Cultura

La maschera della morte rossa.

Redazione
9 Maggio 2015
1 commento
La maschera della morte rossa.

Commento alla notizia: Immigrati psichiatria: Italia divisa tra effetto “anestesia e cinismo”

“Cantelmi, forma di difesa dal dolore che preoccupa più dell’indifferenza” “AdnKronos, 20 aprile 2015”

Su marginalità, emarginazione, muri e, perché no? Immigrazione, lascerei la parola a un grande emarginato

E. A. Poe, 1842  – La maschera della morte rossa

 

Inizio:

Per molto tempo la Morte Rossa aveva spopolato la contrada.
Mai s’era vista una pestilenza tanto orribile, tanto fatale. Il male si attaccava al sangue, e si manifestava in tutto il rosso orrore del sangue… Chiazze purpuree sulla pelle rendevano le vittime così ripugnanti che venivano fuggite da tutti, lasciate senza conforto né aiuto…

Ma il Principe Prospero era ugualmente felice e dimostrava la propria intrepidezza e la propria sagacia. Quando vide che le sue terre erano per metà spopolate convocò un migliaio circa dei suoi amici, tutti pieni di vita e di baldanza, scegliendoli fra cavalieri e dame della sua corte, e riparò con essi nel remoto rifugio di una delle sue abbazie fortificate, ch’era edificio vasto e magnifico, creazione sua personale, di stile eccentrico e nondimeno grandioso, cinto di spesse ed alte mura nella quali si aprivano delle porte di ferro.

Quando i cortigiani furono là dentro, col fuoco e dei buoni martelli saldarono ogni serratura, intendendo così assicurarsi contro gli impulsi disperati di chi stava fuori, e di chiudere ogni via d’uscita alla frenesia di chi stava dentro. L’Abbazia fu largamente munita di provviste. Con simili precauzioni i cortigiani potevano sfidare il contagio. Se la vedesse con esso chi stava fuori. Intanto, sarebbe stato follia darsene pensiero. Il principe aveva provveduto a tutti i mezzi del piacere. Si era portato dietro buffoni, improvvisatori, musici, ballerini. E poi la bellezza, il vino… C’era tutto questo e la sicurezza, dentro. Fuori, la Morte Rossa.

Sulla fine del quarto mese, o sesto che fosse, del suo ritiro, mentre fuori la pestilenza infieriva più che mai, il principe Prospero offrì ai suoi amici un ballo in maschera, straordinario per magnificenza…

Fine:
Ma una delle maschere è particolare.
Anche per gli esseri più depravati, che della vita e della morte si prendono ugualmente gioco, vi son cose con le quali non si può scherzare. Così parve che tutti sentissero profondamente il cattivo gusto e la sconvenienza del costume e del contegno di quell’estraneo… La maschera si era spinta al punto di assumere il tipo della Morte Rossa. Aveva il manto chiazzato di sangue e la larga fronte e tutto il viso cosparsi dell’orrore rosso…

Ma non è uno scherzo.

Si conobbe così la presenza della Morte Rossa. Come un ladro era venuta, di notte. E a uno a uno i convitati caddero…

Possiamo sorridere di queste foschissime tinte tardo-romantiche. Ma forse sono adeguate anche all’odierna tragedia, meglio del nostro understatement negatorio.



Una risposta.

  1. roberta ha detto:

    grande Poe
    Niente da sorridere
    Si può leggere su tanti piani
    da quando esiste il tener fuori quello che non piace che spaventa che è orrore che è pericolo nadconderlo agli occhi allontanarlo difendersi arroccarsi distruggerlo
    ecc. ecc.
    si resta ignoranti e fregati

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