Politica Sanitaria

Cittadini sofferenti, offerta di servizi in Calabria

Redazione
9 Marzo 2014
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Cittadini sofferenti, offerta di servizi in Calabria

Cittadini sofferenti, offerta di servizi in Calabria

La qualità che rompe il sistema manicomiale tradizionale:

Redancia Sud

di Rosaria Magisano

 

L’associazione Barattolo Sud

di Anna Cascelli

Circa 10 anni fa un programma televisivo locale pubblicizzava la recente apertura di una comunità terapeutica psichiatrica a Sant’Andrea Jonio; poco dopo, casualmente, ho avuto la possibilità di visitare la struttura.

Informandomi sul modello “Redancia” mi ha colpito l’attenzione alle persone e non alle patologie, al rispetto dei bisogni di ognuno, al ruolo della Ct come residenza emotiva in cui vivere esperienze significative per gli ospiti e gli operatori.

All’inizio sembrava tutto così confuso ma così altrettanto naturale per un gruppo di persone che ricercava l’umanizzazione del trattamento di pazienti psichiatrici gravi: non c’erano camici, non c’erano protocolli a cui aderire rigidamente, non c’erano casi clinici ma c’erano ospiti con le loro storie di vita, i loro disagi, i loro pensieri, le loro emozioni. L’affermazione  “grazie perché ci trattate come persone”, verbalizzata da un ospite con una lunga storia psichiatrica, ci ha fatto capire che eravamo sulla strada giusta!
Si è formato un gruppo di lavoro giovane a cui è stata data la possibilità di tentare di costruire e quindi di affermare una realtà nuova nel territorio calabrese in cui vigeva ancora il modello dell’ospedale psichiatrico con tutte le sue contraddizioni. Un’impresa certo non semplice! Il sentirci “comodi” nel contesto comunitario ci ha aiutati ad affrontare tale cammino con una sorta di “leggerezza calviniana”, come ci ha fatto notare un docente durante una supervisione, che ha reso tutto meno gravoso.   
Gli ospiti sono stati i nostri maestri: siamo partiti da loro, dall’ascolto delle loro voci e dei loro silenzi, dallo stare insieme, dal rispetto della diversità vista come risorsa e quindi lontani da qualsiasi tentativo di omologazione a vuoti e freddi modelli,  è a loro che abbiamo adattato i nostri interventi “tecnici”, ricalibrandoli di volta in volta, e non il contrario; ciò ha richiesto una forte messa in gioco di noi operatori impegnativa e potenzialmente “poco protettiva” ma profondamente arricchente in un percorso di crescita personale.
Nel tempo, dopo esserci fatti conoscere con i nostri ospiti e con le loro storie, abbiamo trovato consensi umani e clinici anche all’esterno della comunità: dalla gente comune, dai servizi territoriali, dai giudici.
Nel 2013 si è ravvisata la necessità di formalizzare, con la costituzione dell’associazione di volontariato “Barattolo sud”, la disponibilità e l’interessamento, promossi dagli operatori della Ct, di un gruppo variegato di persone nei confronti del disagio psichico, psicologico ed esistenziale.
Il cammino fin qui percorso è stato molto stimolante, non sempre facile; il passo è stato più o meno veloce ma non ci si è mai fermati abbracciando una dimensione di crescita ed evolutività costante.

Barattolo Sud

di Anna Cascelli

L’ Associazione “Barattolo Sud” vede la sua luce il 15 giugno del 2013 per iniziativa di un gruppo di operatori della Comunità “Redancia sud” e di persone sensibili ed attente verso chi soffre per problemi psicologici, psichiatrici ed esistenziali.

In realtà già dal 2005 seppur senza Atto costitutivo e Statuto il gruppo ha intrapreso un percorso fatto di gesti, momenti di comunicazione condivisa, attività, caratterizzato dalla gratuità e dal desiderio di agire per il bene di altri e che ha  cercato di favorire la comprensione delle problematiche psichiatriche attraverso lo scambio con il contesto più allargato in una visione di rispetto verso la sofferenza e la diversità.                                                                                                                                    
La riflessione comune ci ha portato a considerare il fatto che il volontariato ci spinge ad assumerci la responsabilità del nostro tempo, responsabilità non come colpa ma come legame che permette di dare una direzione, uno stile, un senso alla nostra esistenza. Aprirsi alle scelte solidali, al volontariato ed ai suoi stili di vita significa essere portatori felici dell’etica della responsabilità verso l’umanità, libera noi stessi dall’egoismo, dall’invasivo esercizio del potere sugli altri e permette a chi riceve sostegno  di essere cittadino del mondo, titolare di diritti universali, con l’ auspicio che possa riconquistare  capacità di agire da sé e per sé, organizzandosi  per poter rivendicare i propri diritti ed agire a sua volta per gli altri, alimentando la virtuosa spirale del volontariato e della libertà.
Una pista da seguire per costruire la  cultura del volontariato può trovare il suo fondamento in tre punti elencati dal grande pensatore Martin Buber:
– ciascuno deve custodire la propria anima nel modo e nel luogo a lui propri, senza invidiare il modo ed il luogo degli altri;
– ciascuno deve rispettare l’interiorità del suo simile ed astenersi dal penetrarvi con un’indiscrezione impudente e dall’utilizzarla per i propri fini;
–  ciascuno deve nella vita con se stesso e nella vita con il mondo guardarsi dal prendere se stesso per fine.
Tutto ciò che può essere frutto di riflessioni condivise, trova nella costituzione di un’ Associazione con Atto formale e Statuto, la risposta all’esigenza del gruppo di volontari di darsi regole, di compiere azioni volontarie e gratuite ma ben organizzate e l’auspicio di poter avere nuove risorse per soddisfare esigenze e progettare nuove vie di reinserimento sociale (formulare progetti e partecipare a concorsi, bandi per gli obiettivi condivisi di cura, visibilità e partecipazione ad eventi con una propria identità).
Parallelo scopo dell’Associazione è rivendicare i diritti dei malati, i malati con sofferenza psichica, psicologica. La loro libertà di essere curati nei luoghi più adeguati, non emarginati. Non essere oggetto di stigma ma anche far sentire la loro voce e i loro bisogni. Appartengono all’Associazione famigliari di ospiti e contribuiscono alla lotta perché i loro congiunti vengano curati nel modo migliore e nella condivisione di obiettivi comuni nel luogo più opportuno.
L’Associazione nell’anno 2013 oltre ad incontri informativi e momenti di festa all’interno della Comunità “Redancia Sud” ha organizzato le seguenti attività:
– nel mese di luglio ha partecipato nel comune di Badolato con uno stand informativo all’evento “INTEGRAFESTA”, organizzato dall’ASP di Catanzaro a conclusione  del Progetto “Linee di intervento transculturali nella medicina di base e nell’area materno infantile”;
– nel mese di agosto ha partecipato nel Comune di Badolato con uno stand informativo e l’esposizione di manufatti in ceramica prodotti dagli ospiti della Comunità “Redancia Sud” all’evento “Tarantella Power” organizzato dall’ Amministrazione comunale ripreso dalla stampa locale;
– nel mese di ottobre ha organizzato un viaggio a Roma per partecipare all’Udienza del Papa e visitare il centro storico della capitale ( viaggio documentato in un articolo nel sito www.vdponline.it  capire lo spirito di Redancia in un giorno insieme di R. Antonello);
– nel mese di novembre ha organizzato una raccolta di olive nel territorio di Sant’ Andrea.
Queste iniziative hanno visto la partecipazione di ospiti, famigliari, operatori e volontari.

L’Associazione è aperta a nuovi soci volontari e sostenitori. Ne abbiamo bisogno.
Referente: Anna Cascelli
Cell. 339-8650114   e-mail: cascelliannacarmela@tiscali.it



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