Spunti & Appunti

Scrittori: Patrick McGrath, per scrivere di follia bisogna capire chi soffre

Redazione
5 Luglio 2013
1 commento

(Adnkronos) – ”Uno psichiatra mi ha iniziato alle riflessioni sulla follia quando avevo otto anni. Era mio padre. Per venticinque anni e’ stato direttore del Broadmoor, un ospedale psichiatrico di massima sicurezza vicino a Londra”



Una risposta.

  1. P. Pisseri ha detto:

    “Un passero, posatosi sulla cancellata dirimpetto , cinguettò – Septimus, Septimus – quattro o cinque volte, poi volò via, seguitando a ripetere il suo verso, ma per cantare, con parole greche, penetrantemente, che delitto non v’è, non v’è alcun crimine, e un altro passero si unì a lui nel canto e, con voci prolungate e penetranti, in greci accenti, dalle vette degli alberi parlarono di vita al di là di un fiume, dove i morti si aggirano, perchè non esiste la morte”. Qui Virginia Woolf – a sua volta morta suicida in piena crisi allucinatoria – descrive, nel coprotagonista Septimus avviato al sucidio, sè stessa, come persona in cui il “soffrire” e il “capire” coesistono in una alta dimensione creativa.

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