell’etologia, la scienza del comportamento animale. Pionieri come Charles Darwin hanno iniziato a indagare sulle espressioni facciali e sui gesti nel tentativo di comprendere meglio la comunicazione non verbale umana. Tuttavia, è stato il lavoro di psicologi come Paul Ekman e Silvan Tomkins a porre le basi per uno studio sistematico del linguaggio del corpo. Ekman ha sviluppato una teoria delle espressioni facciali universali, dimostrando che le emozioni possono essere riconosciute attraverso determinati muscoli facciali. Tomkins, invece, ha proposto una teoria degli affetti basata sull’osservazione dei movimenti del corpo e delle espressioni facciali. Grazie a questi e ad altri studiosi, il linguaggio del corpo è diventato un campo di ricerca interdisciplinare, coinvolgendo psicologi, antropologi e neuroscienziati nel tentativo di comprendere meglio come le nostre espressioni non verbali influenzino le nostre interazioni sociali e le nostre esperienze emotive.

Il linguaggio del corpo nella psicologia 

Il linguaggio del corpo viene ampiamente utilizzato in psicologia come strumento per comprendere il comportamento umano, le emozioni e le relazioni interpersonali. Gli psicologi spesso osservano attentamente le espressioni facciali, i gesti e la postura dei loro pazienti durante le sessioni terapeutiche, poiché queste manifestazioni non verbali possono fornire indizi preziosi sul loro stato emotivo e sulle dinamiche interne. Ad esempio, un paziente potrebbe incrociare le braccia e assumere una postura difensiva, suggerendo una chiusura emotiva o una resistenza alla terapia. Inoltre, l’uso consapevole del linguaggio del corpo può essere un componente essenziale nella pratica clinica, poiché i terapeuti possono incoraggiare una comunicazione più aperta e autentica attraverso un contatto visivo positivo, una postura rilassata e un’espressione facciale accogliente. Nella ricerca psicologica, il linguaggio del corpo viene anche studiato per comprendere le dinamiche di potere, l’attrazione interpersonale, le emozioni collettive e molto altro. L’analisi del linguaggio del corpo si è rivelata un utile strumento per ottenere informazioni più complete e accurate sulla psicologia umana, arricchendo la comprensione del comportamento umano e delle relazioni sociali.

Espressioni facciali

Le espressioni facciali sono una delle forme più potenti di comunicazione non verbale. I ricercatori hanno identificato diverse espressioni facciali universali, come la felicità, la tristezza, la rabbia, la paura, il disgusto e la sorpresa, che possono essere riconosciute in tutte le culture. Queste espressioni possono fornire indizi importanti sulle emozioni e sugli stati d’animo delle persone. Ad esempio, un sorriso genuino con rughe intorno agli occhi è spesso associato a felicità e gioia autentiche, mentre un sorriso falso può indicare ipocrisia o sforzo. Le sopracciglia aggrottate possono essere un segno di preoccupazione o disapprovazione, mentre gli occhi abbassati possono rivelare timidezza o sottomissione. Comprendere queste espressioni facciali può aiutare a decodificare meglio le emozioni degli altri e a stabilire una comunicazione più efficace.

Gesti e movimenti del corpo

Oltre alle espressioni facciali, i gesti e i movimenti del corpo possono trasmettere una vasta gamma di significati. Ad esempio, la postura aperta, con braccia rilassate e non incrociate, può indicare disponibilità e apertura verso gli altri. D’altra parte, una postura chiusa, con braccia incrociate e spalle curve, può suggerire difensiva o disagio. Anche il contatto visivo è cruciale nella comunicazione non verbale. Uno sguardo diretto e stabile può indicare fiducia e interesse, mentre il mancato contatto visivo può suggerire insicurezza o disinteresse. È importante notare che i gesti e i movimenti del corpo possono variare in base al contesto culturale, quindi è necessario considerare le differenze culturali nella loro interpretazione.

Rapporti e congruenza tra segnali verbali e non

Un aspetto fondamentale della comunicazione non verbale è l’importanza del rapporto e della congruenza tra i segnali verbali e non verbali. Quando il linguaggio del corpo e le parole non sono in sintonia, le persone tendono a prestare maggior attenzione ai segnali non verbali. Ad esempio, se qualcuno sta dicendo di essere felice ma la sua espressione facciale e il tono di voce indicano il contrario, è probabile che si presti maggiore credibilità ai segnali non verbali. Questo è un fattore importantissimo per riuscire ad interpretare le reali emozioni degli altri: spesso a parole si afferma una cosa, ma i gesti, gli sguardi e il corpo ne raccontano una opposta. 

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