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Ciao Fausto

31 Marzo 2020
8 commenti
Ciao Fausto

È morto Fausto Petrella. Sono triste.

Ha deciso di lasciarci in un momento di grave crisi sanitaria mondiale che angoscia tutti noi sanitari alle prese con contagi di pazienti e amici.

Altri scriveranno elogi funebri, altri meglio di quanto potrei fare io ne ricorderanno la statura scientifica e culturale.

Io voglio ricordarlo brevemente com’era per me: un riferimento, un insegnamento, un motivo di riflessione, un piacere nell’incontrare la sua vitalità che esprimeva con uno sguardo giovane e penetrante che racchiudeva una viva intelligenza, una capacità di vivere e godere delle cose belle e… buone.

Ciao Fausto, caro amico!

Gianni



8 risposte.

  1. Giancarlo Stoccoro ha detto:

    Che tristezza!
    È stato il mio professore e non solo, un vero mentore e negli ultimi anni un amico discreto. Ti ricorderò sempre.
    GIANCARLO

  2. Nicoletta Golschmidt ha detto:

    Sono molto triste anch’io, un maestro e un testimone/protagonista del cambiamento culturale e pratico della psichiatria italiana.

  3. Mi spiace tantissimo ha detto:

    Simona Masnata

  4. roberta antonello ha detto:

    ho la testa piena di ricordi suoi…
    Spero che una commemorazione futura a Pavia possa farci condividere il dolore che la sua morte ci suscita.
    Aveva ancora da dirci tante cose, o meglio scriverle!
    E ci avrebbe di nuovo divertito con il suo umorismo.
    Ciao
    Roberta

  5. Stefano Lo Presti ha detto:

    Che tristezza!
    Quanto ricordi in questi anni e quante riflessioni abbiamo condiviso (insieme a tutti gli operatori di Villa del Principe) in oltre dieci anni di supervisione che terminano così traumaticamente.
    Ci mancherai caro Fausto!

  6. PiergiorgioSemboloni ha detto:

    Questa perdita mi riporta indietro, agli anni 80′, al SSM della USL IX, a Paolo Bonizzoni (anche lui mancato pochi mesi fa), quando Petrella rappresentava una punta di diamante psicoanalitica di una formazione che si permetteva di offrire e approfondire diversi approcci dialoganti nello stesso SSM, individuando in Pavia referenti come lui o Torre e Marinoni per l’epidemiologia, o Boscolo, Cecchin, Cancrini per la sistemica. Forse non tutti si sono resi conto di aver vissuto un’ epoca straordinaria della Psichiatria e Psicoterapia grazie a questi straordinari maestri che sono stati persone oltreché personaggi.

  7. Pasquale Pisseri ha detto:

    Sono tanti i titoli d’onore di Fausto Petrella. Vorrei ricordarne uno. Nei primi anni ’70 ha collaborato con De Martis a una grande iniziativa: accogliere sistematicamente, nella Clinica Universitaria ove operavano, anche pazienti ricoverati coattivamente ai sensi della legge allora vigente, e cronicizzati da lunghi soggiorni manicomiali; si puntava alla deistitutizzazione anche con proiezioni territoriali. Ciò ha mostrato con i fatti come il necessario cambiamento non dovesse consistere in un rifiuto della psichiatria (come in certi fraintendimenti della lezione di Basaglia) ma nella ricerca di una psichiatria pubblica diversa; e, aggiungo, di una psicanalisi diversa pronta a non chiudersi in una torre d’avorio e al contrario a “sporcarsi le mani” in interventi allora ritenuti tutt’altro che gratificanti. Superamento, questo, di atteggiamenti emarginanti interni alla stessa prassi psichiatrica, degli steccati fra i suoi vari ambiti: da quello del rapporto privatistico – psicoterapico o meno – a quello delle Cliniche universitarie a quello dei manicomi. Cose che possono oggi apparirci scontate, ma fino a che punto? Certo non allora. Iniziativa, quella di Pavia, resa possibile dall’elevata qualificazione tecnico-professionale dei suoi protagonisti e dalla loro bella dimensione umana

  8. Federico Russo ha detto:

    Ricordi Gianni, ho avuto l’onore di presentare il suo libro a Varazze.
    Sembrava una di quelle persone destinate all’eternità’. Invece se n’è andato, a conferma che una cosa è la realtà e un’altra sono le visioni. Ci ha lasciato i suoi libri. Quel sorriso gentile e curioso e il divenire del suo pensiero invece ci mancheranno e mancheranno alla psichiatria italiana.

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