L’adozione è una scelta di vita che comporta una serie di sfide e opportunità per chi decide di accogliere un bambino nella propria famiglia. Si tratta di un processo complesso che coinvolge aspetti emotivi, relazionali e legali, sia per i genitori che per i figli adottivi. In questo articolo, vedremo come la psicologia può aiutare a costruire legami significativi tra le parti coinvolte, favorendo il benessere e lo sviluppo di tutti.
L’adozione in Italia: dati e normativa
Secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT), nel 2019 in Italia sono state pronunciate 2.688 sentenze di adozione nazionale e 1.121 sentenze di adozione internazionale. Questi numeri sono in calo rispetto agli anni precedenti, a causa delle difficoltà burocratiche, delle lunghe attese e dei costi elevati che caratterizzano il percorso adottivo.
La normativa italiana in materia di adozione è regolata dalla legge n. 184 del 1983, modificata dalla legge n. 149 del 2001. Per poter adottare un bambino, i coniugi devono essere sposati da almeno tre anni (o da meno se hanno convissuto prima del matrimonio) e devono avere una differenza di età con il minore non inferiore a 18 anni e non superiore a 45 anni. Inoltre, devono essere riconosciuti idonei dal tribunale per i minorenni, dopo aver seguito un iter di valutazione psico-sociale.
L’adozione può essere nazionale o internazionale, a seconda che il bambino sia residente in Italia o in un altro paese. Nel caso dell’adozione internazionale, i coniugi devono rivolgersi a un ente autorizzato dal Ministero degli Affari Esteri, che li assiste nel rispetto delle norme del paese di origine del minore.
Il trauma dell’abbandono e la riparazione affettiva
Uno degli aspetti più delicati dell’adozione è il trauma dell’abbandono che il bambino adottivo ha subito nella sua storia pregressa. Si tratta di una ferita profonda che può compromettere la fiducia, l’autostima e la capacità di relazionarsi con gli altri. Il bambino adottivo può vivere sentimenti di rabbia, paura, vergogna, colpa e lutto per la perdita dei genitori biologici.
Per superare il trauma dell’abbandono, il bambino ha bisogno di una riparazione affettiva da parte dei genitori adottivi. Questa si basa sulla creazione di un ambiente sicuro, stabile, prevedibile e accogliente, in cui il bambino possa sentirsi amato, protetto e valorizzato. I genitori adottivi devono essere capaci di contenere e tradurre le emozioni e le sensazioni spiacevoli che il bambino non è in grado di elaborare, restituendogliele in una forma più tollerabile e pensabile.
La riparazione affettiva richiede tempo, pazienza e sensibilità da parte dei genitori adottivi, che devono saper ascoltare, comprendere e rispettare i bisogni e i ritmi del bambino. Inoltre, devono essere disponibili a confrontarsi con le proprie emozioni, eventualmente con l’aiuto di un professionista, per evitare di proiettare sul bambino le proprie aspettative, frustrazioni o paure.
La costruzione dell’identità e dell’attaccamento

Un altro aspetto fondamentale dell’adozione è la costruzione dell’identità e dell’attaccamento del bambino adottivo. L’identità è il senso di chi si è, di dove si viene e di dove si va. L’attaccamento è il legame emotivo che si stabilisce tra il bambino e i genitori, che influenza lo stile di relazione con se stessi e con gli altri.
Il bambino adottivo deve affrontare il compito di integrare nella sua identità le sue origini biologiche e la sua famiglia adottiva, senza negare o rinnegare nessuna delle due. Questo processo può essere facilitato dai genitori adottivi, che devono sostenere il bambino nella ricerca delle sue radici, fornendogli informazioni veritiere e adeguate alla sua età, e accettando la sua curiosità e il suo desiderio di conoscere i suoi genitori biologici.
Il bambino adottivo deve anche costruire un attaccamento sicuro con i genitori adottivi, che gli permetta di sentirsi al sicuro, autonomo e capace di esplorare il mondo. Per favorire questo legame, i genitori adottivi devono essere sensibili, responsivi e coerenti nelle loro risposte ai bisogni del bambino, mostrandogli affetto, attenzione e disponibilità. Inoltre, devono incoraggiare il bambino a esprimere i suoi sentimenti, le sue opinioni e le sue preferenze, rispettando la sua individualità e la sua diversità.
Il ruolo della psicologia nell’adozione

Il supporto psicologico può svolgere un ruolo importante nell’adozione, sia prima che dopo l’incontro tra genitori e figli adottivi. Prima dell’adozione, la psicologia può aiutare i genitori adottivi a prepararsi al percorso adottivo, valutando la loro motivazione, la loro idoneità e le loro aspettative. Inoltre, può offrire loro sostegno e consulenza durante le fasi burocratiche e legali dell’adozione.
Dopo l’adozione, è opportuno accompagnare i genitori adottivi e i figli adottivi nel processo di integrazione familiare, facilitando la comunicazione, la comprensione e la risoluzione dei conflitti. Inoltre, può intervenire in caso di difficoltà o problematiche psicologiche o comportamentali che possano emergere nel bambino o nei genitori adottivi, come ansia, depressione, disturbi dell’apprendimento o dell’attenzione, aggressività o isolamento.
La psicologia può offrire diversi strumenti di intervento nell’ambito dell’adozione, come la terapia individuale, la terapia familiare, la terapia di gruppo o il supporto scolastico. Lo scopo è quello di promuovere il benessere e lo sviluppo armonico di tutti i membri della famiglia adottiva, favorendo la costruzione di legami significativi basati sull’amore, sul rispetto e sulla fiducia.
Adozione e psicologia: un percorso di crescita reciproca
L’adozione è un percorso di crescita reciproca tra genitori e figli adottivi, che richiede impegno, coraggio e amore. Si tratta di una sfida che comporta difficoltà ma anche gratificazioni, che possono arricchire la vita di tutti i protagonisti. L’adozione non è una soluzione a un problema o una riparazione a una mancanza, ma una scelta di vita che implica una responsabilità verso se stessi e verso l’altro.
L’adozione non cancella il passato del bambino adottivo, ma gli offre una nuova opportunità di futuro. L’adozione non sostituisce i genitori biologici del bambino adottivo, ma gli regala una nuova famiglia che lo ama incondizionatamente. L’adozione non cambia l’identità del bambino adottivo, ma gli permette di integrare le sue origini con la sua storia presente.



