Definiamo psicoterapia strategica breve un’opzione terapeutica potente e orientata verso soluzioni concrete. Essa offre un percorso chiaro, focalizzato e sovente altamente efficace verso il benessere psicologico. La TBS, dall’acronimo che mette la parola breve prima di strategica, rappresenta un intervento mirato e preciso, di durata considerevolmente più corta rispetto ad altre forme di terapia, con l’obiettivo di affrontare e risolvere determinate questioni psicologiche. Le tecniche e le tattiche utilizzate in questa terapia d’urto sono comprovate per la loro efficacia ed efficienza.
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La psicoterapia strategica breve
Nel vasto panorama dei percorsi psicologici di assistenza e recupero, la psicoterapia strategica breve emerge come un approccio innovativo. Essa si concentra sull’individuazione e la risoluzione puntuale dei problemi, in maniera rapida. Per riuscirvi, fornisce soluzioni concrete e tangibili, in un periodo di tempo più breve rispetto ad altre forme di terapia. Questo approccio combina, secondo comprovate tecniche, una profonda comprensione dei meccanismi mentali e una visione strategica che mira direttamente alla radice del problema, senza tanti fronzoli.
La data di nascita della TBS è il 1990. In quell’anno esce L’arte del cambiamento, diventato in breve un best-seller della psicoterapia. Il volume porta le firme di Giorgio Nardone e Paul Watzlawick e descrive l’approccio moderno alla psicoterapia strategica breve. È la prima volta in cui si presentano e discutono i protocolli specifici di trattamento per disturbi fobici e ossessivo compulsivi nonché la sequenza di strategie e manovre terapeutiche che possono favorire la soluzione, in breve tempo, di queste specifiche problematiche. Di fatto, prima di allora non era mai stato codificato un simile processo, e questo tipo di psicoterapia era ancora a uno stato che potremmo definire rudimentale.
Nardone e i suoi collaboratori del Centro di Terapia Strategica di Arezzo hanno portato avanti la ricerca per 30 anni dall’uscita del libro. Oggi il toscano è uno dei massimi esperti mondiali di questa forma di psicoterapia e ha messo a punto svariati protocolli addizionali rispetto a quelli iniziali. La filosofia di base della TBS è quella di unire agilmente il rigore del problem solving alla flessibilità dell’intervento. L’obiettivo è risolvere il problema presentato, non indagarne le cause. L’azione si svolge interamente sul presente, senza curarsi del perché esista il disturbo ma mirando a come lo si possa eliminare velocemente.
Le 5 pratiche soluzioni della terapia strategica breve
Un intervento strategico è in grado di produrre risultati considerevoli già dalle prime sedute. Gli strumenti che utilizza sono il dialogo strategico e le prescrizioni – veri e propri compiti per casa – che il paziente dovrà mettere in pratica e monitorare durante l’intervallo tra una seduta e l’altra. Il ciclo di sedute non supera solitamente i 10 appuntamenti e mira a cambiare le abitudini disfunzionali che hanno comportato l’ingresso in terapia. La TBS fa uso di 5 step, o soluzioni, pratici e strutturati per conseguire il risultato.
Definizione chiara degli obiettivi
Il primo passo, cruciale, in questa forma di terapia è stabilire in modo chiaro e preciso gli obiettivi del trattamento. Questo non solo fornisce al terapeuta una guida chiara, ma offre anche al paziente una mappa tangibile del percorso verso il benessere psicologico. Le tecniche attive e prescrittive, nella psicoterapia strategica breve, vengono messe in pratica fin da subito, per poter rispettare la promessa di rapidità.
Analisi delle risorse e competenze
La psicoterapia strategica breve mette un’enfasi particolare sull’identificazione e l’utilizzo delle risorse, interne ed esterne, del paziente. Questo approccio incentiva l’individuo a riconoscere le proprie competenze e abilità, trasformandole in strumenti potenti per superare le sfide poste dal disturbo che lo ostacola. Questa sorta di screening serve al professionista per stilare l’elenco delle prescrizioni, perché la TBS non si svolge soltanto in studio, bensì anche in privato, durante l’intervallo tra le sedute. Trattandosi di un percorso breve, non è pensabile concentrarlo soltanto negli appuntamenti in presenza o, comunque, di fronte al terapista. È infatti necessario impegnarsi a fondo anche dopo il termine della seduta.
Intervento mirato e focalizzato
Questa tipologia terapeutica si distingue per la sua precisione nell’intervento. Ogni sessione è progettata per affrontare specifici nodi problematici, fornendo al paziente strumenti concreti e strategie personalizzate per superare le difficoltà. Al termine della seduta, si rientra a casa con un elenco di quali siano i problemi e uno comprendente le prescrizioni per risolverli.
Potenziamento della comunicazione e delle relazioni
La psicoterapia strategica breve riconosce l’importanza della comunicazione e delle relazioni interpersonali nel processo di guarigione. Non a caso, le tiene in profonda considerazione. Gli interventi si concentrano sull’ottimizzazione di queste dinamiche, creando spazi di connessione e comprensione.
Ciò è evidente non soltanto nel corso del dialogo strategico, che può assorbire l’intera prima seduta e buona parte delle successive, bensì anche nelle prescrizioni, le quali comprendono spesso un confronto con chi sia più vicino al paziente e possa prestargli orecchio per consentirgli, o consentirle, di vocalizzare il proprio disagio nonché il percorso di guarigione intrapreso. A seconda delle criticità riscontrate, il veicolo comunicativo può rivelarsi più o meno prominente ma non esistono prescrizioni di TBS che non lo tengano in considerazione.
Monitoraggio costante dei progressi di psicoterapia strategica breve
Il progresso tangibile è la cartina di tornasole dell’avanzamento di un ciclo di sedute di psicoterapia strategica breve. Essa si distingue infatti, tra le altre cose, proprio per la sua attenzione a questo indicatore. Attraverso costanti valutazioni e aggiustamenti, la TBS garantisce che il percorso terapeutico sia sempre allineato con gli obiettivi prefissati, offrendo risultati concreti e duraturi. Qualora non dovesse essere così, occorrerebbe cambiare rotta e tentare un altro approccio.
Nonostante l’efficacia di questa terapia sia molto alta nel caso di disturbi fobici; ansiosi; ossessivi o ossessivo-compulsivi; disordini alimentari; disfunzioni sessuali; disturbi dell’umore; dell’infanzia e dell’adolescenza; borderline e di personalità, nonché di problematiche legate alla dipendenza dalla rete o presunte psicosi, talvolta capita di incontrare condizioni non risolvibili attraverso questa strategia. In tal caso, è bene ricorrere a una terapia di altro tipo.
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