Vaso di Pandora

Globesity: l’obesità come emergenza globale nel fotoreportage di Silvia Landi

Per molto tempo la malnutrizione è stata considerata il problema principale che affligge i paesi a basso e medio reddito, ma una nuova minaccia, la cosiddetta Globesity, ora incombe nel mondo.

Silvia Landi, durante un’intervista al WSP di Roma dice “Per la prima volta nella storia dell’umanità, al mondo ci sono più persone obese che denutrite e che si muore più per cause correlate all’obesità che di fame. L’obesità sembra quindi essere la sfida del futuro e le soluzioni messe in atto dai paesi maggiormente colpiti sono ancora poche e poco efficaci rispetto alla portata del fenomeno, ma per lo meno se ne inizia a parlare anche a livello politico.”

Cos’è la Globesity

​Come dichiarato dall’OMS, nei paesi a basso reddito esiste il ‘doppio fardello della malnutrizione’, ovvero la coesistenza di persone che muoiono di fame e di altre che consumano cibo in eccesso. Le cause di questo fenomeno non vanno ricercate nell’eccesso di cibo, ma sono in gran parte un prodotto della povertà, della globalizzazione dei prodotti alimentari trasformati e nella mancanza di opportunità e di accesso da parte dei gruppi più poveri della popolazione, a cibo di qualità e a cure mediche adeguate.

Silvia Landi spiega “L’obesità è fenomeno molto complesso e multifattoriale, ma le cause sono ormai abbastanza chiare agli esperti e sono legate soprattutto a due fattori: da una parte c’è la difficoltà per le fasce povere della popolazione mondiale ad accedere al cibo di qualità e cure mediche adeguate, dall’altra la massiccia globalizzazione del cibo, ovvero la diffusione, anche nei paesi poveri del mondo, di  bevande e cibi ultra-processati ricchi di zucchero e grassi che costano meno e sono più accessibili rispetto al cibo di qualità.”

Brasile, Sud Africa e Messico sono tra i paesi che si trovano ad affrontare questa drammatica situazione. In Brasile il tasso di obesità è quasi raddoppiato negli ultimi decenni, il Sud Africa sta vivendo le maggiori sfide nutrizionali al mondo a causa dell’elevato consumo di cibo spazzatura e dell’accesso limitato a cibo sano, e il Messico, dove il 50% della popolazione vive al di sotto la soglia di povertà, ha uno dei tassi di obesità più alti al mondo.

Il progetto fotografico vincitore del Food Sustainability Media Award 2017

Globesity è un progetto fotografico nato per documentare questo complesso fenomeno in contesti in cui la relazione tra obesità e povertà è particolarmente evidente, e un’opportunità per fornire una prospettiva diversa su questioni importanti come l’impatto del sistema alimentare globale, l’insicurezza alimentare e l’ambiente obesogeno sull’uomo. persone vulnerabili in tutto il mondo.

Come dichiarato da Silvia Landi “Globesity è un lavoro che racconta l’epidemia globale di obesità nei paesi in via di sviluppo. Negli anni ho concentrato tutte le mie energie nel realizzare questo importante lavoro su un tema fotograficamente ancora poco esplorato. Per molti anni l’obesità è stata associata all’eccesso di cibo e allo stile di vita dei paesi ricchi, ma oggi non è più così.”

Per vedere la gallery completa del progetto visita: https://www.silvialandi.com/globesityproject

Una psicoterapeuta dietro le fotografie

Silvia Landi è una fotografa documentarista con sede a Roma, Italia. Laureata in psicologia e master in psicoterapia, ha lavorato per diversi anni come psicoterapeuta prima di intraprendere la carriera di fotografa.

Ha frequentato una Masterclass di fotografia documentaria e reportage fotografico presso WSP Photography di Roma, e un corso di giornalismo della Thomson Reuters Foundation su “Reporting Food Sustainability” a Londra.

Concentra i suoi lavori di ricerca personale e progetti documentari, ispirandosi principalmente a questioni sociali e alle loro conseguenze psicologiche, si interessa anche a questioni culturali e antropologiche. Attualmente sta lavorando a diversi progetti sul tema dell’obesità, della salute e del rapporto con il cibo, in Italia e all’estero. Silvia lavora come fotografa freelance e come consulente per alcune ONG italiane.

Vincitrice di numerosi premi in Italia e all’Estero, le sue fotografie sono state esposte in tutto il mondo: Spagna, Brasile, Portogallo, New York, Germania, Giappone, Francia, San Francisco e molte altre.

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