“La sincronicità rivela la connessione significativa tra il mondo soggettivo e quello oggettivo.”
Nelle parole del grande psichiatra e psicoanalista svizzero, Carl Jung, troviamo la definizione del termine, a lui caro, di sincronicità. Si tratta di quella serie di coincidenze profondamente significative che, in maniera del tutto misteriosa, avvengono nella nostra vita. In termini che sconfinano dalla psicologia nella filosofia, la sincronicità si può interpretare a volte come una guida effimera, che a seconda delle credenze può venire dall’anima, da un sé superiore, o essere puramente casuale. Non tutti ci facciamo caso o le assegniamo importanza, eppure non sono poche le persone che hanno deciso di abbattere il muro dell’incredulità e scelto di usare la sincronicità attribuendole significato. Nelle prossime righe vedremo se sia davvero possibile farlo e in che modo.
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Le forme più comuni di sincronicità
Pur manifestandosi in maniera differente per ognuno di noi, la sincronicità spesso agisce secondo pattern ben precisi, acquisendo forme comuni, ripetute e facilmente identificabili da chi ritiene che le coincidenze non siano affatto casuali.
Pensiamo per esempio alle ripetizioni di cifre negli elenchi numerici (11 11; 2:22; 5:55 e così via) che ci possono capitare nel momento esatto in cui guardiamo l’orologio o cerchiamo un numero telefonico, a quando vediamo lo stesso simbolo alzando gli occhi in due momenti differenti, al fatto di sognare una persona e incontrarla passeggiando il giorno seguente, all’occasione di trovarsi nel posto giusto al momento giusto o a pensare a qualcosa e poi vederlo accadere. Coincidenze? Casualità? Deja vù? Jung e il suo collaboratore Wolfgang Pauli non lo credevano. Il loro libro Sincronicità come principio di connessioni acausali spiega proprio come la nostra vita sia costellata di eventi profondamente collegati con l’inconscio.
Quando stiamo preparando un viaggio in Oriente e la tv passa L’ultimo imperatore, o quando abbiamo finalmente deciso di smettere di fumare e troviamo sul tergicristallo il volantino di un percorso intensivo per liberarci dalla dipendenza da nicotina, si tratta davvero solo di un caso? Le forme comuni di sincronicità sono queste: si tratta di episodi che possono apparirci anche banali ma che sembrano incastrarsi troppo bene per essere circostanziali.
I tre tipi di sincronicità secondo l’analisi junghiana
Nel volume dedicato a come riconoscere e usare la sincronicità, lo psicoanalista svizzero divide le possibili coincidenze in tre tipi:
- Corrispondenza tra contenuto psichico ed evento concreto. Classica situazione nella quale si pensa con convinzione a qualcuno, apparentemente senza alcun motivo particolare, e lo si incontra poco dopo. È il caso in cui pensieri, ma anche sogni o desideri, trovano una precisa coincidenza nel tempo e nello spazio presenti.
- Correlazione tra contenuto psichico ed evento generale. Siamo qui nel campo dei terribili sogni premonitori di un evento, anche catastrofico o distruttivo, che può non riguardare il diretto interessato. Non di rado succede che l’attività onirica dissemini indizi sull’imminente futuro. Numerosi psicoterapeuti affermarono che durante la primavera e l’estate del 2001 ci fu un considerevole incremento di persone che sognavano il crollo delle torri gemelle del World Trade Center di New York. In molti casi si trattava di rappresentazioni, ad esempio due castelli di carte affiancati che precipitavano, o dei bambini che schiacciavano torri di sabbia al mare. Si evidenzia qui un legame tra sogni, pensieri o desideri e un avvenimento lontano nello spazio e/o distante nel tempo.
- La coincidenza sfasata è invece più difficile da tenere a mente, in quanto riguarda due momenti che possono verificarsi a una distanza considerevole sulla linea temporale. Si può per esempio sognare il matrimonio improvviso di una cugina, con uno sconosciuto incontrato per caso, una decina d’anni prima che la storia d’amore della parente si concluda esattamente in questa maniera. Anche se la rappresentazione mentale e l’effettivo verificarsi di una vicenda avvengono a distanza di tempo, sempre di sincronicità si può parlare.
Come usare la sincronicità
Secondo la teoria di Jung e Paoli, quando si verificano coincidenze di questo tipo è perché ne abbiamo bisogno. Siamo noi stessi che, in maniera inspiegabile, attiriamo conferme o avvertimenti. È davvero possibile usare la sincronicità per prendere decisioni nella vita?
Dal momento che i fenomeni di correlazione tendono a intensificarsi in prossimità di momenti cruciali della vita personale o collettiva, una mente percettiva può cogliere segnali in questo senso. Pur essendo impossibile usare la sincronicità in maniera sistemica, affidandole ogni singola decisione della nostra vita, si può trovare un significato in quanto ci accada, sia a livello materiale sia spirituale e mentale. Naturalmente, bisogna essere in grado di cogliere questi segnali e trovarne i suggerimenti utili per il futuro. Non c’è nulla di scientifico in questo.
Chi lo desideri può approfondire e verificare se davvero siamo tutti interconnessi, e se sia possibile che l’universo ci mandi specifici segnali per aiutarci a prendere le decisioni che contano. Prendiamo nota di ogni evento sincronico e ogni correlazione della nostra vita, per quanto ci appaia minima. Potremmo accorgerci dell’esistenza di una sorta di filo logico che le lega tra loro e e di come queste coincidenze significative influiscano sulle nostre decisioni successive.
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