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Chiudersi in sé stessi: i tre motivi per cui lo facciamo

La tendenza a chiudersi in sé stessi può essere una risposta naturale a situazioni stressanti o difficili.
Ma non sempre ci fa bene: se è vero che isolarsi può sembrare una soluzione temporanea, e tra le più semplici e immediate, per proteggere se stessi, le conseguenze negative sul benessere emotivo e sulle relazioni interpersonali possono essere importanti.
In questo articolo abbiamo selezionato tre dei motivi principali per cui le persone tendono a chiudersi in sé stesse, così da comprendere come evitare che questa tendenza diventi dannosa per il nostro equilibrio.

1. Chiudersi in sé stessi per paura del giudizio

Tra le cause principali che spingono l’essere umano a chiudersi in se stessi vi è la paura del giudizio o della critica da parte degli altri. Sentirsi insicuri riguardo alle proprie azioni, pensieri o sentimenti, temere il rifiuto o la disapprovazione da parte degli altri sono tra le motivazioni più comuni che ci portano a cercare l’isolamento.

Superare la paura del giudizio con dei semplici esercizi

  • Praticare l’accettazione di sé stessi: imparare ad accettarsi e ad amarsi per chi si è ci aiuta a esorcizzare la paura del giudizio esterno.
  • Costruire fiducia: concentrarsi sulle proprie qualità e successi può aiutare a rafforzare la fiducia in sé stessi e ridurre la paura del giudizio altrui.
  • Comunicazione aperta: esprimere i propri pensieri e sentimenti con persone di fiducia può favorire la comprensione reciproca e ridurre la paura del giudizio.
ragazza da sola in riva al mare con la testa tra le gambe
Chiudersi in sé stessi è una reazione naturale ma spesso dannosa, ed è bene capire perché succede e provare a contrastarla

2. Delusioni e tradimenti passati come causa dell’isolamento

Decidere di chiudersi in sé stessi è spesso una reazione a esperienze passate di delusione, tradimenti o abbandono da parte di persone significative. Vivere tali condizioni può renderci diffidenti e l’isolamento è la risposta al desiderio di proteggere sé stessi da potenziali ferite emotive.

Come superare il passato

  • Lavorare sulle ferite emotive: rivolgersi a uno psicologo o a uno psicoterapeuta può aiutare a elaborare e a guarire dalle ferite emotive del passato.
  • Sviluppare relazioni basate sulla fiducia: costruire relazioni autentiche e significative con persone affidabili può aiutare a ripristinare la fiducia negli altri e ritrovare la forza di vivere a pieno.
  • Essere consapevoli del presente: concentrarsi sul presente anziché sul passato può aiutare a superare il senso di diffidenza e a costruire relazioni più positive.

3. Inadeguatezza e bassa autostima

Le persone con bassa autostima o che provano un senso di inadeguatezza verso sé stessi sono solite isolarsi per evitare situazioni in cui sentono particolarmente vulnerabili emotivamente. Si tratta di persone che si sentono spesso insicure riguardo al proprio valore e alle proprie capacità, su diversi fronti.

Imparare a lavorare sulla propria autostima

  • Praticare l’auto-compassione e riconoscere i propri successi e qualità può contribuire a migliorare l’autostima e a ridurre il bisogno di chiudersi in sé stessi.
  • Accettare la vulnerabilità: riconoscere e accettare la propria vulnerabilità come parte normale dell’esperienza umana può rendere più facile aprirsi agli altri.
  • Fare nuove esperienze: affrontare nuove sfide e intraprendere nuove esperienze può contribuire a sviluppare un senso di competenza e sicurezza in sé stessi.

Chiudersi in sé stessi può essere una risposta comprensibile a esperienze dolorose o sentimenti di insicurezza, ma può anche limitare le opportunità di crescita personale e di relazione.
Affrontare le paure e le insicurezze alla base di questo comportamento può aiutare a superare il bisogno di isolamento e a sviluppare relazioni più significative e soddisfacenti con gli altri.
Con il sostegno adeguato e la consapevolezza di sé stessi, è possibile superare il bisogno di chiudersi in sé stessi e vivere una vita più piena e appagante.

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