I diritti assertivi sono i mattoncini su cui si reggono i rapporti interpersonali. Potremmo definirli come le salde fondamenta su cui costruiamo relazioni sane e gratificanti. Il do ut des sociale, quel gioco di rimbalzo tra dare e avere, gratificante ed essenziale per il benessere emotivo, è garantito proprio dalla consapevolezza e dalla corretta applicazione di questi diritti. Grazie a essi instauriamo e difendiamo il nostro spazio personale, abitato solamente da noi e dalle nostre emozioni.
Pensiamo ai diritti assertivi di ognuno come all’essenza fondamentale di ogni sana comunicazione interpersonale. Essi sono una sorta di pilastro che ci sorregge e dà forza ogni volta che dobbiamo interagire con il mondo che ci circonda.
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Che cosa sono i diritti assertivi e come funzionano
I principi dell’assertività entrano in gioco ogniqualvolta ci relazioniamo con altri. Ultimamente ne stiamo sentendo parlare anche al di fuori dell’ambito di interesse della psicologia. Spesso infatti sentiamo approfondimenti, televisivi o radiofonici, nei quali si parla di come i diritti assertivi possano giocare un ruolo chiave nella lotta contro la violenza di genere. Non è un’associazione forzata dal momento che, di fatto, il più importante tra questi principi stabilisce proprio che ogni persona meriti lo stesso rispetto e la stessa considerazione. Questa è una consapevolezza che non tutti possediamo, e della quale troppo spesso ci dimentichiamo, addossandoci la parte debole all’interno di una conversazione nella quale l’interlocutore che si impone non vale affatto più di noi.
Ciò significa, per estensione, che chiunque può esprimere le proprie opinioni senza alcun timore o remora di essere giudicato o criticato, magari ingiustificatamente. Similmente, s’intende che tutti possono dire di no quando lo ritengano necessario, senza sentirsi in colpa o dover motivare la propria risposta a nessuno. Questo è un aspetto cardine nei rapporti tra i generi, poiché annulla completamente le errate qualifiche di sesso forte e debole.
Vi sono altri due diritti che vale la pena sottolineare, in seconda battuta. Essi sono il principio che obbliga ogni interlocutore ad ascoltare ciò che tutti gli altri hanno da dire e quello che autorizza ogni intervenuto a chiedere spiegazioni, e domandare approfondimenti, tutte le volte che ne abbia bisogno, per comprendere a fondo quel di cui si stia parlando. In definitiva, possiamo definire i diritti assertivi come un linguaggio universale e comprensibile a tutti. Essi ci consentono di comunicare in maniera aperta, onesta, costruendo relazioni basate sulla stima e la fiducia reciproca, indipendentemente dalla persona o dal gruppo di persone con cui ci interfacciamo.
I confini dello spazio emotivo personale

La definizione di spazio emotivo in psicologia indica quel territorio intimo e personale che ciascuno di noi, inconsciamente, possiede. Per rendere il concetto più concreto possiamo descriverlo come una sorta di zona di comfort, nell quale convivono liberamente le nostre emozioni, i nostri sentimenti profondi e le nostre esperienze private. In questo luogo astratto non hanno accesso neppure le persone che ci sono più vicine. È una sfera profondamente intima e totalmente off limits. Non è esagerato definirlo come un luogo sacro, tanto è prezioso. Proprio per via di queste sue caratteristiche, è una piazza nella quale ci sentiamo indubbiamente al sicuro, ma ove pascolano anche tutte le nostre vulnerabilità.
Per il benessere psicologico, e di conseguenza fisico, di ciascuno, è indispensabile proteggere e tutelare lo spazio emotivo. Questo luogo è infatti irraggiungibile agli altri, come se fosse difeso da una potente barriera. Eppure possiamo decidere di consentire l’accesso o, comunque, di alleggerire i suoi confini, ogni volta che ci apriamo a un’altra persona. Siamo noi stessi a decidere chi possa visitarlo, e quale porzione di esso possa vedere. Nessuno si introduce in maniera indesiderata nello spazio emotivo personale di qualcun altro senza che il proprietario glielo consenta, o senza romperne il sano equilibrio emotivo.
I diritti assertivi sono uno strumento per aiutarci a difendere lo spazio emotivo.
Difendere lo spazio emotivo grazie ai diritti assertivi
Ogni volta che applichiamo i nostri diritti assertivi stabiliamo dei confini ben chiari e comunichiamo all’esterno quali siano le nostre esigenze, i nostri limiti e fino a che punto siamo disposti a sacrificare ognuna di queste due cose. Quando qualcuno sta superando i nostri confini emotivi, va sfruttato il diritto di esprimere i nostri sentimenti in modo chiaro, ma rispettoso. Spesso il carattere ci porta a non farlo, giudicando la reazione sconveniente o fuori luogo. In realtà, è una posizione che va presa per evitare fraintendimenti e prepotenze. Trovandoci in una situazione come quella or ora descritta, faremmo bene a dire: “Mi sento a disagio con questa situazione e vorrei che tu rispettassi il mio spazio emotivo.” Esterniamolo in maniera ferma, ma non scontrosa. In questo modo, esercitiamo il nostro diritto di essere rispettati. Oltre a quello di essere ascoltati.
Imparare a dire no quando sia necessario, e tutte le volte che lo sia, è un aspetto essenziale nella difesa dello spazio emotivo personale. Attenzione a non pensare che ciò significhi essere egoisti o insensibili. In realtà stiamo riconoscendo e affermando i nostri bisogni e i nostri limiti.
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