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Chirurgia estetica e psicologia: qual è l’etica che le unisce?

Qual è il nesso tra chirurgia estetica e psicologia? Tutti noi abbiamo delle insicurezze, date molto spesso da come appariamo ai nostri occhi o come pensiamo di apparire a quelli degli altri. La percezione di noi stessi, che molto spesso non è poi così veritiera, ci impone di adeguare la nostra immagine a degli standard e dei modelli che convenzionalmente la società ci impone e con i quali ci dobbiamo confrontare, a volte solo guardandoci allo specchio, altre facendo zapping in tv e costantemente scorrendo tra i contenuti pubblicati sui social.

Ecco, quindi, che anche chi non ha mai pensato di ricorrere al famigerato “ritocchino” può cambiare idea. La chirurgia estetica, perché è di questo che si parla, è un’arma a doppio taglio. Da una parte ci aiuta a sentirci meglio con noi stessi e ad affrontare le situazioni con più sicurezza, come nel caso dell’ansia sociale, dall’altra però può divenire una vera e propria dipendenza, senza la quale pensiamo di non poter affrontare le difficoltà della vità.

Il ruolo dell’estetica oggi. Ecco il nostro biglietto da visita

L’estetica gioca un ruolo importantissimo, oggi più che mai, e sentirci più belli, dunque, ci aiuta ad aumentare la nostra autostima e ci dà una forte spinta nella realizzazione personale e degli obiettivi che possono essere correlati a tantissimi ambiti, da quello lavorativo a quello sentimentale. Attenzione, perciò, a trattare questo tema con la dovuta importanza! Bisogna andare oltre ad un  mero e più superficiale miglioramento fisico, dando spazio ad una visione più ampia e certamente più profonda. Prima di tutto, quando si intraprende un percorso di questo tipo è necessario confrontarsi con un chirurgo professionista, che sappia migliorare il nostro aspetto senza deturparlo o renderlo troppo artificiale; allontanarsi troppo dalla base di cui madre natura ci ha dotati potrebbe creare ulteriori disagi psicologici. Mai esagerare, quindi!

Medicina e Chirurgia estetica. La differenza c’è!

Prima di proseguire, capiamo bene la differenza tra medicina e chirurgia estetica. Molto spesso vengono utilizzati come sinonimi, ma vi è una netta differenza tra le due discipline mediche. Con la prima sono da intendersi tutti quei piccoli trattamenti eseguibili in modo rapido e praticamente indolore, che servono a rallentare l’invecchiamento della pelle – sono tantissime le donne e non solo che hanno paura di invecchiare precocemente – o che si rivelano molto utili a migliorare temporaneamente l’aspetto di una determinata zona del viso o del nostro corpo. Tra tutti, il più famoso e il più eseguito è sicuramente il filler in ogni sua declinazione. La seconda, invece, è un ramo della chirurgia plastica. Certamente, risulta più invasiva della medicina estetica e, a differenza di questa, il suo effetto risulta permanente o, ad ogni modo, a lungo termine. 

Il cambiamento estetico e il supporto psicologico, due facce della stessa medaglia 

Se il cambiamento, quindi, è molto evidente è bene che, parallelamente al percorso estetico, ce ne sia anche uno psicologico, per potersi abituare ad una versione diversa e migliorata di noi stessi, senza subire troppo la modifica apportata e iniziando a relazionarsi positivamente con questa novità. Si consiglia, laddove sia possibile, di procedere per gradi e con più sedute, così da non mettere il paziente davanti ad un mutamento troppo drastico e repentino; inoltre, è bene che il chirurgo instauri con chi si sottoporrà all’intervento un rapporto di fiducia e che si renda disponibile a qualsiasi chiarimento e delucidazione. 

Il professionista deve assolutamente valutare un percorso ottimale per poter raggiungere il miglior risultato possibile, ma deve essere altrettanto bravo a soddisfare tutte le esigenze e i gusti di chi ha davanti. Il senso estetico cambia da persona a persona e spesso ciò che si otterrà dopo un intervento è un grande punto interrogativo che non ci fa vivere serenamente questo importante e particolare momento della nostra vita. Ecco perché è essenziale condividere con il proprio medico qualsiasi dubbio e arrivare preparati al fatidico giorno; instaurare un rapporto di fiducia e rivolgersi alla persona giusta è sicuramente il primo passo: non sempre un bravo professionista riesce ad avere anche la giusta dose di empatia nei confronti del paziente. 

Il duplice percorso, che inizia quando decidiamo di intraprendere un’operazione di chirurgia di tipo estetico, deve farci star bene sia con il nostro corpo sia con la nostra mente, solo così, grazie alla collaborazione di uno psicologo e di un bravo chirurgo si può raggiungere il risultato desiderato e ci si può sentire davvero in armonia con noi stessi e con il mondo esterno; una sorta di rinascita personale che come tutti i processi che coinvolgono anche la sfera psichica ha bisogno di un periodo di assestamento e di elaborazione. Ecco perché è sempre bene prendere questa decisione in modo ponderato e dopo aver analizzato diversi aspetti, soprattutto chiedendosi se questa sia effettivamente l’unica percorribile o se ci sia una alternativa e meno impervia. 

L’accettazione di noi stessi è il primo passo verso la serenità, sentirsi belli per come siamo è un qualcosa che si può raggiungere anche solo lavorando su di noi, senza necessariamente ricorrere a metodi invasivi ed, oltretutto, molto costosi. D’altro canto, però, le tecniche di medicina estetica risultano essere veramente risolutive quando non si riesce a trovare questo equilibrio o quando non riusciamo in nessun modo ad accettare i danni, le imperfezioni o gli inestetismi che ci arrecano continua sofferenza. La scelta è solo nostra, in entrambi i casi ciò che conta è stare bene dentro e fuori!

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